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	<title>Nelle tue mani &#187; Ambiente</title>
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	<description>Proposte per il PD e per l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>Rifiuti, Federambiente: «Costi di gestione indifferenziato il doppio di quelli per differenziato»</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dato emerge dal Green Book 2012. Secondo il presidente Fortini, in Italia ancora il 40% dei rifiuti finisce in discarica, spesso senza aver subito alcun trattamento. La spesa media di una famiglia è 240 euro all’anno In Italia, i costi associati alla gestione dei rifiuti indifferenziati hanno un peso doppio sui costi totali rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Il dato emerge dal Green Book 2012. Secondo il presidente Fortini, in Italia ancora il 40% dei rifiuti finisce in discarica, spesso senza aver subito alcun trattamento. La spesa media di una famiglia è 240 euro all’anno</em></strong></p>
<p>In Italia, i costi associati alla gestione dei rifiuti indifferenziati hanno un peso doppio sui costi totali rispetto a quelli per i rifiuti differenziati.</p>
<p>È uno dei dati più significativi contenuti nel Green Book 2012 di Federambiente e Utilitatis, rapporto che analizza gli «aspetti economici della gestione dei rifiuti urbani in Italia», spaziando dagli assetti istituzionali agli aspetti micro settoriali, fino allo studio dei bandi di gara.</p>
<p>Per quanto riguarda i dati più strettamente economici, Utilitatis ha calcolato anche la spesa media di una famiglia per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti: un nucleo di tre persone che vive in un’abitazione di 80 metri quadrati nel 2011 ha speso in media 240,37 euro, «con un esborso più elevato nel Centro (279,76 euro all’anno) e al Sud (274,74) e inferiore al Nord Ovest (199,91)».</p>
<p>In merito invece alla spesa dei Comuni, il rapporto evidenzia che nel 2009 (ultimo anno disponibile), «il costo della gestione dei rifiuti si attesta a 8,5 miliardi di euro, determinati per il 95% da spese correnti, con un aumento del 4% rispetto al 2008. Lazio e Lombardia sostengono i costi maggiori.</p>
<p>Il costo pro capite medio sostenuto dagli enti locali è pari a 139,7 euro per abitante, mentre rispetto alle quantità gestite si raggiunge un costo medio di 263,8 euro a tonnellata». Spendono meno i Comuni e gli Ato di medie dimensioni.</p>
<p>Per scaricare il Rapporto:   http://www.utilitatis.org/book/green_book/2012greenbook.html</p>
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		<title>La via italiana alla green economy &#8211; di Silvia Zamboni</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[Edo Ronchi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Vigni]]></category>
		<category><![CDATA[green economy]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Zamboni]]></category>

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		<description><![CDATA[Di fronte alla crisi economica e occupazionale e a quella del debito pubblico che attanagliano il nostro paese (e non solo), la parola d’ordine, ripetuta come un mantra, è “crescita”. Noi sappiamo però che la crisi economica si accompagna, nel mondo, a quella ecologica, dovuta all’ipersfruttamento delle risorse naturali non riproducibili. Per cui bisogna fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di fronte alla crisi economica e occupazionale e a quella del debito pubblico che attanagliano il nostro paese (e non solo), la parola d’ordine, ripetuta come un mantra, è “crescita”.</p>
<p>Noi sappiamo però che la crisi economica si accompagna, nel mondo, a quella ecologica, dovuta all’ipersfruttamento delle risorse naturali non riproducibili. Per cui bisogna fare chiarezza sul tipo di crescita a cui si punta, per evitare la perpetuazione di questo modello economico-produttivo che ci ha portati a una non meno drammatica crisi : quella dei cambiamenti climatici, provocati dall’effetto serra indotto dalle emissioni di CO2 legate all’uso massiccio dei combustibili fossili, oltre che dal metano proveniente da discariche di rifiuti e da allevamenti di bestiame intensivi. (La Conferenza Onu sui cambiamenti climatici tenutasi a Durban a metà dicembre si è occupata proprio della definizione di un nuovo accordo mondiale per ridurre le emissioni climalteranti).</p>
<p>Nel suo intervento all’incontro seminariale del 12 gennaio su un green new deal europeo, Ralf Fuecks (Presidente della Fondazione Heinrich-Boell, legata ai verdi tedeschi) ha usato una bella immagine per sintetizzare tutto ciò: crisi finanziaria e crisi ecologica sono gemelle, due facce della medesima medaglia: l’una è figlia del debito di risorse finanziarie, l’altra del debito di risorse naturali. Entrambe pesano sulle future generazioni.</p>
<p>Essendo la crisi economica intrecciata da un lato a quella energetica (alla esauribilità e progressiva diminuzione delle scorte di fossili estraibili a costi convenienti, e, nel caso dell’Italia, anche al considerevole peso della bolletta energetica, che nel2011 hatoccato i 62 miliardi di euro) e, dall’altro, a quella dei cambiamenti climatici, la crisi attuale va dunque colta come opportunità di cambiamento: all’invocata crescita occorre imprimere la direzione di marcia della sostenibilità ambientale e sociale.</p>
<p>In quest’ottica vanno le dieci proposte per la cosiddetta “fase due”, per la ripresa dell’economia e per creare lavoro, presentate dagli ecologisti democratici all’iniziativa tenutasi a Roma, venerdì 13 gennaio, “La via italiana alla green economy”, che tanto interesse ha riscosso. Eccole di seguito in sintesi, e per esteso nel <a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/DIECI-PROPOSTE-PER-USCIRE-DALLA-CRISI.pdf" target="_blank">documento allegato</a>, insieme alla <a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/relazione-vigni-green-economy-13-gennaio.pdf" target="_blank">relazione introduttiva di Fabrizio Vigni</a> (presidente degli ecodem) e a <a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/Global-Green-New-Deal-Europa.pdf" target="_blank">quella di Edo Ronchi</a> (Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. <strong><em>Modernizzazione ecologica dell’industria italiana</em></strong><em>. Un programma “Industria 2020” per la green economy (industria dell’auto, nuovi materiali e chimica verde, industria del riciclo, tecnologie per l’efficienza energetica e le rinnovabili, ecodesign).</em></p>
<p>2. <strong><em>Riforma fiscale ecologica</em></strong><em>. Alleggerire il carico su lavoro e impresa, spostarlo sui consumi di materia e di energia; incentivare produzioni e consumi sostenibili.</em></p>
<p>3. <strong><em>Politiche per la qualità italiana</em></strong><em>. Puntare sulla tutela dell’ambiente e del paesaggio, </em><em>sull’agricoltura di qualità, sul turismo, sui parchi, sulla promozione del Made in Italy nel </em><em>mondo.</em></p>
<p>4. <strong><em>Nuovo piano energetico</em></strong><em>. Un programma per l’efficienza energetica nell’industria, nei </em><em>servizi, nell’edilizia; 50 per cento di elettricità da rinnovabili entro il 2030; Smart grid; </em><em>riduzione del 30 per cento delle emissioni di gas serra entro il 2020; rendere permanente </em><em>l’ecobonus del 55 per cento.</em></p>
<p>5. <strong><em>Difesa del suolo</em></strong><em>. E’ la più grande opera pubblica per l’Italia: Per finanziarla si propone di utilizzare almeno un terzo dei fondi Cipe e parte dei risparmi derivanti dalla rinuncia </em><em>all’acquisto dei cacciabombardieri F35; deroga al patto di stabilità per i Comuni; frenare il </em><em>consumo di suolo.</em></p>
<p>6. <strong><em>Servizi pubblici locali</em></strong><em>. Sono parte importante della crescita della green economy, con gli investimenti per acquedotti e depuratori, impianti per i rifiuti, reti di trasporto, energia e gas; rispettare le indicazioni emerse dal referendum sull’acqua.</em></p>
<p>7. <strong><em>Mobilità sostenibile e città ecologiche</em></strong><em>. Investire sul trasporto pubblico locale, ferrovie </em><em>locali, tramvie e metropolitane.</em></p>
<p>8. <strong><em>Sud</em></strong><em>. Economia verde, ambiente, energie rinnovabili, priorità per lo sviluppo del </em><em>Mezzogiorno.</em></p>
<p>9. <strong><em>Più legalità, meno burocrazia</em></strong><em>. Lotta alle ecomafie, introduzione dei reati ambientali nel codice penale, lotta all’abusivismo; riforma dell’Ispra e del sistema dei controlli ambientali; semplificare norme e procedure.</em></p>
<p>10. <strong><em>Lavoro verde</em></strong><em>. Un milione di posti di lavoro dall’economia verde; investire su formazione e ricerca.</em></p>
<p><em>11. Lavoriamo affinché il 2012 sia l’anno della svolta ecologica, oltre che della risalita!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Buying green!” &#8211; 2^ edizione</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/01/24/buying-green-2-edizione/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 21:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Buying green]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicata dalla commissione Europea la seconda edizione del manuale “Buying green!”, una guida per le pubbliche amministrazioni per acquistare prodotti e servizi con un più basso impatto ambientale nella logica degli acquisti verdi (GPP) . La legislazione UE ha stabilito in materia nuovi obblighi vincolanti : il controllo delle sostanze pericolose, i rifiuti e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicata dalla commissione Europea la seconda edizione del manuale “Buying green!”, una guida per le pubbliche amministrazioni per acquistare prodotti e servizi con un più basso impatto ambientale nella logica degli acquisti verdi (GPP) .</p>
<p>La legislazione UE ha stabilito in materia nuovi obblighi vincolanti : il controllo delle sostanze pericolose, i rifiuti e il riciclaggio, l’acquisto di veicoli puliti, le apparecchiature informatiche per ufficio e il rendimento energetico nell’edilizia.</p>
<p>Il manuale fornisce orientamenti dettagliati su come valutare il miglior rapporto qualità/prezzo basato sul costo del ciclo di vita, considerando così non solo il prezzo di acquisto, ma tutti i costi sostenuti nel ciclo di vita del prodotto, dell’opera o del servizio, attribuendo un costo anche a specifiche esternalità ambientali come le emissioni di CO2 (metodologia specifica sui veicoli puliti &#8211; Direttiva 2009/33/CE).</p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/handbook.pdf" target="_blank">Scarica l&#8217;handbook</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nuvole padane &#8211; di Paolo Serra</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Serra]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella che state vedendo a fianco dell’articolo è una immagine dal satellite della Pianura Padana, luogo geografico realmente esistente da non confondere con la fantasia storico-politica di Bossi. E’ una fertilissima pianura dove la specie homo sapiens vive da millenni popolandola progressivamente fino ad aver raggiunto la rispettabile cifra di 31 milioni di abitanti. La sua conformazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/italia-polveri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4139" title="italia   polveri" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/italia-polveri-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a></p>
<p>Quella che state vedendo a fianco dell’articolo è una immagine dal satellite della Pianura Padana, luogo geografico realmente esistente da non confondere con la fantasia storico-politica di Bossi. <strong>E’ una fertilissima pianura</strong> dove la specie homo sapiens vive da millenni popolandola progressivamente fino ad aver raggiunto la rispettabile cifra di 31 milioni di abitanti. La sua conformazione orografica ne fa una scatola rettangolare chiusa fra le Alpi e gli Appennini con un unico sbocco nel mare Adriatico, poco più che un canalone senza sbocchi fino ad oltre il Gargano. Scarsamente ventilata e soggetta ad inversione termica nei momenti di alta pressione atmosferica, ogni giorno al suo interno si possono accendere fino a 15 milioni di motori di autovetture, quasi due milioni di veicoli commerciali, ed oltre due milioni di motocicli, ai quali vanno aggiunte 46 centrali termoelettriche e 30 termovalorizzatori, più gli stabilimenti industriali e, nei mesi freddi, almeno 15 milioni di caldaie domestiche o di comunità, senza dimenticare un numero non quantificabile di motori agricoli o per giardinaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’effetto complessivo</strong> è facilmente ricostruibile esaminando bene l’immagine. Quella che probabilmente avete scambiato per una lieve copertura nuvolosa, che si protende fin quasi sull’Istria e ben oltre il Conero, purtroppo non è uno strato di nuvole nell’atmosfera, sono le tristemente famose polveri fini, le PM 10 e 2,5 che infestano l’aria che respiriamo e che si cerca di contenere con i velleitari blocchi della circolazione del giovedì. E’ come vuotare il mare con il secchiello del pargoletto e, fino a quando non pioverà e verranno portate sul terreno, l’unica fonte di depurazione esistente sono gli alveoli polmonari nostri e degli animali, i vegetali riescono a captare la CO2 ma sulle polveri possono nulla. Per fortuna ciascuno di noi ne ha circa 70 mq, in tutto fanno più di 2 miliardi di mq, cioè oltre 2mila kmq, circa la superficie della provincia di Reggio Emilia, ma se ci aggiungiamo gli animali da allevamento e quelli liberi possiamo forse ipotizzare di aumentarla di 5 o 6 volte. La pratica, però, come ben sappiamo, non è affatto igienica e si trasforma in un ampio ventaglio di malattie respiratorie cronicizzanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non c’è nulla da fare?</strong> Dobbiamo abituarci a respirare questa roba pena la decadenza economica? Non necessariamente, ci sono molte cose che le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, assieme a Val d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, possono fare. Per primo darsi uno strumento di coordinamento permanente perché l’aria non conosce confini amministrativi, poi lanciare un piano di rilancio integrale e capillare del trasporto ferroviario locale, agevolare il trasporto merci su ferro e tassare quello su gomma, agevolare l’edilizia ecologica ed il recupero di quella storica, imporre standard restrittivi alle attività produttive e commerciali, infine convertire le centrali termoelettriche a nuove tecnologie. <strong>Un programma</strong> impressionante per difficoltà tecniche e finanziarie che non potrà essere sviluppato senza uno sforzo congiunto con l’U.E. che ha altre due aree paragonabili alla nostra, la valle del Reno e quella del Tamigi. Aree con le quali scambiarsi esperienze visto che hanno cominciato ad affrontare il problema prima di noi.</p>
<p>di Paolo Serra pubblicato sull’Unità del 5 gennaio 2012</p>
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		<title>Germania, energia comune La sfida di 900 centrali municipali &#8211; di Barbara Ciolli</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 15:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato su http://www.lettera43.it Mentre l&#8217;Italia, schiacciata dalla crisi, studia come vendere il patrimonio statale e liberalizzare settori, in Germania le società pubbliche di servizi riconquistano fette di mercato, lanciando la sfida ai colossi privati. Il campo più in espansione è quello dell&#8217;energia, dove, nell&#8217;ultimo decennio, numerosi Comuni hanno fondato nuove aziende, di proprietà al 100% municipale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato su <a href="http://www.lettera43.it/ambiente/34783/germania-energia-pubblica.htm">http://www.lettera43.it</a></p>
<p>Mentre l&#8217;Italia, schiacciata dalla crisi, studia come vendere il patrimonio statale e liberalizzare settori, in Germania le società pubbliche di servizi riconquistano fette di mercato, lanciando la sfida ai colossi privati.<br />
Il campo più in espansione è quello dell&#8217;energia, dove, nell&#8217;ultimo decennio, numerosi Comuni hanno fondato nuove aziende, di proprietà al 100% municipale, che forniscono corrente elettrica e riscaldamento per lo più attraverso impianti da fonti rinnovabili. Come proposito per il nuovo anno, l&#8217;amministratore delegato della Lega delle società comunali (Vku) Hans-Joachim Reck ha annunciato investimenti per circa 10 miliardi di euro, per far salire entro i prossimi 15 anni la loro produzione di energia dal 10 al 25%.<br />
<strong>L&#8217;ERA DELLE CENTRALI PUBBLICHE.</strong> «Si tratta di una percentuale più che raddoppiata», ha sottolineato il top-manager, «che, con un po&#8217; di buona volontà, contiamo di raggiungere in 10 anni». Le risorse aggiuntive andranno a finanziare soprattutto centrali da fonti alternative, come i grandi parchi eolici, e a combustibili fossili, come gli impianti termici a carbone. «Siamo di fronte a un&#8217;era di centrali pubbliche», ha dichiarato Reck, sollecitando anche l&#8217;istituzione di un ministro dell&#8217;Energia.</p>
<h3>La legge sulle energie rinnovabili favorisce i consorzi pubblici</h3>
<p>Indubbiamente, il balzo in avanti del settore è stato favorito dall&#8217;ultima legge del governo tedesco sulle energie rinnovabili (Eeg), varata dalla cancelliera Angela Merkel nel 2009. Poi la svolta contro il nucleare decisa nel 2011, dopo il disastro di Fukushima, ha dato il colpo di grazia a <a href="http://www.lettera43.it/ambiente/12140/reattori-contro-la-merkel.htm" target="_blank">multinazionali come Rwe</a> (Rheinisch-Westfälisches Elektrizitätswerk), secondo colosso energetico della Germania, che ha fatto causa contro la decisione di Berlino di fermare i reattori.<br />
Il primo, E-on, maggiore gruppo energetico d&#8217;Europa e gestore del più alto numero di centrali nucleari in Germania, ha preferito prendere tempo, potenziando gli impianti e i progetti pilota nel per le fonti alternative, anche beneficiando di incentivi statali.<br />
<strong>OLTRE 900 CENTRALI COMUNALI.</strong> Con l&#8217;offensiva promessa dai circa 1.400 imprenditori pubblici riuniti nell&#8217;associazione, per i privati la torta del business si restringerà ancora. I Comuni titolari delle oltre 900 centrali cittadine sono diventati competitivi con i colossi soprattutto da quando, negli ultimi anni, hanno concentrato gli impianti inizialmente autonomi in grossi consorzi.<br />
A differenza delle grandi fattorie eoliche offshore e dei mega parchi fotovoltaici inaugurati dalle multinazionali, nel Mar Baltico e all&#8217;estero, le centrali comunali sono tutti piccoli impianti decentrati per la fornitura di energia. Ma sono tanti e, riunendosi insieme, hanno fatto la forza.<br />
<strong>LA GUERRA AI PRIVATI.</strong> Non è la prima volta che, in Germania, i top-manager pubblici promettono guerra ai gruppi energetici privati. Sempre nel 2011, lo scorso ottobre, il consorzio delle otto maggiori società comunali di centrali da fonti rinnovabili, Berlino in testa, aveva annunciato massicci investimenti (10 miliardi di euro in 10 anni) per portare a 10 gigawatt le prestazioni delle centrali.<br />
Solo la rete di centrali pubbliche di Mannheim, quotata in borsa, aveva preventivato una spesa di circa 1 miliardo e mezzo di euro entro il 2020, per potenziare e creare nuovi parchi eolici.</p>
<h3>Le società comunali rilevano le controllate delle multinazionali</h3>
<p>Per dimostrare ai contribuenti che ne vale la pena, le aziende comunali hanno citato anche gli studi di alcuni esperti del settore, secondo i quali, con una copertura sempre più capillare di impianti pubblici decentrati, la fetta di mercato dei quattro maggiori gruppi privati crollerà dall&#8217;attuale 85% al 60%.<br />
Al contrario delle privatizzazioni, avviate negli Anni &#8217;90 ma rivelatesi fallimentari, in Germania il trend del ritorno al pubblico ha dato buoni frutti, soprattutto nell&#8217;ultimo quinquennio. Nel 2009, per esempio, un consorzio comunale ha rilevato una società minore, controllata dalla E-on. E numerose acquisizioni da privati sono state compiute nel distretto industriale della Ruhr.<br />
<strong>LE BOLLETTE SGONFIATE.</strong> I cittadini hanno apprezzato il ritorno al pubblico soprattutto perché, con gli impianti alternativi, le bollette si sono sgonfiate e il modello di sviluppo è apparso più sostenibile. Dunque, alla lunga, salutare per il territorio e i suoi abitanti.<br />
In un Paese dove, nonostante la crisi internazionale, l&#8217;export e i consumi privati hanno continuato a crescere, le amministrazioni cittadine hanno ancora risorse da investire per il miglioramento della qualità della vita.<br />
<strong>PRESSING SUL GOVERNO.</strong> A dicembre, l&#8217;istituto per la ricerca di mercato Gfk ha registrato un indice dei consumi in crescita dal mese precedente da 5,4 a 5,6 punti. In questo clima di generale ottimismo, nell&#8217;intervista rilasciata alla <em>Süddeutsche Zeitung</em>, il rappresentante i manager comunali hanno deciso di battere il ferro finché è caldo.<br />
«Da Berlino serve un piano più deciso e dettagliato per riconvertire le centrali alle energie alternative» ha spronato il governo Reck.</p>
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		</item>
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		<title>13.01.12 &#8211; La via italiana alla green economy. Un’idea di futuro per uscire dalla crisi &#8211; Roma</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/01/05/13-01-12-la-via-italiana-alla-green-economy-unidea-di-futuro-per-uscire-dalla-crisi-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 15:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[LA VIA ITALIANA ALLA GREEN ECONOMY Un’idea di futuro per uscire dalla crisi &#160; Venerdì 13 gennaio  ore 10.30–18 Sala delle Colonne (Camera Deputati), via Poli 19, Roma Scarica il programma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>LA VIA ITALIANA ALLA GREEN ECONOMY</strong></p>
<p align="center">Un’idea di futuro per uscire dalla crisi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Venerdì 13 gennaio  ore 10.30–18</strong></p>
<p align="center"><strong>Sala delle Colonne (Camera Deputati), via Poli 19, Roma</strong></p>
<p align="center"><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/LA-VIA-ITALIANA-ALLA-GREEN-ECONOMY.pdf" target="_blank">Scarica il programma</a></p>
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		<title>Lo sviluppo sostenibile dal locale al globale e la riconversione ecologica dell’economia e della società in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 19:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo di qualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Videoregistrazione tutti gli interventi del Convegno organizzato a Taranto il 15 ottobre 2011 dai Centri regionali del Piemonte, della Puglia e dell’Emilia-Romagna del MFE, dal Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino e dall’Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “ Paride Baccarini “ dal titolo: “Lo sviluppo sostenibile dal locale al globale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Videoregistrazione tutti gli interventi del Convegno organizzato a Taranto il <strong>15 ottobre 2011</strong> dai Centri regionali del Piemonte, della Puglia e dell’Emilia-Romagna del MFE, dal Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino e dall’Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “ Paride Baccarini “ dal titolo: <em><strong>“Lo sviluppo sostenibile dal locale al globale e la riconversione ecologica dell’economia e della società in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban”.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Presentazione del Convegno</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EeuMIqW-AVs" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=EeuMIqW-AVs</a></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p>Saluto del Sindaco di Taranto</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4CnBSJWvtj0" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=4CnBSJWvtj0</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento in video conferenza di Gianni Pittella – Vice Presidente del Parlamento Europeo</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WuqBaJ5qXQY" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=WuqBaJ5qXQY</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento in video conferenza di Monica Frassoni – Presidente dei Verdi Europei</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4pMgy2w_gYI&amp;list=HL1321021299&amp;feature=mh_lolz" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=4pMgy2w_gYI&amp;list=HL1321021299&amp;feature=mh_lolz</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Roberto Palea – Presidente del Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino<br />
“La promozione dello sviluppo sostenibile dal locale al globale: il ruolo dell’Unione Europea”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=S6BZ1GFn4l8" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=S6BZ1GFn4l8</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Nicola Conenna &#8211; Presidente dell’Università dell’Idrogeno di Monopoli<br />
“Idrogeno e internet dell’energia: parte dal Mediterraneo la Rivoluzione energetica”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=c4zVt1PH9Lo" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=c4zVt1PH9Lo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Erasmo Venosi docente di Fisica Nucleare all’Università “La Sapienza” di Roma<br />
“Dalla rinascita ecologica di Taranto alla sfida di Durban per la giustizia climatica”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eJSaaRaRYwI" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=eJSaaRaRYwI</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Angelo Consoli &#8211; Presidente del Centre Européen pour la Troisième Révolution Industrielle di Bruxelles<br />
“La terza rivoluzione industriale: un modello energetico per la redistribuzione dell’energia e della ricchezza in Europa e nel Mondo&#8221;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8LZZsXGFeuA" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=8LZZsXGFeuA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Silvia Godelli &#8211; Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=02ouN3-A8Wk" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=02ouN3-A8Wk</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Grazia Canuto &#8211; bioarchitetto,docente di criminologia ambientale all’università di Padova &#8211; Vicepresidente nazionale e referente ambiente e territorio dei C.A.D.<br />
“Riqualificazione del Territorio, e lotta ai crimini ambientali con la partecipazione democratica dei cittadini”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-KAR4OQAL9o" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=-KAR4OQAL9o</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Giovanni Pietro De Meo &#8211; docente di Economia dei Trasporti, Università LUM Jean Monnet di Casamassima<br />
“Lo sviluppo sostenibile e l’integrazione europea attraverso le autostrade del Mare nell’Euroregione Adriatico-Ionica”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1G5r69LVZMg" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=1G5r69LVZMg</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Matteo Prandi &#8211; executive director della Water &amp; Soil Remediation e di Stefano Armanini &#8211; technical division director della Water &amp; Soil Remediation<br />
“Il disinquinamento del territorio di Taranto per promuovere un vero sviluppo sostenibile nel settore turistico”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=YAcwcY1dXF0" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=YAcwcY1dXF0</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Igino Poggiali &#8211; Segretario Generale dell’Istituto di Studi sul federalismo e l’Unità Europea Paride Baccarini<br />
“Pianificare e controllare l’impatto delle politiche energetiche ed ambientali: il ruolo strategico dei Comuni”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XgdG4ayONgE" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=XgdG4ayONgE</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Saverio De Florio – Presidente dell’Associazione malati cronici ed immunitari di Taranto<br />
“La riconversione dell’attività sociale e produttiva secondo i criteri “Green””</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LYc2VeKiyPA" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=LYc2VeKiyPA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento del Prof. Amadori Vice-Presidente nazionale della Association Europèenne des Enseignants</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Pes4xjjcL-E" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=Pes4xjjcL-E</a></p>
<p style="text-align: center;">§§§§§§§§§§§§</p>
<p>COMUNICATO STAMPA diffuso a conclusione del Convegno e l’Appello lanciato in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban.</p>
<h1 align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Fermiamo insieme la febbre del Pianeta</span></span></strong></h1>
<h1 align="center"><strong style="text-align: -webkit-auto;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><span style="text-decoration: underline;">Un Piano Mondiale per l’Ambiente</span></span></strong></h1>
<h1 align="center"><strong style="font-size: 13px; text-align: -webkit-auto;"><span style="font-size: large;">Un ruolo attivo dell’Unione Europea</span></strong></h1>
<p align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Il Mondo è in pericolo</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">La divisione dell’umanità in Stati nazionali sovrani impedisce di affrontare efficacemente i problemi globali,tra i quali il mutamento del clima, dovuto all’attività dell’uomo. Il MFE che si batte per il superamento di tale divisione a partire dall’Europa, mediante la creazione della Federazione Europea, evidenzia che senza interventi immediati,incisivi e consistenti per la riduzione a livello planetario , delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, l’aumento della temperatura media continuerà senza sost<span style="color: navy;">a con gravissimi rischi e pericoli </span> per tutti i cittadini del Pianeta e per le generazioni future.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
<h1 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Basta con l’inerzia e l’egoismo degli Stati!</span></strong></h1>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Fino ad ora non sono stati adottati provvedimenti significativi,  a livello globale capaci di contrastare <span style="color: navy;">il degrado ambientale e </span>la situazione   sta diventando irreversibile. Il protocollo di Kyoto,mero Trattato internazionale, largamente disatteso, si è rivelato uno strumento inadeguato, rispetto ai propri scopi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<h1 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Fermiamo la  febbre del pianeta</span></strong></h1>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">riducendo le emissioni di CO2 a partire dalla Conferenza dell’ONU sul clima, che si tiene in Dicembre a Durban in Sud Africa , affidando la stabilizzazione del clima a istituzioni internazionali adeguate al carattere globale della sfida climatica,   che non può essere affrontata unilateralmente da nessuno Stato del Mondo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
<h2 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Bisogna affrontare insieme la sfida</span></strong></h2>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">E’ necessario che i principali Stati inquinatori (Stati Uniti, Unione Europea, Cina, India, Russia, Brasile, Messico, Giappone, Sud Africa) affrontino insieme la sfida climatica, partendo da un primo accordo di principio da adottarsi a Durban o nei mesi immediatamente successivi, finalizzato a costituire la premessa di un atto di grande rilievo politico di risonanza mondiale.</span></p>
<h2 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Un Piano Mondiale per l’Ambiente </span></strong></h2>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">che preveda l’assunzione di impegni vincolanti da parte degli Stati e la costituzione di un’Organizzazione Mondiale per l’Ambiente, dotata di reali poteri, gestita da un’Alta Autorità indipendente e che disponga di adeguate risorse finanziarie proprie. Detta Organizzazione Mondiale costituirà lo strumento per gestire insieme le emergenze ambientali globali,per incoraggiare i Paesi in via di Sviluppo a condividere la diminuzione di emissioni di carbonio (CO2) e i Paesi sviluppati ad aiutarli fornendo loro una considerevole quota di sostegno finanziario e tecnologico. Il modello di istituzione proposto è quello della Comunità Europea del carbone e dell’acciaio (CECA) nel processo di unificazione europea.</span></p>
<h2 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Una carbon tax mondiale</span></strong></h2>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">I mezzi finanziari propri devono derivare da entrate automatiche con l’istituzione di una carbon tax mondiale, concepita come addizionale delle accise nazionali sul consumo di carburanti fossili, esistenti in tutti i Paesi sopraindicati. L’Unione Europea ha la capacità e la volontà di assumere un ruolo di leadership nella riconversione in senso ecologico dell’economia mondiale e lo dovrà dimostrare istituendo subito  la carbon tax europea tra i paesi dell’eurozona e proponendo,  a partire da Durban , la costituzione dell’Organizzazione Mondiale per l’Ambiente a cominciare da quegli Stati che fin d’ora sono disponibili.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Noi, Cittadini europei,</span></strong> <strong><span style="font-size: medium;">chiediamo:</span></strong></p>
<p align="center"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">                                   </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">un ruolo d’iniziativa e di avanguardia per l’Unione Europea nella riconversione ecologica dell’economia;</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">il completamento dell’Unione Federale dell’ Europa con la creazione di un governo democratico europeo, capace di parlare con una sola voce, al fine di consentire all’Unione Europea di svolgere tale ruolo con efficacia.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<h3><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Avanti verso la Federazione Europea e l’unità del genere umano.</span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: navy; font-family: Arial; font-size: x-small;"> </span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: navy; font-family: Arial; font-size: medium;">Movimento Federalista Europeo</span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: navy; font-family: Arial; font-size: medium;">Centri Regionali del Piemonte, dell’Emilia-Romagna e della Puglia.</span></strong></h3>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “ Paride Baccarini</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> Via Amendola 14 – 48022 Lugo (RA) – </span></strong><a title="http://www.istitutoparidebaccarini.it/" href="http://www.istitutoparidebaccarini.it/">www.istitutoparidebaccarini.it</a></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Centro Einstein di Studi Internazionali – Via Schina 26 – 10144 Torino</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">www. centroeinstein.it/</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Comunicato Stampa</span></strong></p>
<p>Attività  fra i Centri regionali del MFE della  Puglia  e dell’ Emilia Romagna, in collaborazione con il C.E.S.I e l’ Istituto di Studi Federalisti “ Paride Baccarini”.</p>
<p>Sabato 15 ottobre 2011, a Taranto, presso la Sala Convegni della Camera di Commercio , organizzato dai Centri Regionali del Movimento Federalista Europeo della Puglia e dell’Emilia-Romagna, dal Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino, dall’Istituto di  Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “  Paride Baccarini “, si è svolto un Convegno sul tema : “ Lo sviluppo sostenibile  dal locale al globale e la riconversione ecologica dell’economia e della società in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban.”.</p>
<p>Ad apertura del Convegno, Liliana Digiacomo, che ha coordinato l’evento, ha dato lettura delle numerose  lettere di apprezzamento e di auguri di buon lavoro per la realizzazione del Convegno, giunte da diversi Enti e Associazioni , diverse dei quali hanno patrocinato l’ evento, come la Commissione Europea, la Giunta Regionale della Puglia e il suo Presidente  Nichi Vendola, la Provincia e il Comune di Taranto, il Consiglio Italiano del Movimento Europeo, l’Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, l’Associazione Europea degli Insegnanti ( rappresentata dal Vice-Presidente nazionale Piero Amadori)e la Confcommercio imprese per l’Italia della Provincia di Taranto. All’ organizzazione del Convegno ha collaborato anche la Sezione del Movimento Federalista Europeo “Antonio Muolo” di Manduria</p>
<p>La partecipazione è stata numerosissima, circa 150 persone , fra cui giornalisti di varie testate , come il Quotidiano Tarantooggi e la Gazzetta del Mezzogiorno, Dirigenti scolastici di scuole  superiori e studenti, M. L. Acierno Dirigente del Ministero della P. I., John Traetta  Presidente della Commissione Provinciale Artigiani, rappresentanti di Legambiente, di Taranto LIDER e di parecchie Associazioni del territorio, oltre che di numerosi militanti e iscritti alle  Sezioni  MFE della Puglia. Erano presenti alcuni consiglieri del Verdi del Comune di Manduria, il Segretario provinciale dei Verdi di Taranto, Consiglieri di vari schieramenti della Provincia di Taranto e della Regione Puglia. Diverse reti televisive locali hanno ripreso l’evento, fra cui Jotv,Telenorba e Studio 100, che dopo aver ripreso il discorso di saluto del Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno e del Presidente della Camera di Commercio e della Confindustria  della Provincia di Taranto Cav. Luigi Sportelli, hanno videoregistrato  e intervistato numerosi relatori del Convegno. Da evidenziare gli interventi  in videoconferenza dell’ On. Gianni Pittella , Vice-Presidente del Parlamento Europeo e dell’ On. Monica Frassoni Presidente dei Verdi Europei. E’ intervenuta  anche  Silvia Godelli , Assessore della Regione Puglia al Mediterraneo , Cultura e turismo.</p>
<p>Durante il Convegno è stato letto, esplicitato e approvato  l’Appello “Fermiamo la Febbre del Pianeta – Un Piano Mondiale per l’Ambiente” che contiene le proposte dei Federalisti Europei in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban, già sintetizzato sul pieghevole di invito distribuito a tutti i partecipanti.</p>
<p>Con le loro relazioni, i promotori dell’ evento Liliana Digiacomo, Roberto Palea e Lamberto Zanetti, hanno rivendicato il ruolo costituente del popolo federale europeo, ribadendo che il MFE conduce la sua lotta per la federazione europea diventata di grande attualità di fronte alla crisi finanziaria ed economica che stiamo vivendo. L’ obiettivo planetario di in mondo economicamente sostenibile, partendo dal locale per giungere al globale attraverso una riconversione ecologica dell’ economia e della società, anche in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban è stato il filo conduttore di tutti gli interventi  fatti nel Convegno di Taranto.</p>
<p>La platea dei relatori è stata  altamente qualificata ed ha affrontato numerose tematiche.  Dopo i saluti e l’ intervento del Sindaco di Taranto Ippazio Stefano sono stati proiettati i video con gli interventi di: Gianni Pittella (Vice Presidente del Parlamento Europeo), e di Monica Frassoni (Presidente dei Verdi Europei) Ha poi preso la parola Roberto Palea, Presidente del Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino,che ha esposto “La promozione dello sviluppo sostenibile dal locale al globale e il ruolo dell’ U.E. ;  Nicola Conenna, Presidente dell’Università dell’Idrogeno di Monopoli ha relazionato sul tema : “Parte dal Mediterraneo la rivoluzione energetica”; Erasmo Venosi, docente di Fisica Nucleare all’Università La Sapienza di Roma ha esposto con eccellente fluidità l’argomento “Dalla rinascita di Taranto alla sfida di Durban per la giustizia climatica”, corredando la relazione con numerose slides; Angelo Consoli, Presidente del Centro Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale di Bruxelles ha narrato “La Terza rivoluzione industriale: un modello energetico per la redistribuzione dell’ energia e della ricchezza in Europa e nel mondo” catturando l’ attenzione del pubblico, già emotivamente coinvolto da una breve testimonianza di quattro immigrati tunisini protagonisti della rivolta di Boncuri (Nardò) contro il caporalato,  giunti con Angelo Consoli  al convegno. Silvia Godelli Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia ha presentato l’ importanza della  centralità geografica ed economica di Taranto nel Mediterraneo, con una vera e propria lezione didattica e politica. Liliana Digiacomo ha quindi preso la parola  per relazionare sulla imminente concretizzazione dell’Euroregione Adriatico- Ionica. Lamberto Zanetti Segretario. regionale del MFE dell’Emilia-Romagna ha proseguito con “Il debito economico ed ecologico fra nord e sud dell’ Italia, dell’ Europa e del mondo”. Grazia Canuto, bioarchitetto, docente di criminologia ambientale all’Università di Padova, ha tenuto una interessante relazione sul tema: “ Riqualificazione del territorio e lotta ai crimini ambientali con la partecipazione democratica dei cittadini”; Giovanni Pietro De Meo, Docente di economia dei Trasporti all’Università Lum Jean Monnet di Casamassima, ha relazionato  sul tema : “ Lo sviluppo sostenibile e l’integrazione europea attraverso le autostrade del mare nell’Euroregione Adriatico-Ionica; Matteo Prandi, executive director della Water &amp; soil Remediation e Stefano Armanini, technical division director della Water &amp; Soil Remediation, hanno relazionato sul tema: “ Il disinquinamento del territorio di Taranto per promuovere un vero sviluppo sostenibile nel settore turistico”; Igino Poggiali, Segretario Generale dell’Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “ Paride Baccarini”,ha relazionato  sul tema : “ Pianificare e controllare l’impatto delle politiche energetiche ed ambientali : Il ruolo strategico dei Comuni”; Saverio De Florio, Presidente dell’Associazione malati cronici ed immunitari di Taranto ha relazionato  sul tema: “ La riconversione dell’attività sociale e produttiva secondo i criteri Green “,con bellissime slides. Le conclusioni sono state tratte la Lamberto Zanetti, anche nella sua qualità di Presidente dell’Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità  Europea “ Paride Baccarini” che ha fatto da capofila all’evento  attraverso la sede  di Manduria dell’Istituto coordinata da Liliana Digiacomo , che dopo aver ringraziato relatori e pubblico ha messo in evidenza come il Convegno di Taranto sia stato fra quelli più riusciti organizzati negli ultimi anni dalla proficua collaborazione interregionale fra i Centri Regionali del MFE della Puglia e dell’Emilia-Romagna, con la preziosa collaborazione del Centro Einstein di studi Internazionali di Torino e del suo Presidente Roberto Palea. Dopo aver dato lettura del documento appello  “Fermiamo insieme la febbre del Pianeta – Un Piano Mondiale per l’Ambiente”, che contiene le proposte dei Federalisti europei in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban, Zanetti ha rilanciato  l’idea del coordinamento di Associazioni e Movimenti Ambientalisti a livello Nazionale per affrontare la sfida climatica, di cui si potrebbe fare carico la Commissione Ambiente dell’Istituto Paride Baccarini, coordinata da Liliana Digiacomo, nella sede operativa di Roma dell’Istituto medesimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;energia elettrica da fonti eolica e fotovoltaica</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 18:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Annino]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
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		<description><![CDATA[Le reti di trasmissione e distribuzione. La produzione di Enzo Annino Il Senso della Repubblica &#8211; Anno V n. 11 Novembre 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le reti di trasmissione e distribuzione. La produzione</p>
<p>di Enzo Annino</p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/11/SR_Novembre_11.pdf">Il Senso della Repubblica &#8211; Anno V n. 11 Novembre 2011</a></p>
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		<title>Sostegno alle vittime delle alluvioni della Liguria</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2011/11/14/sostegno-alle-vittime-delle-alluvioni-della-liguria/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 23:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[Pignone]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Tra le comunità colpite dall’ alluvione del 25 ottobre non è quella più nota dai media , e so che parlando di una si rischia di dimenticare o non dare onore alle altre, che stanno ugualmente lavorando con forza alla ricostruzione , ma il piccolo comune di Pignone composto di diversi borghi oggi si [...]]]></description>
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<p>Tra le comunità colpite dall’ alluvione del 25 ottobre non è quella più nota dai media , e so che parlando di una si rischia di dimenticare o non dare onore alle altre, che stanno ugualmente lavorando con forza alla ricostruzione , ma il piccolo comune di Pignone composto di diversi borghi oggi si sente solo senza la sua storia , i due ponti medioevali non ci sono più , l ‘oratorio da poco ristrutturato che ospitava il museo di comunità è stato spazzato via , non hanno avuto morti nella comunità , “siamo stati fortunati “ ti dicono quando parli con loro , ma i cittadini di Pignone e di Casale piangono i loro ponti e il museo come si piange un amico o un parente , i due borghi principali sono stati coperti di alberi e di fango e loro , in silenzio, hanno iniziato a ripulirli.</p>
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<p>I cittadini di questa comunità rurale è gente generosa che ha sempre coltivato solidarietà , erano stati tra i primi nella nostra provincia ad operare nella cooperazione internazionale ospitando i bambini del Saharawi e a gemellarsi con le comunità di produttori agricoli argentini , i ragazzi del comune avevano organizzato nella Pubblica Assistenza una squadra di protezione civile ed erano partiti come volontari per il terremoto di Abruzzo, oggi , per la prima volta hanno bisogno degli altri, ma non lo chiedono , noi , gli amici, siamo corsi da tutte le parti per sincerarci che non forse successo il peggio e per aiutarli . Li conoscevano come comunità ospitale e felice , per le loro feste, le loro produzioni di patate , granoturco dall’ asciutto , fagioli e salsicce vedendo quel disastro abbiamo pianto con loro e da loro sono stati confortati .</p>
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<p>Sono rocce non sradicabili dal terreno , orgogliosi e forti ,non protestano mai, avevano organizzato la festa paesana per pagare la maestra che il ministero gli aveva tolto ed erano orgogliosi che i loro figli e i loro nipoti potessero continuare grazie a quei soldi a frequentare la scuola in paese , i loro borghi erano pieni di fiori , hanno scelto un medico come sindaco e una squadra di giovani amministratori , ragazze e ragazzi , che sono passati dalla Proloco o dalla Pubblica assistenza al comune , perché a sentire loro era giusto così , affidarsi a quei giovani tanto volenterosi del paese e i “vecchi”amministratori li supportano nel lavoro lealmente, lasciandoli fare , anche in questo erano un esempio ed avevano ragione , oggi quelle ragazze e quei ragazzi si sono dimostrati il motore della comunità , hanno grandi responsabilità , dirigono squadre di volontari danno ordini alla protezioni civile , predispongono i servizi essenziali , sono amministratori pubblici da cui noi tutti dovremmo prendere esempio ..</p>
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<p>Si è scritto molto sulla cementificazione della Liguria, ma non è il loro caso,parlavano sempre di agricoltura e di vecchi sentieri da ripulire e agivano di conseguenza , ho un nodo alla gola quando scrivo o parlo di loro li abbraccerei uno a uno , vi chiedo anche a voi di aiutarli , loro sono stupiti di tanto clamore , non vanno in tv , spalano fango , ripuliscono il paese e sognano di ricostruire i ponti .</p>
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<p>Federico Barli assessore all‘agricoltura della Provincia della Spezia</p>
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<p>Indirizzare a ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO DI PIGNONE</p>
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<p>codice iban IT90X0603049690000046273666</p>
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<p>CAUSALE: ALLUVIONE PIGNONE</p>
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<p>2) BANCA CARIGE FILIALE DI RICCO&#8217; DEL GOLFO</p>
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<p>intestato a ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO DI PIGNONE</p>
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<p>codice iban IT15B0617537190000000082080</p>
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<p>CAUSALE: ALLUVIONE PIGNONE</p>
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<p>L&#8217;Amministrazione comunale e la Popolazione intendono ringraziare, con un gesto tangibile, tutti coloro che avranno contribuito alla raccolta fondi: superata la fase di emergenza, sarà rilasciato un buono pari al 10% della somma versata da poter spendere nelle attività commerciali e ricettive presenti nel territorio comunale.</p>
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		<title>Per un Programma Decennale di Manutenzione del Territorio</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 17:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Ganapini]]></category>

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		<description><![CDATA[212 Comuni della Campania su 551 presentano rischio da dissesto idrogeologico con effetti noti come “colata di fango” potenzialmente simili a quelli registrati a Giampilieri (ME) : se al ‘rischio frana’ si associa quello ‘esondazione’ , i Comuni di cui prendersi cura divengono 464 . Stime prudenziali indicano in almeno 3 miliardi di Euro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>212 Comuni della Campania su 551 presentano rischio da dissesto idrogeologico con effetti noti come “colata di fango” potenzialmente simili a quelli registrati a Giampilieri (ME) : se al ‘rischio frana’ si associa quello ‘esondazione’ , i Comuni di cui prendersi cura divengono 464 .</p>
<p>Stime prudenziali indicano in almeno 3 miliardi di Euro il fabbisogno di risorse per mitigare tali rischi ricorrendo alle migliori pratiche disponibili : a fronte di tale dato , la Regione in questi anni ha potuto impiegare non oltre 700 milioni di Euro , dovendo gestire emergenze quali la frana di Montaguto , la più imponente nel nostro Paese con i suoi 12 milioni di metri cubi di argilla che incombono sulle connessioni stradali e ferroviarie con la Puglia , o il tendenziale dissolvimento dello straordinario ‘Arco di Palinuro’ , sulla costa del Cilento .</p>
<p>La questione va comunque ben oltre la Campania .</p>
<p>Non si può dimenticare , ad esempio , il Rapporto con cui , nel 2000 , l’allora efficiente Autorità di Bacino del Po , dopo gli eventi valtellinesi e le esondazioni alessandrine , calcolava in 14.000 miliardi di vecchie Lire (circa 7 miliardi di Euro) l’impegno di risorse necessario per eliminare fenomeni noti di dissesto che , in area padana , potessero generare perdita di vite umane (stima che coincide con quella relativa ai costi per la eventuale realizzazione del ponte sullo Stretto) .</p>
<p>Si ripropone così come centrale , per lo sviluppo sostenibile (l’unico possibile , ancor più in piena crisi ambientale e finanziaria e comunque nell’epoca della ‘green economy’) del nostro straordinario Paese , la esigenza di una politica strutturale , ed almeno a medio termine , di manutenzione del territorio .</p>
<p>Manutenzione non significa l’opera indefessa di squadre di manovali muniti di vanghe e picconi : oggi manutenzione significa conoscenza e controllo degli effetti dell’antropizzazione , progetto e gestione di azioni di rinaturazione ed ingegneria naturalistica dai versanti alle coste , monitoraggio remoto e in campo della evoluzione dei fenomeni , biotecnologie ambientali , tecnologie avanzate di bonifica delle matrici naturali contaminate , verifica d’efficacia e correzione ‘in progress’ degli interventi , e perciò innovazione di hardware , software ed orgware e occupazione qualificata .</p>
<p>Preoccupa che , mentre una tale sfida è stata ben colta dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea , il nostro Bilancio dello Stato per il 2009 preveda per il contrasto al dissesto , ancora sulla carta ad anno praticamente concluso , non più di 200 milioni di Euro per tutte le Regioni : alla Campania , quand’anche venissero erogati , non ne toccherebbero più di 8 .</p>
<p>E’ allora importante che si negozi con Bruxelles la possibilità di estendere alla manutenzione territoriale il campo di utilizzo degli ultimi Fondi Strutturali cui l’Italia possa accedere , per l’intervallo 2007-2013 .</p>
<p>Tali risorse , sin qui , possono infatti servire solo alla realizzazione di opere e manufatti e non mai al finanziamento di spese ‘di gestione’ , come vengono generalmente intese quelle per la fornitura di servizi , categoria nella quale , ad una prima lettura , rientrerebbe la manutenzione di reti e sistemi ; nel resto d’Europa ciò è ispirato a principi condivisibili , poiché là la manutenzione è pratica corrente e quindi se ne programma già in fase progettuale la copertura dei costi .</p>
<p>Ciò che da noi non è , con nodi di cattiva politica insediativa e d’uso del territorio che vengono dolorosamente al pettine , più che mai in epoca di cambiamento climatico globale .</p>
<p>La negoziazione con Bruxelles può liberare risorse per lenire le maggiori criticità in atto , ma è indubbio che la prospettiva debba finalizzarsi ad una programmazione specifica a medio termine (decennale?) a scala nazionale , rivedendo complessivamente le priorità di spesa ed eventualmente attivando strumenti finanziari ad hoc , a partire dalle disponibilità in essere presso istituzioni finanziarie private e pubbliche , in primis la Cassa Depositi e Prestiti .</p>
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<p>Walter Ganapini</p>
<p>Assessore all’Ambiente , Regione Campania</p>
<p>19/03/2010</p>
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