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	<title>Nelle tue mani &#187; Lavoro/Lavori</title>
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	<description>Proposte per il PD e per l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>La via italiana alla green economy &#8211; di Silvia Zamboni</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[Edo Ronchi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Vigni]]></category>
		<category><![CDATA[green economy]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Zamboni]]></category>

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		<description><![CDATA[Di fronte alla crisi economica e occupazionale e a quella del debito pubblico che attanagliano il nostro paese (e non solo), la parola d’ordine, ripetuta come un mantra, è “crescita”. Noi sappiamo però che la crisi economica si accompagna, nel mondo, a quella ecologica, dovuta all’ipersfruttamento delle risorse naturali non riproducibili. Per cui bisogna fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di fronte alla crisi economica e occupazionale e a quella del debito pubblico che attanagliano il nostro paese (e non solo), la parola d’ordine, ripetuta come un mantra, è “crescita”.</p>
<p>Noi sappiamo però che la crisi economica si accompagna, nel mondo, a quella ecologica, dovuta all’ipersfruttamento delle risorse naturali non riproducibili. Per cui bisogna fare chiarezza sul tipo di crescita a cui si punta, per evitare la perpetuazione di questo modello economico-produttivo che ci ha portati a una non meno drammatica crisi : quella dei cambiamenti climatici, provocati dall’effetto serra indotto dalle emissioni di CO2 legate all’uso massiccio dei combustibili fossili, oltre che dal metano proveniente da discariche di rifiuti e da allevamenti di bestiame intensivi. (La Conferenza Onu sui cambiamenti climatici tenutasi a Durban a metà dicembre si è occupata proprio della definizione di un nuovo accordo mondiale per ridurre le emissioni climalteranti).</p>
<p>Nel suo intervento all’incontro seminariale del 12 gennaio su un green new deal europeo, Ralf Fuecks (Presidente della Fondazione Heinrich-Boell, legata ai verdi tedeschi) ha usato una bella immagine per sintetizzare tutto ciò: crisi finanziaria e crisi ecologica sono gemelle, due facce della medesima medaglia: l’una è figlia del debito di risorse finanziarie, l’altra del debito di risorse naturali. Entrambe pesano sulle future generazioni.</p>
<p>Essendo la crisi economica intrecciata da un lato a quella energetica (alla esauribilità e progressiva diminuzione delle scorte di fossili estraibili a costi convenienti, e, nel caso dell’Italia, anche al considerevole peso della bolletta energetica, che nel2011 hatoccato i 62 miliardi di euro) e, dall’altro, a quella dei cambiamenti climatici, la crisi attuale va dunque colta come opportunità di cambiamento: all’invocata crescita occorre imprimere la direzione di marcia della sostenibilità ambientale e sociale.</p>
<p>In quest’ottica vanno le dieci proposte per la cosiddetta “fase due”, per la ripresa dell’economia e per creare lavoro, presentate dagli ecologisti democratici all’iniziativa tenutasi a Roma, venerdì 13 gennaio, “La via italiana alla green economy”, che tanto interesse ha riscosso. Eccole di seguito in sintesi, e per esteso nel <a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/DIECI-PROPOSTE-PER-USCIRE-DALLA-CRISI.pdf" target="_blank">documento allegato</a>, insieme alla <a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/relazione-vigni-green-economy-13-gennaio.pdf" target="_blank">relazione introduttiva di Fabrizio Vigni</a> (presidente degli ecodem) e a <a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/Global-Green-New-Deal-Europa.pdf" target="_blank">quella di Edo Ronchi</a> (Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. <strong><em>Modernizzazione ecologica dell’industria italiana</em></strong><em>. Un programma “Industria 2020” per la green economy (industria dell’auto, nuovi materiali e chimica verde, industria del riciclo, tecnologie per l’efficienza energetica e le rinnovabili, ecodesign).</em></p>
<p>2. <strong><em>Riforma fiscale ecologica</em></strong><em>. Alleggerire il carico su lavoro e impresa, spostarlo sui consumi di materia e di energia; incentivare produzioni e consumi sostenibili.</em></p>
<p>3. <strong><em>Politiche per la qualità italiana</em></strong><em>. Puntare sulla tutela dell’ambiente e del paesaggio, </em><em>sull’agricoltura di qualità, sul turismo, sui parchi, sulla promozione del Made in Italy nel </em><em>mondo.</em></p>
<p>4. <strong><em>Nuovo piano energetico</em></strong><em>. Un programma per l’efficienza energetica nell’industria, nei </em><em>servizi, nell’edilizia; 50 per cento di elettricità da rinnovabili entro il 2030; Smart grid; </em><em>riduzione del 30 per cento delle emissioni di gas serra entro il 2020; rendere permanente </em><em>l’ecobonus del 55 per cento.</em></p>
<p>5. <strong><em>Difesa del suolo</em></strong><em>. E’ la più grande opera pubblica per l’Italia: Per finanziarla si propone di utilizzare almeno un terzo dei fondi Cipe e parte dei risparmi derivanti dalla rinuncia </em><em>all’acquisto dei cacciabombardieri F35; deroga al patto di stabilità per i Comuni; frenare il </em><em>consumo di suolo.</em></p>
<p>6. <strong><em>Servizi pubblici locali</em></strong><em>. Sono parte importante della crescita della green economy, con gli investimenti per acquedotti e depuratori, impianti per i rifiuti, reti di trasporto, energia e gas; rispettare le indicazioni emerse dal referendum sull’acqua.</em></p>
<p>7. <strong><em>Mobilità sostenibile e città ecologiche</em></strong><em>. Investire sul trasporto pubblico locale, ferrovie </em><em>locali, tramvie e metropolitane.</em></p>
<p>8. <strong><em>Sud</em></strong><em>. Economia verde, ambiente, energie rinnovabili, priorità per lo sviluppo del </em><em>Mezzogiorno.</em></p>
<p>9. <strong><em>Più legalità, meno burocrazia</em></strong><em>. Lotta alle ecomafie, introduzione dei reati ambientali nel codice penale, lotta all’abusivismo; riforma dell’Ispra e del sistema dei controlli ambientali; semplificare norme e procedure.</em></p>
<p>10. <strong><em>Lavoro verde</em></strong><em>. Un milione di posti di lavoro dall’economia verde; investire su formazione e ricerca.</em></p>
<p><em>11. Lavoriamo affinché il 2012 sia l’anno della svolta ecologica, oltre che della risalita!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Keynes:  Riformare il capitalismo attraverso un nuovo sistema di valori &#8211; di Attilio Pasetto</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 15:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[Attilio Pasetto]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Keynes]]></category>

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		<description><![CDATA[Keynes: Riformare il capitalismo attraverso un nuovo sistema di valori di Attilio Pasetto - Economista Di Keynes si parla sempre molto. Anche in questa crisi le ricette keynesiane sono spesso evocate come rimedio alla situazione intricata in cui viene a trovarsi l’economia mondiale. Ma le proposte di Keynes per uscire dalla grande crisi degli anni Trenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Keynes: Riformare il capitalismo attraverso un nuovo sistema di valori</p>
<p>di<em> Attilio Pasetto - </em>Economista</p>
<p>Di Keynes si parla sempre molto. Anche in questa crisi le ricette keynesiane sono spesso evocate come rimedio alla situazione intricata in cui viene a trovarsi l’economia mondiale. Ma le proposte di Keynes per uscire dalla grande crisi degli anni Trenta affondano le radici in una visione del capitalismo ben precisa – quella di un sistema di per sé incapace, se lasciato libero a se stesso, di assicurare la piena occupazione e lo sviluppo – che a volte si tende a dimenticare. Questa instabilità di fondo dipende essenzialmente dal fatto che l’economia è fatta di uomini e donne in carne e ossa, le cui decisioni vengono prese in condizioni di incertezza e possono essere dettate da un’ampia gamma di moventi, non sempre riconducibili alla razionalità pura e al mero interesse personale. E’ chiaro che qui entra in gioco la concezione etica degli esseri umani, un aspetto su cui erroneamente si sorvola troppo spesso e che è invece importantissimo considerare non per motivi moralistici, ma perché è da lì che partono le decisioni, le scelte, i comportamenti.</p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/01/Su-Keynes.pdf" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo sviluppo sostenibile dal locale al globale e la riconversione ecologica dell’economia e della società in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2011/11/19/lo-sviluppo-sostenibile-dal-locale-al-globale-e-la-riconversione-ecologica-dell%e2%80%99economia-e-della-societa-in-vista-della-conferenza-dell%e2%80%99onu-sul-clima-di-durban/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 19:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo di qualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Videoregistrazione tutti gli interventi del Convegno organizzato a Taranto il 15 ottobre 2011 dai Centri regionali del Piemonte, della Puglia e dell’Emilia-Romagna del MFE, dal Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino e dall’Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “ Paride Baccarini “ dal titolo: “Lo sviluppo sostenibile dal locale al globale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Videoregistrazione tutti gli interventi del Convegno organizzato a Taranto il <strong>15 ottobre 2011</strong> dai Centri regionali del Piemonte, della Puglia e dell’Emilia-Romagna del MFE, dal Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino e dall’Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “ Paride Baccarini “ dal titolo: <em><strong>“Lo sviluppo sostenibile dal locale al globale e la riconversione ecologica dell’economia e della società in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban”.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Presentazione del Convegno</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EeuMIqW-AVs" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=EeuMIqW-AVs</a></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p>Saluto del Sindaco di Taranto</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4CnBSJWvtj0" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=4CnBSJWvtj0</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento in video conferenza di Gianni Pittella – Vice Presidente del Parlamento Europeo</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WuqBaJ5qXQY" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=WuqBaJ5qXQY</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento in video conferenza di Monica Frassoni – Presidente dei Verdi Europei</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4pMgy2w_gYI&amp;list=HL1321021299&amp;feature=mh_lolz" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=4pMgy2w_gYI&amp;list=HL1321021299&amp;feature=mh_lolz</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Roberto Palea – Presidente del Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino<br />
“La promozione dello sviluppo sostenibile dal locale al globale: il ruolo dell’Unione Europea”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=S6BZ1GFn4l8" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=S6BZ1GFn4l8</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Nicola Conenna &#8211; Presidente dell’Università dell’Idrogeno di Monopoli<br />
“Idrogeno e internet dell’energia: parte dal Mediterraneo la Rivoluzione energetica”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=c4zVt1PH9Lo" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=c4zVt1PH9Lo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Erasmo Venosi docente di Fisica Nucleare all’Università “La Sapienza” di Roma<br />
“Dalla rinascita ecologica di Taranto alla sfida di Durban per la giustizia climatica”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eJSaaRaRYwI" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=eJSaaRaRYwI</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Angelo Consoli &#8211; Presidente del Centre Européen pour la Troisième Révolution Industrielle di Bruxelles<br />
“La terza rivoluzione industriale: un modello energetico per la redistribuzione dell’energia e della ricchezza in Europa e nel Mondo&#8221;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8LZZsXGFeuA" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=8LZZsXGFeuA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Silvia Godelli &#8211; Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=02ouN3-A8Wk" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=02ouN3-A8Wk</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Grazia Canuto &#8211; bioarchitetto,docente di criminologia ambientale all’università di Padova &#8211; Vicepresidente nazionale e referente ambiente e territorio dei C.A.D.<br />
“Riqualificazione del Territorio, e lotta ai crimini ambientali con la partecipazione democratica dei cittadini”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-KAR4OQAL9o" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=-KAR4OQAL9o</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Giovanni Pietro De Meo &#8211; docente di Economia dei Trasporti, Università LUM Jean Monnet di Casamassima<br />
“Lo sviluppo sostenibile e l’integrazione europea attraverso le autostrade del Mare nell’Euroregione Adriatico-Ionica”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1G5r69LVZMg" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=1G5r69LVZMg</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Matteo Prandi &#8211; executive director della Water &amp; Soil Remediation e di Stefano Armanini &#8211; technical division director della Water &amp; Soil Remediation<br />
“Il disinquinamento del territorio di Taranto per promuovere un vero sviluppo sostenibile nel settore turistico”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=YAcwcY1dXF0" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=YAcwcY1dXF0</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Igino Poggiali &#8211; Segretario Generale dell’Istituto di Studi sul federalismo e l’Unità Europea Paride Baccarini<br />
“Pianificare e controllare l’impatto delle politiche energetiche ed ambientali: il ruolo strategico dei Comuni”</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XgdG4ayONgE" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=XgdG4ayONgE</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento di Saverio De Florio – Presidente dell’Associazione malati cronici ed immunitari di Taranto<br />
“La riconversione dell’attività sociale e produttiva secondo i criteri “Green””</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LYc2VeKiyPA" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=LYc2VeKiyPA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intervento del Prof. Amadori Vice-Presidente nazionale della Association Europèenne des Enseignants</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Pes4xjjcL-E" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=Pes4xjjcL-E</a></p>
<p style="text-align: center;">§§§§§§§§§§§§</p>
<p>COMUNICATO STAMPA diffuso a conclusione del Convegno e l’Appello lanciato in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban.</p>
<h1 align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Fermiamo insieme la febbre del Pianeta</span></span></strong></h1>
<h1 align="center"><strong style="text-align: -webkit-auto;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"><span style="text-decoration: underline;">Un Piano Mondiale per l’Ambiente</span></span></strong></h1>
<h1 align="center"><strong style="font-size: 13px; text-align: -webkit-auto;"><span style="font-size: large;">Un ruolo attivo dell’Unione Europea</span></strong></h1>
<p align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Il Mondo è in pericolo</span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">La divisione dell’umanità in Stati nazionali sovrani impedisce di affrontare efficacemente i problemi globali,tra i quali il mutamento del clima, dovuto all’attività dell’uomo. Il MFE che si batte per il superamento di tale divisione a partire dall’Europa, mediante la creazione della Federazione Europea, evidenzia che senza interventi immediati,incisivi e consistenti per la riduzione a livello planetario , delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, l’aumento della temperatura media continuerà senza sost<span style="color: navy;">a con gravissimi rischi e pericoli </span> per tutti i cittadini del Pianeta e per le generazioni future.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
<h1 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Basta con l’inerzia e l’egoismo degli Stati!</span></strong></h1>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Fino ad ora non sono stati adottati provvedimenti significativi,  a livello globale capaci di contrastare <span style="color: navy;">il degrado ambientale e </span>la situazione   sta diventando irreversibile. Il protocollo di Kyoto,mero Trattato internazionale, largamente disatteso, si è rivelato uno strumento inadeguato, rispetto ai propri scopi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<h1 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Fermiamo la  febbre del pianeta</span></strong></h1>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">riducendo le emissioni di CO2 a partire dalla Conferenza dell’ONU sul clima, che si tiene in Dicembre a Durban in Sud Africa , affidando la stabilizzazione del clima a istituzioni internazionali adeguate al carattere globale della sfida climatica,   che non può essere affrontata unilateralmente da nessuno Stato del Mondo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
<h2 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Bisogna affrontare insieme la sfida</span></strong></h2>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">E’ necessario che i principali Stati inquinatori (Stati Uniti, Unione Europea, Cina, India, Russia, Brasile, Messico, Giappone, Sud Africa) affrontino insieme la sfida climatica, partendo da un primo accordo di principio da adottarsi a Durban o nei mesi immediatamente successivi, finalizzato a costituire la premessa di un atto di grande rilievo politico di risonanza mondiale.</span></p>
<h2 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Un Piano Mondiale per l’Ambiente </span></strong></h2>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">che preveda l’assunzione di impegni vincolanti da parte degli Stati e la costituzione di un’Organizzazione Mondiale per l’Ambiente, dotata di reali poteri, gestita da un’Alta Autorità indipendente e che disponga di adeguate risorse finanziarie proprie. Detta Organizzazione Mondiale costituirà lo strumento per gestire insieme le emergenze ambientali globali,per incoraggiare i Paesi in via di Sviluppo a condividere la diminuzione di emissioni di carbonio (CO2) e i Paesi sviluppati ad aiutarli fornendo loro una considerevole quota di sostegno finanziario e tecnologico. Il modello di istituzione proposto è quello della Comunità Europea del carbone e dell’acciaio (CECA) nel processo di unificazione europea.</span></p>
<h2 align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Una carbon tax mondiale</span></strong></h2>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">I mezzi finanziari propri devono derivare da entrate automatiche con l’istituzione di una carbon tax mondiale, concepita come addizionale delle accise nazionali sul consumo di carburanti fossili, esistenti in tutti i Paesi sopraindicati. L’Unione Europea ha la capacità e la volontà di assumere un ruolo di leadership nella riconversione in senso ecologico dell’economia mondiale e lo dovrà dimostrare istituendo subito  la carbon tax europea tra i paesi dell’eurozona e proponendo,  a partire da Durban , la costituzione dell’Organizzazione Mondiale per l’Ambiente a cominciare da quegli Stati che fin d’ora sono disponibili.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Noi, Cittadini europei,</span></strong> <strong><span style="font-size: medium;">chiediamo:</span></strong></p>
<p align="center"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">                                   </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">un ruolo d’iniziativa e di avanguardia per l’Unione Europea nella riconversione ecologica dell’economia;</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">il completamento dell’Unione Federale dell’ Europa con la creazione di un governo democratico europeo, capace di parlare con una sola voce, al fine di consentire all’Unione Europea di svolgere tale ruolo con efficacia.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<h3><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Avanti verso la Federazione Europea e l’unità del genere umano.</span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: navy; font-family: Arial; font-size: x-small;"> </span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: navy; font-family: Arial; font-size: medium;">Movimento Federalista Europeo</span></strong></h3>
<h3><strong><span style="color: navy; font-family: Arial; font-size: medium;">Centri Regionali del Piemonte, dell’Emilia-Romagna e della Puglia.</span></strong></h3>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “ Paride Baccarini</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> Via Amendola 14 – 48022 Lugo (RA) – </span></strong><a title="http://www.istitutoparidebaccarini.it/" href="http://www.istitutoparidebaccarini.it/">www.istitutoparidebaccarini.it</a></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Centro Einstein di Studi Internazionali – Via Schina 26 – 10144 Torino</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">www. centroeinstein.it/</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;"> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: large;">Comunicato Stampa</span></strong></p>
<p>Attività  fra i Centri regionali del MFE della  Puglia  e dell’ Emilia Romagna, in collaborazione con il C.E.S.I e l’ Istituto di Studi Federalisti “ Paride Baccarini”.</p>
<p>Sabato 15 ottobre 2011, a Taranto, presso la Sala Convegni della Camera di Commercio , organizzato dai Centri Regionali del Movimento Federalista Europeo della Puglia e dell’Emilia-Romagna, dal Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino, dall’Istituto di  Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “  Paride Baccarini “, si è svolto un Convegno sul tema : “ Lo sviluppo sostenibile  dal locale al globale e la riconversione ecologica dell’economia e della società in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban.”.</p>
<p>Ad apertura del Convegno, Liliana Digiacomo, che ha coordinato l’evento, ha dato lettura delle numerose  lettere di apprezzamento e di auguri di buon lavoro per la realizzazione del Convegno, giunte da diversi Enti e Associazioni , diverse dei quali hanno patrocinato l’ evento, come la Commissione Europea, la Giunta Regionale della Puglia e il suo Presidente  Nichi Vendola, la Provincia e il Comune di Taranto, il Consiglio Italiano del Movimento Europeo, l’Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, l’Associazione Europea degli Insegnanti ( rappresentata dal Vice-Presidente nazionale Piero Amadori)e la Confcommercio imprese per l’Italia della Provincia di Taranto. All’ organizzazione del Convegno ha collaborato anche la Sezione del Movimento Federalista Europeo “Antonio Muolo” di Manduria</p>
<p>La partecipazione è stata numerosissima, circa 150 persone , fra cui giornalisti di varie testate , come il Quotidiano Tarantooggi e la Gazzetta del Mezzogiorno, Dirigenti scolastici di scuole  superiori e studenti, M. L. Acierno Dirigente del Ministero della P. I., John Traetta  Presidente della Commissione Provinciale Artigiani, rappresentanti di Legambiente, di Taranto LIDER e di parecchie Associazioni del territorio, oltre che di numerosi militanti e iscritti alle  Sezioni  MFE della Puglia. Erano presenti alcuni consiglieri del Verdi del Comune di Manduria, il Segretario provinciale dei Verdi di Taranto, Consiglieri di vari schieramenti della Provincia di Taranto e della Regione Puglia. Diverse reti televisive locali hanno ripreso l’evento, fra cui Jotv,Telenorba e Studio 100, che dopo aver ripreso il discorso di saluto del Sindaco di Taranto Ippazio Stefàno e del Presidente della Camera di Commercio e della Confindustria  della Provincia di Taranto Cav. Luigi Sportelli, hanno videoregistrato  e intervistato numerosi relatori del Convegno. Da evidenziare gli interventi  in videoconferenza dell’ On. Gianni Pittella , Vice-Presidente del Parlamento Europeo e dell’ On. Monica Frassoni Presidente dei Verdi Europei. E’ intervenuta  anche  Silvia Godelli , Assessore della Regione Puglia al Mediterraneo , Cultura e turismo.</p>
<p>Durante il Convegno è stato letto, esplicitato e approvato  l’Appello “Fermiamo la Febbre del Pianeta – Un Piano Mondiale per l’Ambiente” che contiene le proposte dei Federalisti Europei in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban, già sintetizzato sul pieghevole di invito distribuito a tutti i partecipanti.</p>
<p>Con le loro relazioni, i promotori dell’ evento Liliana Digiacomo, Roberto Palea e Lamberto Zanetti, hanno rivendicato il ruolo costituente del popolo federale europeo, ribadendo che il MFE conduce la sua lotta per la federazione europea diventata di grande attualità di fronte alla crisi finanziaria ed economica che stiamo vivendo. L’ obiettivo planetario di in mondo economicamente sostenibile, partendo dal locale per giungere al globale attraverso una riconversione ecologica dell’ economia e della società, anche in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban è stato il filo conduttore di tutti gli interventi  fatti nel Convegno di Taranto.</p>
<p>La platea dei relatori è stata  altamente qualificata ed ha affrontato numerose tematiche.  Dopo i saluti e l’ intervento del Sindaco di Taranto Ippazio Stefano sono stati proiettati i video con gli interventi di: Gianni Pittella (Vice Presidente del Parlamento Europeo), e di Monica Frassoni (Presidente dei Verdi Europei) Ha poi preso la parola Roberto Palea, Presidente del Centro Einstein di Studi Internazionali di Torino,che ha esposto “La promozione dello sviluppo sostenibile dal locale al globale e il ruolo dell’ U.E. ;  Nicola Conenna, Presidente dell’Università dell’Idrogeno di Monopoli ha relazionato sul tema : “Parte dal Mediterraneo la rivoluzione energetica”; Erasmo Venosi, docente di Fisica Nucleare all’Università La Sapienza di Roma ha esposto con eccellente fluidità l’argomento “Dalla rinascita di Taranto alla sfida di Durban per la giustizia climatica”, corredando la relazione con numerose slides; Angelo Consoli, Presidente del Centro Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale di Bruxelles ha narrato “La Terza rivoluzione industriale: un modello energetico per la redistribuzione dell’ energia e della ricchezza in Europa e nel mondo” catturando l’ attenzione del pubblico, già emotivamente coinvolto da una breve testimonianza di quattro immigrati tunisini protagonisti della rivolta di Boncuri (Nardò) contro il caporalato,  giunti con Angelo Consoli  al convegno. Silvia Godelli Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia ha presentato l’ importanza della  centralità geografica ed economica di Taranto nel Mediterraneo, con una vera e propria lezione didattica e politica. Liliana Digiacomo ha quindi preso la parola  per relazionare sulla imminente concretizzazione dell’Euroregione Adriatico- Ionica. Lamberto Zanetti Segretario. regionale del MFE dell’Emilia-Romagna ha proseguito con “Il debito economico ed ecologico fra nord e sud dell’ Italia, dell’ Europa e del mondo”. Grazia Canuto, bioarchitetto, docente di criminologia ambientale all’Università di Padova, ha tenuto una interessante relazione sul tema: “ Riqualificazione del territorio e lotta ai crimini ambientali con la partecipazione democratica dei cittadini”; Giovanni Pietro De Meo, Docente di economia dei Trasporti all’Università Lum Jean Monnet di Casamassima, ha relazionato  sul tema : “ Lo sviluppo sostenibile e l’integrazione europea attraverso le autostrade del mare nell’Euroregione Adriatico-Ionica; Matteo Prandi, executive director della Water &amp; soil Remediation e Stefano Armanini, technical division director della Water &amp; Soil Remediation, hanno relazionato sul tema: “ Il disinquinamento del territorio di Taranto per promuovere un vero sviluppo sostenibile nel settore turistico”; Igino Poggiali, Segretario Generale dell’Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità Europea “ Paride Baccarini”,ha relazionato  sul tema : “ Pianificare e controllare l’impatto delle politiche energetiche ed ambientali : Il ruolo strategico dei Comuni”; Saverio De Florio, Presidente dell’Associazione malati cronici ed immunitari di Taranto ha relazionato  sul tema: “ La riconversione dell’attività sociale e produttiva secondo i criteri Green “,con bellissime slides. Le conclusioni sono state tratte la Lamberto Zanetti, anche nella sua qualità di Presidente dell’Istituto di Studi sul Federalismo e l’Unità  Europea “ Paride Baccarini” che ha fatto da capofila all’evento  attraverso la sede  di Manduria dell’Istituto coordinata da Liliana Digiacomo , che dopo aver ringraziato relatori e pubblico ha messo in evidenza come il Convegno di Taranto sia stato fra quelli più riusciti organizzati negli ultimi anni dalla proficua collaborazione interregionale fra i Centri Regionali del MFE della Puglia e dell’Emilia-Romagna, con la preziosa collaborazione del Centro Einstein di studi Internazionali di Torino e del suo Presidente Roberto Palea. Dopo aver dato lettura del documento appello  “Fermiamo insieme la febbre del Pianeta – Un Piano Mondiale per l’Ambiente”, che contiene le proposte dei Federalisti europei in vista della Conferenza dell’ONU sul clima di Durban, Zanetti ha rilanciato  l’idea del coordinamento di Associazioni e Movimenti Ambientalisti a livello Nazionale per affrontare la sfida climatica, di cui si potrebbe fare carico la Commissione Ambiente dell’Istituto Paride Baccarini, coordinata da Liliana Digiacomo, nella sede operativa di Roma dell’Istituto medesimo.</p>
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		<title>Dalla teoria dei bisogni al nuovo modello di sviluppo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 16:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COME USCIRE A SINISTRA DALLA CRISI ? LA POLITICA ECONOMICA TRA POLITICA ED ECONOMIA. EURO E POLITICA ECONOMICA ( parte 1 ) USCIRE A SINISTRA DALLA CRISI ? DAL &#8216; SISTEMA DEI BISOGNI &#8216; AD UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO  ( parte 2) IL NUOVO MODELLO DI SVILUPPO E LA STRUTTURA DEI BISOGNI ( parte 3) Giovanni Fabris Rotelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COME USCIRE A SINISTRA DALLA CRISI ? LA POLITICA ECONOMICA TRA POLITICA ED ECONOMIA. EURO E POLITICA ECONOMICA ( parte 1 )</p>
<p>USCIRE A SINISTRA DALLA CRISI ? DAL &#8216; SISTEMA DEI BISOGNI &#8216; AD UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO  ( parte 2)</p>
<p>IL NUOVO MODELLO DI SVILUPPO E LA STRUTTURA DEI BISOGNI ( parte 3)</p>
<p>Giovanni Fabris Rotelli</p>
<p><a href="http://www.forumista.net/forum/viewtopic.php?t=1486258" target="_blank">Leggi il contributo</a></p>
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		<title>Amartya Sen: rifondare l&#8217;economia partendo dall&#8217;etica</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 21:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lavoro/Lavori]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[Amartya Kumar Sen]]></category>
		<category><![CDATA[economia etica]]></category>

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		<description><![CDATA[pubblicato su http://associazionenuovegenerazioni.blogspot.com Amartya Sen: rifondare l&#8217;economia partendo dall&#8217;etica di Attilio Pasetto Economista Tra le tante conseguenze negative, la crisi economica un effetto positivo sembra averlo avuto: quello di far crescere nella società civile l’esigenza di un cambiamento di rotta dell’economia. Un cambiamento che parta in profondità, ossia dalle regole, dai comportamenti e che investa i fini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">pubblicato su <a href="http://associazionenuovegenerazioni.blogspot.com/">http://associazionenuovegenerazioni.blogspot.com</a></span></h3>
<h3><a title="http://associazionenuovegenerazioni.blogspot.com/2011/09/amartya-sen-rifondare-leconomia.html" href="http://associazionenuovegenerazioni.blogspot.com/2011/09/amartya-sen-rifondare-leconomia.html" target="_blank">Amartya Sen: rifondare l&#8217;economia partendo dall&#8217;etica</a></h3>
<div>
<div><strong>di Attilio Pasetto </strong></div>
<div><em>Economista</em></div>
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<div>Tra le tante conseguenze negative, la crisi economica un effetto positivo sembra averlo avuto: quello di far crescere nella società civile l’esigenza di un cambiamento di rotta dell’economia. Un cambiamento che parta in profondità, ossia dalle regole, dai comportamenti e che investa i fini stessi dell’economia. Si avverte in particolare la domanda di comportamenti più etici da parte degli attori economici e politici con riferimento soprattutto alla finanza, alla vita pubblica, all’ecologia e a tutto ciò che riguarda uno sviluppo equo e sostenibile. Ecco quindi che, dopo essere stata a lungo tenuta fuori dagli “schemi” dell’economia, l’etica ritorna in gioco. Ma come ci ritorna? Il modo più comune è quello in cui l’etica si aggiunge all’economia e serve soltanto a tacitare le coscienze. È questo spesso il caso di tante grandi corporation, che creano una sezione dedicata a iniziative filantropiche e umanitarie accanto ai normali modelli di business. Non può essere questa la risposta alla domanda che sorge dalla società civile. L’etica infatti deve nascere dall’interno delle categorie economiche, non essere separata dall’economia, ma farne parte integrante. Per trovare la “chiave giusta” abbiamo allora bisogno di attingere al patrimonio scientifico e morale, che ci viene dai grandi pensatori, del passato e del presente. Un grande economista e filosofo contemporaneo che ci aiuta nel coniugare insieme etica ed economia è Amartya Sen.</div>
<div><strong>Chi è Amartya Kumar Sen?</strong></div>
<div><strong>di Carlo Pantaleo</strong></div>
<div><em>Presidente Associazione Centro Studi Nuove Generazioni</em></div>
<div>Amartya Kumar Sen (1933) Nato a Santiniketan in India è uno dei maggiori economisti e filosofi del mondo. È stato presidente dell’Econometric Society, dell’International Economic Association e dell’Indian Economic Association. Ha insegnato a Calcutta, Cambridge, Delhi, alla London School of Economics, Oxford. Premio Nobel nel 1998 per l’Economia, nello stesso anno è divenuto rettore del Trinity College di Cambridge. È Lamont University Professor di Economia e Filosofia morale ad Harvard. Si deve a Sen la rielaborazione in ambito economico di concetti chiave, come quelli di scelta, preferenza, razionalità, benessere, libertà, giustizia, che egli rivisita alla luce di una critica dell’utilitarismo e nello studio della povertà, in particolare nei Paesi in via di Sviluppo. Sen pone al centro della propria analisi la constatazione che non è sufficiente prestare attenzione ai soli ammontari di beni e servizi a disposizione della libertà di scelta di un individuo, ma accertarsi se questi abbia la capacità fondamentale ed effettiva (basic capabilities) di servirsene in modo da soddisfare i propri bisogni. Mentre i beni sono strumenti non univoci per la soddisfazione dei bisogni e non dicono ciò che il soggetto è in grado di fare con essi, la capacità di esercitare una funzione riflette ciò che una persona è e può fare con quegli stessi beni. La prospettiva che ne consegue apre nuovi orizzonti al discorso economico recuperando l’umanesimo civile per cui in una società capace di futuro, devono trovare espressione conveniente, adeguata e simultanea oltre ai principi del profitto e dello scambio e quello della distribuzione equa, anche il terzo della reciprocità. Uscendo dal riduzionismo si pongono così le premesse per un proficuo incontro tra economia, filosofia, morale, sociologia e scienza politica. Il suo contributo è ritenuto essenziale anche in altri settori con riflessi sociali, come la teoria dello sviluppo, i problemi della misurazione della dispersione nella distribuzione del reddito, la teoria delle scelte collettive e l’individuazione delle cause delle carestie. La sua produzione è vastissima, ma negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata sugli effetti della globalizzazione, sul rapporto tra economia ed etica, sul legame tra ricchezza e benessere sociale. Oltre che il suo libro più famoso sulle carestie, “Poverty and Famines” (1981), fra i testi tradotti ricordiamo “Utilitarismo e oltre” (con Bernard Williams, 1984), “Scelta, benessere, equità” (1986), “Etica ed economia” (1988), “Risorse, valori e sviluppo” (1992), “Il tenore di vita. Tra benessere e libertà” (1993), “La disuguaglianza. Un esame critico” (1994), “La libertà individuale come impegno sociale” (1998), “La ricchezza della ragione” (2000), “Lo sviluppo è libertà” (2000), “Globalizzazione è libertà” (2002), “La democrazia degli altri” (2004), “Razionalità e libertà” (2005), &#8220;Un&#8217;idea di giustizia&#8221; (2010).</div>
<div><a href="http://www.webalice.it/andreabotteghi/NG/AreaEconomiaEFinanza/Attilio_Pasetto_e_Carlo_Pantaleo_-_Amartya_Sen_rifondare_l%27economia_partendo_dall%27etica.pdf"><span style="color: #e69138;"><img src="http://4.bp.blogspot.com/_0As9v-cXcVs/S_fq8Dl6K4I/AAAAAAAAACk/-xVfrVcR6bg/s320/pdf.gif" alt="" border="0" /></span><span style="color: #e69138;"> </span><strong>Clicca qui per scaricare l&#8217;articolo completo</strong></a></div>
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<div><strong>L&#8217;economia a lezione di etica</strong></div>
<div><strong>di Tommaso Manzillo</strong></div>
<div><em>Dottore commercialista</em></div>
<div>Vi invio questo contributo pubblicato su &#8220;il galatino&#8221; nr. 20 dell’11 dicembre 2009.</div>
<div>La crisi economica che stiamo, per certi versi, ancora attraversando (basti pensare agli ultimi effetti sul mercato del lavoro) è uno degli argomenti esaminati dal Sommo Pontefice nella Lettera Enciclica &#8220;Caritas in Veritate&#8221; (Roma, 29 giugno 2009), con un esplicito riferimento al messaggio della &#8220;Populorum Progressio&#8221; (1967) di Paolo VI. Dalla sua lettura è spontaneo il richiamo alle teorie di Adam Smith (kirkaldy 1723 ± 1790), non per accostare l&#8217;autore de &#8220;La Ricchezza delle Nazioni&#8221; (1776) alla figura del Santo Padre, ma per poter riassumere due autorevoli pensieri su uno dei temi più discussi dell&#8217;attuale congiuntura, ossia, se possono, insieme, economia ed etica, essere il volano, in questo Terzo Millennio caratterizzato da una visione di breve o brevissimo termine, per uno sviluppo e una crescita duratura dei popoli.</div>
<div>
<div>Nell&#8217;illustrare la situazione attuale, l&#8217;Enciclica sottolinea come l&#8217;esclusivo obiettivo del profitto perseguito senza tener conto del bene comune come fine ultimo, abbia portato il sistema verso la distruzione della ricchezza e la crescita della povertà. Le conseguenze di questa fase congiunturale sono gli effetti deleteri sull&#8217;economia reale di un&#8217;attività finanziaria centrata sulla speculazione, sui flussi migratori provocati e non gestiti appropriatamente, sullo sfruttamento sregolato delle risorse naturali. Indice puntato contro una certa classe di manager che, negli ultimi anni, rispondendo agli interessi economici degli azionisti, hanno approfittato di lauti compensi perdendo di vista i propri valori morali di riferimento. Il consumo, diceva Smith, rappresenta il solo obiettivo della produzione e l&#8217;interesse del produttore deve essere orientato verso quello del consumatore, ma se quest&#8217;ultimo risulta sempre sacrificato a vantaggio del primo, allora si è presenza di un sistema mercantilistico ed individualistico. L&#8217;egoismo è il responsabile principale di questa economia che si presenta come una scienza tetra e avversa agli ideali del romanticismo sociale. Viene fuori, in questo modo, lo scenario di un nuovo mondo che ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale e la riscoperta dei valori di fondo su cui costruire un futuro migliore.</div>
<div>Negli ultimi anni si è visto che il mercato lasciato da solo non riesce a produrre quella coesione sociale indispensabile per il suo corretto funzionamento, senza forme di solidarietà e di fiducia reciproca, e senza un certa ideologia che lo indirizzi in tal senso. Piuttosto che il mercato, Benedetto XVI chiama in causa l&#8217;uomo e la sua coscienza morale, la sua responsabilità personale e sociale. La vita economica ha sì bisogno del contratto per regolare i rapporti di scambio, ma ha anche necessità di leggi giuste e forme di distribuzione della ricchezza guidate dalla politica. In questo senso il pensiero smithiano ritiene che l&#8217;emancipazione civile sia stata realizzata proprio attraverso il commercio e le manifatture, puntando sui meccanismi della divisione del lavoro si è realizzata una vera rivoluzione per la felicità pubblica. Il ruolo dello Stato è fondamentale per la realizzazione delle condizioni indispensabili per la difesa della libertà e della concorrenza perfetta, per il raggiungimento del bene comune. Nella Teoria dei Sentimenti Morali (1759) Smith mette già le basi dello sviluppo della Ricchezza delle Nazioni, affermando che l&#8217;economia non tratta soltanto di azioni logiche o non logiche, secondo la teoria del mezzo-fine, ma anche delle emozioni coi gradi propri e impropri delle differenti passioni, fino al punto che il diritto naturale che informa tutta l&#8217;opera morale dell&#8217;uomo informerebbe anche l&#8217;opera economica.</div>
<div><a href="http://www.webalice.it/andreabotteghi/NG/AreaEconomiaEFinanza/Tommaso_Manzillo_-_Economia_e_Etica.pdf"><img src="http://4.bp.blogspot.com/_0As9v-cXcVs/S_fq8Dl6K4I/AAAAAAAAACk/-xVfrVcR6bg/s320/pdf.gif" alt="" border="0" /> <strong>Clicca qui per scaricare l&#8217;articolo completo</strong></a></div>
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<p><strong>A.K. Sen, L’idea di giustizia,<br />
di Luigino Bruni</strong></p>
<p><em>La purezza di cuore, se qualcuno riuscisse a conquistarla, dovrebbe consistere nel vedere chiaramente e, a partire da questa prospettiva, agire con grazia e disciplina (J. Rawls, A theory of justice, p. 514)</em></p>
<p>Per discutere questo libro di Sen, un libro senza alcun dubbio bello e appassionante, un buon punto di partenza è iniziare dalla fine: “La filosofia può esercitarsi con esiti di straordinario interesse su una varietà di questioni che non hanno nulla a che fare con le miserie, le iniquità e la mancanza di libertà che affliggono la vita umana. E’ bene che sia così, e c’è senz’altro di essere felici per l’espansione e il consolidamento del nostro orizzonte conoscitivo in ogni campo che sollecita la curiosità dell’uomo. La filosofia, però, può anche contribuire a dare maggiore e rilevanza alle riflessioni sui valori e sulle priorità, nonché a quelle sulle privazioni, le angherie e le umiliazioni cui in tutto il mondo gli esseri umani sono soggetti” (p. 417). Sen è soprattutto per il secondo esercizio della filosofia, e chiunque sia interessato ad alleviare “le privazioni, le angherie e le umiliazioni” della gente, soprattutto dei più deboli, deve leggere questo libro di Sen (se ha voglia di affrontare oltre 400 pagine) o almeno qualche suo libro più divulgativo, articolo o intervista.</p>
<p>Sen dunque, come tanti altri grandi economisti (Smith, Pareto, Keynes, Schumpeter, Hirschman, Becattini, Sugden, etc….), pur essendo molto più di un economista, è anche un economista, almeno nel significato che questa parola aveva alle origini della scienza economica, quando gli economisti erano essenzialmente studiosi dello sviluppo, della pubblica felicità, dei grandi temi del benessere e della crescita civile e umana. Per comprendere Sen occorre allora inquadrarlo all’interno di una tradizione economica antica, e non tanto compararlo con i suoi colleghi di oggi, sempre più esperti di matematica e di modelli e spesso distanti dalle analisi della vita reale delle persone. Questo libro sulla giustizia di Sen si deve collocare al culmine di un progetto di ricerca ormai quarantennale, iniziato con importanti contributi nel campo della teoria delle scelte sociali, una branca di studi a cavallo tra la scienza politica e l’economia, iniziata nel Settecento francese con Condorcet e Borda, e sviluppata molto nel Novecento, soprattutto grazie all’economista americano K, Arrow e al suo classico “Teorema di impossibilità”. Questa teoria si occupa dell’aggregazione di preferenze e valori individuali in aggregati collettivi o sociali, che poi sono di guida alle scelte pubbliche, e utilizza soprattutto strumenti di teoria del voto. I messaggi che oggi provengono da questa teoria sono soprattutto dei paradossi e dei teoremi di impossibilità (uno formulato 40 anni fa dallo stesso Sen), che mettono in luce la complessità del passaggio dalle preferenze individuali a scelte collettivi, i rischi di manipolazioni, e le soluzioni o scorciatoie più facili (la più nota è la soluzione della dittatura, dove le preferenze di una singola persone diventano tout court quelle dell’intera collettività).</p>
<p><strong><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/10/101210_Recensione_Sen_def.pdf" target="_blank">Clicca qui per scaricare l&#8217;articolo completo</a></strong></p>
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		<title>8-23/10/2011 &#8211; Equo per tutti &#8211; Tutti hanno diritto ad una buona colazione</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2011/10/06/8-23102011-equo-per-tutti-tutti-hanno-diritto-ad-una-buona-colazione/</link>
		<comments>http://www.nelletuemani.org/blog/2011/10/06/8-23102011-equo-per-tutti-tutti-hanno-diritto-ad-una-buona-colazione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 14:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Equopertutti edizione 2011 &#160; La protagonista di questa terza edizione sarà la colazione equosolidale, il modo “giusto” di iniziare la giornata, scegliendo tra una vasta gamma di prodotti. &#160; Consulta il programma &#160; 07/10/2011 18:30 RAVENNA Equopertutti 2011: Manduvirà a Ravenna 08/10/2011 09:30 FORLÌ AZUCAR 08/10/2011 09:30 CENTO  Colazione Equopertutti a Cento 08/10/2011 10:00 PARMA IL BUONGIORNO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/10/equoxtutti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3996" title="equoxtutti" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/10/equoxtutti.jpg" alt="" width="338" height="145" /></a></p>
<p><strong>Equopertutti edizione 2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La protagonista di questa terza edizione sarà la <strong>colazione equosolidale</strong>, il modo “giusto” di iniziare la giornata, scegliendo tra una vasta gamma di prodotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.equopertutti.it/equopertutti2011/programma/" target="_blank">Consulta il programma</a></p>
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<table width="84%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="24%">07/10/2011 18:30</td>
<td valign="top" width="30%">RAVENNA</td>
<td valign="top" width="44%"><a href="http://www.altromercato.it/worldshops/3177/events/equopertutti-2011">Equopertutti 2011: Manduvirà a Ravenna</a></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="24%">08/10/2011 09:30</td>
<td valign="top" width="30%">FORLÌ</td>
<td valign="top" width="44%"><a href="http://www.altromercato.it/worldshops/0385/events/azucar">AZUCAR</a></td>
</tr>
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<td valign="top" width="24%">08/10/2011 09:30</td>
<td valign="top" width="30%">CENTO</td>
<td valign="top" width="44%"><span style="text-decoration: underline;"> </span><a href="http://www.altromercato.it/worldshops/2589/events/colazione-equopertutti-a-cento">Colazione Equopertutti a Cento</a></td>
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<td valign="top" width="24%">08/10/2011 10:00</td>
<td valign="top" width="30%">PARMA</td>
<td valign="top" width="44%"><a href="http://www.altromercato.it/worldshops/0275/events/il-buongiorno-si-vede-dalla-colazione">IL BUONGIORNO SI VEDE DALLA…COLAZIONE!</a></td>
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<td valign="top" width="24%">08/10/2011 19:00</td>
<td valign="top" width="30%">RAVENNA</td>
<td valign="top" width="44%"><a href="http://www.altromercato.it/worldshops/3177/events/equoper-la-notte-oro-dalle-19-00-fino-a-201ccolazione201d">EQUOPER…la NOTTE ORO! Dalle 19.00 fino a “Colazione”!</a></td>
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<td valign="top" width="24%">15/10/2011 08:30</td>
<td valign="top" width="30%">RAVENNA</td>
<td valign="top" width="44%"><a href="http://www.altromercato.it/worldshops/3177/events/colazioni-in-bottega-il-modo-giusto-di-iniziare-la-giornata">COLAZIONI IN BOTTEGA – il modo “giusto” di iniziare la giornata!</a></td>
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<td valign="top" width="24%">22/10/2011 19:30</td>
<td valign="top" width="30%">SAN GIORGIO DI PIANO</td>
<td valign="top" width="44%"><a href="http://www.altromercato.it/worldshops/2589/events/cena-equa-per-tutti-2011-a-cento-fe">Cena Equa per tutti 2011 a Cento (FE)</a></td>
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<p>Per informazioni: <a href="http://www.equopertutti.it/">http://www.equopertutti.it/</a></p>
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		<title>Food politics &#8211; Le grandi aziende alla scoperta della vendita diretta</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2011/09/21/food-politics-le-grandi-aziende-alla-scoperta-della-vendita-diretta/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 07:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal produttore al consumatore: un modello di business alimentare non solo per i &#8220;piccoli&#8221; di Mauro Rosati &#8211; Pubblicato su &#8220;L&#8217;Unità&#8221; il 16/09/2011 Leggi l&#8217;articolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal produttore al consumatore: un modello di business alimentare non solo per i &#8220;piccoli&#8221;</p>
<p>di Mauro Rosati &#8211; Pubblicato su &#8220;L&#8217;Unità&#8221; il 16/09/2011</p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/09/FOOD-POLITCS-16092011.pdf">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Come l&#8217;Islanda è  uscita dalla crisi, di Mario Monforte</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 19:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mario Monforte, vicedirettore del &#8220;Ponte&#8221;, propone questa analisi del caso islandese quanto mai attuale per l&#8217;Italia. I tonfi della borsa di Milano purtroppo confermano le più nere previsioni (mie e di quanti hanno quel minimo di fondamenti culturali che consentono di non beversi le menzogne dell&#8217;ideologia liberista): la speculazione finanziaria è lo strumento per fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Monforte, vicedirettore del &#8220;Ponte&#8221;, propone questa analisi del caso islandese quanto mai attuale per l&#8217;Italia.</p>
<p>I tonfi della borsa di Milano purtroppo confermano le più nere previsioni (mie e di quanti hanno quel minimo di fondamenti culturali che consentono di non beversi le menzogne dell&#8217;ideologia liberista): la speculazione finanziaria è lo strumento per fare a pezzi il nostro Paese; i ceti parassitari vogliono accentuare la crisi proponendo quelle ricette di politica economica che l&#8217;hanno provocata: liberalizzazione dei mercati finanziari, attacco ai diritti dei lavoratori, al salario, al welfare, privatizzazioni. Lo scopo? Papparsi risorse, distruggere le altrui industrie, rendere terra di conquista Paesi un tempo civili come l&#8217;Italia. Purtroppo, molto spesso è il neo-liberismo di sinistra (Prodi fa ancora conferenze sulla globalizzazione, trovando ascolto!) a farsi strumento di questa operazione, non solo in Italia. E&#8217; davvero urgente voltare pagina! Speriamo che le forze sane della nazione, quelle che PER DAVVERO credono nei valori della nostra Costituzioni, spazzino via tutti i ceti politici e le organizzazioni che non saranno all&#8217;altezza dei compiti; finiremo altrimenti in un caos da guerra civile e da dittatura, non molto diverso da quello delle repubbliche delle banane a cui già molto assomigliamo (l.m.)</p>
<p>L’INSEGNAMENTO DEI VIKINGHI</p>
<p>In Islanda, la grande isola a sud della Groenlandia, un isola di 100.000 km2, pari a un terzo dell’Italia, l’isola dei vulcani che ogni tanto eruttano, si è avuta un’eruzione anch essa vulcanica: di democrazia, e in parte rilevante diretta. I media nostrali ne hanno trattato ben poco (ma guarda un po’: distrazione? Oppure?), ma nell’isola si è attuata la totale controtendenza rispetto al martella- mento di ciarle sull’ineludibile necessità di «ripianare il debito pubblico» (alias statuale), stabilendo invece l’annullamento del debito stesso e l’autodeterminazione delle finanze.</p>
<p>Il paese aveva visto una rilevante «crescita» economica, però sulle fondamenta del liberismo piú scatenato, con la consueta (per il liberismo) azione delle banche, pienamente privatizzate (dal 2003), diretta ad attrarre gli «investitori», ossia i grandi capitali transnazionali e/o situati in altri Stati potenti , garantendo tassi di interesse elevati1 e dunque ottenendone l’afflusso, ma anche as- sumendo la lievitazione dell’esposizione debitoria all’estero delle banche stesse, che è presto diven- tata esponenziale, superando di parecchie volte il Prodotto lordo interno (arrivando, pare, nel 2007 a circa il 900% rispetto al Pil). Il passaggio del modo di produzione nell’attuale sua fase, detta «glo- balizzazione», dallo stato critico permanente alla crisi, presente e di lunga durata, ha colpito ogni possibilità di recupero dell’Islanda, mentre la corona (la moneta islandese) è crollata rispetto all’euro (subendo una svalutazione dell’85%), con ulteriore accrescimento dell’entità del debito. Anche se le maggiori banche del paese sono state nazionalizzate a seguito della loro impossibilità di provvedere al debito, quindi poiché fallite, ai primi del 2009 lo Stato islandese era già in condizioni di default dichiarato fallimento, bancarotta, disastro.</p>
<p>Il Fondo monetario internazionale si è mosso in “aiuto”, insieme ad altri paesi2, però richiedendo come hanno fatto anche l’Unione europea e la Banca centrale europea l’impegno dello Stato i- slandese di «o norare» il debito tramite lo “spalmamento” di questo su tutta la popolazione. Ma nel frattempo i cittadini discendenti ed eredi dei vikinghi, come si vede già dai nomi (delle persone &#8230; e dei vulcani) hanno imposto le dimissioni del governo e ne hanno eletto uno nuovo, di “sinistra”. Quest’ultimo, tuttavia, benché critico (a parole) del liberismo e delle richieste degli «organismi in- ternazionali», ha assunto la «manovra» voluta da Fmi, Ue-Bce, etc.: versamento di 3 miliardi e mezzo di euro da parte di tutti gli islandesi ossia sui 100 euro a testa per ben 15 anni, a un tasso di interesse del 5,5%.</p>
<p>Ed ecco l’eruzione: i moderni vikinghi hanno costretto le istituzioni a non avallare la «manovra» e, sul pagamento del debito, a indire il referendum3, tenutosi nel marzo del 2010 sotto le minacce non vuote, ma concrete di «organismi internazionali» e «comunità internazionale»: se il referen- dum fosse “passato”, il prestito sarebbe stato immediatamente revocato, ogni altro aiuto del Fmi sa- rebbe stato bloccato, l’Islanda sarebbe rimasta isolata – e la Gran Bretagna avrebbe addirittura adot- tato i provvedimenti antiterrorismo, ossia avrebbe congelato i conti degli islandesi nelle proprie banche. Nonostante ciò e, forse, anche precisamente proprio per ciò alla domanda referendaria, “volete pagare il debito?”, la risposta degli islandesi è stata no al 93%: il debito non è una necessità fatale, non riguarda affatto tutto il popolo e «onorarlo» non è per niente ineludibile.</p>
<p>Ma si è andati oltre: se la pressione della popolazione ha voluto che fossero ricercati e colpiti al- meno alcuni responsabili del disastro4, ha soprattutto imposto la stesura di una nuova Costituzione, volta a sottrarre il paese allo strapotere del capitale transnazionale e delle potenze che lo supporta- no. E la stesura è avvenuta in una forma originale di democrazia diretta: un’assemblea co stituente di</p>
<p>1 In particolare, ma non solo, tramite il sistema dei conti correnti on line – tagliandone cosí in maniera drastica i costi di gestione. 2 Con un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari – con in piú altri 2 miliardi e mezzo provenienti da Stati nordici. 3 Il presidente dello Repubblica di Islanda, Ólafur Ragnar Grímsson sotto la pressione della popolazione , non solo non ha firmato la «manovra» varata dal governo, ma ha anche ha stabilito l’indizione del referendum.</p>
<p>4 Cosí si è avuto l’ordine internazionale di arresto per l’ex presidente della banca «Kaupthing», una delle tre banche principali dell’Islanda (le altre due sono la «Landsbanki» e la «Glitnir»), mentre, nel frattempo, gli altri banchieri se ne sono partiti alla svelta dall’isola.</p>
<p>25 cittadini, eletti in una “rosa” di 522 candidati è bastato che fossero maggiorenni e fossero pre- sentati da un minimo di 30 concittadini, ma con la pregiudiziale della non appartenenza a nessun partito –, ha condotto i suoi lavori apertamente, on line, e tutti hanno potuto seguirli, commentarli via via e fare le proprie proposte. Esempio notevole di democrazia diretta benché con limiti che permangono, perché tale Costituzione dovrà poi passare al vaglio e all’approvazione del parlamento (prossimamente eletto).</p>
<p>A ogni modo, in Islanda è stato affermato direttamente il primato della volontà del popolo rispet- to a qualsiasi trattato, accordo, vincolo, imposizione, etc. di «organismi internazionali» e «comunità internazionale», respingendo aiuti e “salvataggi” di Fmi, Ue-Bce, e cosí via, anzi mandandoli al dia- volo e negando loro ogni cedimento della sovranità sul proprio paese.</p>
<p>Cosí i discendenti ed eredi dei vikinghi usciranno alla loro maniera, con i loro tempi e come vor- ranno e sapranno dal la crisi, mostrando al mondo“come si fa”: riappropriandosi dei loro diritti, del loro paese, della loro democrazia – del proprio presente e del proprio futuro.</p>
<p>È una grande lezione. Ma qui da noi – anche una volta venuti a conoscere la via islandese, u- scendo dall’occultamento in cui è stata tenuta – si possono già sentire le obiezioni dei tanti: “bello, ma l’Islanda è un’isola di circa 320.000 abitanti, insomma è come una nostra media città; l’Italia, invece &#8230;”. E aggiungiamoci pure che le spese militari islandesi sono molto contenute, non essen- doci un esercito. Tuttavia, se è vero che un qualcosa di simile richiederebbe un’operazione piú complessa nel nostro paese, piú complessa non vuol dire impossibile, né significa negare i principi dell’insegnamento che ci viene da questi attuali vikinghi: in sostanza, gli islandesi hanno difeso e riaffermato la propria indipendenza come effettiva autonomia, dando nel contempo vita a forme di democrazia diretta – che ormai sono necessariamente connesse al sostegno della vera autonomia di un paese da superpotenza, grandi potenze, grande capitale –, cioè hanno difeso e riaffermato ciò che manca da sempre in Italia, ciò che manca a tal punto che la sensazione di “impossibilità” sorge im- mediatamente nelle reazioni, addirittura in punta di labbra, tanto è radicata come esito coltivato del- la subordinazione del nostro paese – da tanto, troppo, tempo.</p>
<p>A maggior ragione, quindi, c’è da imparare da questi discendenti ed eredi dei vikinghi. E si pensi anche ad altri affini discendenti ed eredi, i norvegesi, che, certo, sono una popolazione piú ridotta (un po’ meno di 5 milioni rispetto ai nostri 60) su un territorio piú grande (piú di 385.000 km2 ri- spetto ai 300.000 e rotti dell’Italia) e possono contare su loro fonti energetiche (petrolio e gas), non vanno indenni da tensioni interne (con esplosioni sconcertanti, e ancora da chiarire: vedi l’ulti mo episodio delle bombe e della strage di giovani), ma anche qui ci troviamo di fronte a chiari e illumi- nanti principi: non hanno aderito a questa Europa (che è la sola che c’è, e ne è la negazione: il resto sono chiacchiere), cioè all’Ue-Bce e ai suoi diktat (tutti per conto delle élites europee e del grande capitale transnazionale, e della subalternità agli Usa), hanno mantenuto la loro effettiva e autonoma indipendenza, non risentono della crisi e del debito, o comunque non certo nelle dimensioni italiche, e hanno inoltre stabilito, a loro salvaguardia nonché apertura di prospettive, un accordo bilaterale con la Russia.</p>
<p>Sí, c’è molto da imparare ma c’è per quei cittadini italiani che ancora vogliono essere tali, e non per le folle che ancora sperano nel Cavaliere di Arcore (che ha mostrato appieno, e da tempo, e da ben prima dell’italica «manovra», e ultimamente in particolare con la guerra contro la Libia, che ometto sia) e in tutta la banda dei suoi, e nella coalizione di governo, oppure nell’opposizione o comunque nell’insieme della classe politica, con rispettivi partiti al seguito, che si sbracciano a di- scettare sulle modalità della «manovra di rientro del debito» (meno inique, piú eque, che non toc- chino questo e quello, piú legate alla «crescita» e via blaterando), ma l’accettano, l’assumono, ne sostengono l’ineludibilità: vi si subordinano e vi sottomettono il nostro paese.</p>
<p>MARIO MONFORTE</p>
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		<title>Le cento piazze dello Sciopero Generale</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 19:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[By Valentina Camac Stamattina ero talmente stupita dalla fiumana di gente che continuava ad affluire in Piazza Roma che mi sono chiesta ad alta voce “Ma quanti saremo?!”. Una signora davanti a me, con la bandiera dell’UDI sulle spalle, si è girata per guardarmi e mi ha risposto “Te lo dico io in quanti siamo: mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>By <a title="Visualizza tutti i post di Valentina Camac" href="http://ilrasoio.wordpress.com/author/valentinacamac/">Valentina Camac</a></div>
<div>
<p>Stamattina ero talmente stupita dalla fiumana di gente che continuava ad affluire in Piazza Roma che mi sono chiesta ad alta voce “Ma quanti saremo?!”.</p>
<p>Una signora davanti a me, con la bandiera dell’UDI sulle spalle, si è girata per guardarmi e mi ha risposto “Te lo dico io in quanti siamo: mai abbastanza”.</p>
<p><a href="http://ilrasoio.wordpress.com/2011/09/06/le-cento-piazze-dello-sciopero-generale/" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>25.07.11 &#8211; Donne al lavoro &#8211; Massalombarda (RA)</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 16:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 25 luglio 2011 ore 21 Uniti in festa &#8211; Massa Lombarda (RA) Spazio dibattiti Donne al lavoro Le proposte del PD per la valorizzazione del contributo delle donne alla vita economica e sociale ne discutiamo con Rita Ghedini &#8211; Parlamentare PD Eleonora Proni &#8211; Assessore Pari Opportunità &#8211; Provincia di Ravenna Linda Errani &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/07/LogoDonnePD.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3915" title="LogoDonnePD" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/07/LogoDonnePD-300x300.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a><strong>Lunedì 25 luglio 2011 ore 21</strong></p>
<p><em>Uniti in festa &#8211; Massa Lombarda (RA)</em><br />
Spazio dibattiti</p>
<p><strong>Donne al lavoro</strong><br />
<strong>Le proposte del PD per la valorizzazione del contributo delle donne alla vita economica e sociale</strong></p>
<p>ne discutiamo con<br />
<em>Rita Ghedini</em> &#8211; Parlamentare PD<br />
<em>Eleonora Proni</em> &#8211; Assessore Pari Opportunità &#8211; Provincia di Ravenna<br />
<em>Linda Errani</em> &#8211; Sindaca di Massa Lombarda</p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/07/Iniziativa-politica.pdf" target="_blank">Scarica il volantino</a></p>
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