IL 6 GENNAIO , DALLE 10 ALLE 14, IN PIAZZA NETTUNO, VENDEREMO PANE E SCAMBIEREMO LIBRI E PAROLE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.POTRETE ANCHE DONARE FRANCOBOLLI, CARTA DA LETTERA, PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE…
Bologna è la nostra città. Una città ancora civile, una comunità non ancora disgregata ma che vive in sé le contraddizioni dell’oggi. Fatta di grandi slanci di solidarietà, di compassione. Una città di “compagni”, da sempre. Cum-pànis in latino: con pane, “partecipe dello stesso vitto”.
Una comunità abituata a condividere. Ma anche, e sempre più, una città fatta di piccoli e grandi egoismi, egocentrismi, meschinità. Mentre, tra paure e speranze, è trascorso il Natale ed è arrivato il nuovo anno, vorremmo riflettere con i nostri concittadini sull’origine e la natura del nostro ben-essere.
Riflettere su noi stessi e su chi vive accanto a noi: guardarci allo specchio per vedere gli altri.
Uno specchio in grado di riflettere, appunto, la civiltà e le qualità essenziali di una comunità: il nostro rapporto con gli ultimi, gli emarginati, i rinnegati.
Per questo invitiamo i nostri concittadini a condividere, nei prossimi giorni, una iniziativa di solidarietà rivolta alle donne e agli uomini che, per vari motivi, passeranno questa ed altre “festività” all’interno del carcere della Dozza o nei centri di detenzione per “clandestini”.
Si discute spesso di radici culturali, di storia e di memoria.
Bologna è la città del sindaco del pane, Francesco Zanardi.
Un primo cittadino che, all’inizio del Novecento, aveva un progetto preciso: dare a tutti i cittadini “pane e alfabeto”.
(Era il dicembre del 1915 quando pronunciò queste parole: “Fra i prodotti che debbono essere sottratti ad ogni speculazione mettiamo in prima linea il pane quotidiano; già l’invocazione mistica dei credenti e l’affermazione proletaria dei diritti al pane, affermano la necessità che questo elemento sia distribuito a tutti sano, igienico, abbondante; e la preparazione del pane, che ha un grande valore fisiologico ed una grande importanza politica deve costituire un servizio pubblico.
Con questa parola s’intende una organizzazione che deve servire ai cittadini di ogni fede e di ogni classe, e siamo contrari a coloro che vorrebbero restringere la distribuzione del pane, preparato dal Comune, soltanto a qualche ristretta categoria di persone, ché invece siamo fautori della libertà più assoluta per il cittadino anche più ricco di fare acquisto negli spacci pubblici, così come si sale liberamente sul tram senza presentare nessun certificato di stato civile”).
Il pane e l’alfabeto: ingredienti essenziali della dignità delle persone. Insieme al pane vorremmo scambiare con i nostri concittadini le parole dei libri e della Costituzione italiana: simbolo, sigillo e garanzia di una comunità che possa definirsi umana e consapevole. Ovvero civile.
Mattia Fontanella, Riccardo Lenzi, Roberto Morgantini

