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	<title>Nelle tue mani &#187; Lotta alla precarietà</title>
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	<description>Proposte per il PD e per l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>Le cento piazze dello Sciopero Generale</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 19:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[By Valentina Camac Stamattina ero talmente stupita dalla fiumana di gente che continuava ad affluire in Piazza Roma che mi sono chiesta ad alta voce “Ma quanti saremo?!”. Una signora davanti a me, con la bandiera dell’UDI sulle spalle, si è girata per guardarmi e mi ha risposto “Te lo dico io in quanti siamo: mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>By <a title="Visualizza tutti i post di Valentina Camac" href="http://ilrasoio.wordpress.com/author/valentinacamac/">Valentina Camac</a></div>
<div>
<p>Stamattina ero talmente stupita dalla fiumana di gente che continuava ad affluire in Piazza Roma che mi sono chiesta ad alta voce “Ma quanti saremo?!”.</p>
<p>Una signora davanti a me, con la bandiera dell’UDI sulle spalle, si è girata per guardarmi e mi ha risposto “Te lo dico io in quanti siamo: mai abbastanza”.</p>
<p><a href="http://ilrasoio.wordpress.com/2011/09/06/le-cento-piazze-dello-sciopero-generale/" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>28.07.11 &#8211; Vasco Errani, Romano Prodi: INTERVISTA DOPPIA &#8211; Bologna</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 15:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Piano Triennale delle Attività Produttive 2012-2014]]></category>
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		<description><![CDATA[Evento di Apertura del nuovo Piano Triennale delle Attività Produttive 2012-2014 della Regione Emilia Romagna Giov. 28 Luglio 2011, ore 10.30-13.00 SEDE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Sala Conferenze A &#8211; Terza Torre di Via della Fiera n. 6-8 L&#8217;apertura dei lavori sarà affidata a una prestigiosa Intervista Doppia, a cura del noto giornalista Giampiero GRAMAGLIA, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/07/emilia-romagna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3909" title="emilia-romagna" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/07/emilia-romagna-262x300.jpg" alt="" width="210" height="240" /></a>Evento di Apertura del nuovo <em>Piano Triennale delle Attività Produttive 2012-2014 della Regione Emilia Romagna</em></p>
<p><strong><em>Giov. 28 Luglio 2011, ore 10.30-13.00<br />
</em></strong>SEDE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA<br />
Sala Conferenze A &#8211; Terza Torre di Via della Fiera n. 6-8</p>
<p>L&#8217;apertura dei lavori sarà affidata a una prestigiosa Intervista Doppia, a cura del noto giornalista <em>Giampiero GRAMAGLIA</em>, che intervisterà <strong>Romano Prodi e Vasco Errani</strong>. Un ideale confronto tra &#8220;globale e locale&#8221; dove intrecciare le nuove dinamiche del mondo che cambia e le possibili azioni concrete di un territorio, per intercettare nel modo migliore i flussi globali di un nuovo modello di sviluppo che sia inclusivo, sostenibile e di qualità.</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="left: -10000px; overflow: hidden; width: 1px; position: absolute; top: 0px; height: 1px;">﻿</div>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/07/REGIONE-ER-Evento-Prodi-Errani-28-7-2011.pdf" target="_blank">Scarica l&#8217;invito</a></p>
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		<title>Primo Maggio: la rabbia tra le grida</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 20:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[By Valentina Camac E’ la prima volta che scendo in piazza per il Primo Maggio. Sono le dieci del mattino, il centro di Modena è ancora abbastanza tranquillo, e mentre cammino verso Piazza Grande sento l’emozione salire: mi immagino di trovare tantissima gente. Appena arrivo, però, le mie aspettative vengono immediatamente deluse. Un gruppo non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>By <a title="Visualizza tutti i post di Valentina Camac" href="http://ilrasoio.wordpress.com/author/valentinacamac/">Valentina Camac</a></p>
<div>
<p>E’ la prima volta che scendo in piazza per il Primo Maggio.</p>
<p>Sono le dieci del mattino, il centro di Modena è ancora abbastanza tranquillo, e mentre cammino verso Piazza Grande sento l’emozione salire: mi immagino di trovare tantissima gente.</p>
<p>Appena arrivo, però, le mie aspettative vengono immediatamente deluse. Un gruppo non troppo grande di persone, riunito davanti ad un piccolo palco  –età media: 60 anni- sventola distrattamente varie bandiere, da quelle del PDI e della Cgil a quelle con Falce e Martello e con Che Guevara. Ci sono pochissimi giovani, si contano su una mano.</p>
<p>Penso che magari è ancora presto, che bisogna aspettare ancora. Sono molto paziente, ma dopo mezz’ora la piazza è piena a malapena per metà. Dal palco parte, solenne, l’inno di Mameli. Sono pochi quelli che muovono le labbra per cantarlo, ma almeno l’attenzione della gente è stata attirata. Le bandiere cominciano a sventolare più forte, si alzano cartelloni rabbiosi: frasi come “Padrone cacciatore non avrai le nostre teste” e “Sindacati al servizio dei Padroni? NO GRAZIE!” vengono sorrette con forza. Quando l’inno si interrompe un uomo si avvicina al microfono sul palco, e comincia a parlare.</p>
<p>Un gruppo, costituito da Rifondazione, studenti ed alcuni lavoratori (circa un terzo rispetto ai partecipanti) comincia ad agitarsi, a fischiare, ad urlare. All’inizio sono un po’ spaesata, poi mi rendo conto che tutta la loro rabbia, che si manifesta con sempre maggiore decisione, è rivolta all’uomo che sta parlando: Francesco Falcone, segretario generale della Cisl modenese.</p>
<p>Mentre lui inizia il suo discorso, il gruppo comincia ad urlare slogan e a ripetere parole come “venduto” e “fuori”. I fischi non si arrestano, le urla continuano imperterrite per tutta la durata del suo intervento. Lui prova ad ignorare gli insulti, va avanti, la voce ogni tanto vacilla, ma è perché si sta sforzando quanto più possibile di sovrastare le urla dei manifestanti. Mi avvicino al palco per guardarlo in viso: il discorso che sta pronunciando è scritto su un plico di fogli che tiene in mano, ogni tanto guarda la folla, cerca di trarre forza dalle prime file, che lo ascoltano sembrando sinceramente interessate. Dopotutto le sue parole sono cariche di ideali, di propositi, di idee. Ma mi chiedo, ha senso parlare di libertà, giustizia e democrazia alla luce delle attuali condizioni lavorative?</p>
<p>“Il nostro è un sindacato forte, libero e democratico. Non tolleriamo i comportamenti mafiosi, e combatteremo l’illegalità con tutte le nostre forze. Quello che noi vogliamo è uguaglianza, un futuro diverso e migliore per le nostre famiglie…”</p>
<p><em>“SINDACATO DELL’IPOCRISIA, CHE SOSTIENE LA FIAT E MARCHIONNE!!!”</em></p>
<p>“…E’ necessario, per ottenerle, avere una consapevolezza politica, sociale ed economica…”</p>
<p><em>“IL DIRITTO AL LAVORO CE LO STANNO MANGIANDO!!!”</em></p>
<p>“…Non bisogna mai vedere nero, in fondo c’è sempre una luce, e noi possiamo raggiungerla!”</p>
<p><em>“IPOCRITI! BUGIARDI!”</em></p>
<p>Belle parole. Sentire parlare di maggiori opportunità, di diritti che nessuno ci può negare e che dobbiamo far valere ad ogni costo, di speranza per il futuro e di interesse da parte dei giovani, e in particolare di unità tra i vari sindacati… Questo sì che è un discorso. Ma le sue parole sono come un sogno, e la sveglia, alle mie spalle, sta suonando con violenza per portarmi prepotentemente alla realtà. E la realtà è che l’unità tra i sindacati non esiste, e che sempre meno stanno facendo il loro mestiere, ossia tutelare i diritti dei lavoratori.</p>
<p>La parte peggiore della realtà è come questa giornata viene vissuta dai cittadini. Non c’è la soddisfazione di festeggiare la conquista dei diritti dei lavoratori, o sottolineare l’importanza del lavoro. Credevo che avrei trovato persone unite dal senso di speranza e di orgoglio, ma quello che ho visto nella gente è stata solo rabbia e delusione. Le parole di Modena si sono riversate sulle mie ingenue idealizzazioni con una brutale sincerità.</p>
<p>-“Vivo male questo Primo Maggio. Male perché vorrei far parte di un sindacato unito, mentre ogni giorno continua a perdere le forze. Io ho un lavoro sicuro, ma tantissimi altri che non sono nelle mie condizioni sono privi di speranza, perché le prospettive che ci offrono sono sempre meno. Ormai questa giornata sta perdendo di significato, con gli anni ha cominciato ad essere festeggiata per inerzia, perché il lavoro veniva dato per scontato. Solo adesso ci stiamo rendendo conto che non è così.”, dice la signora che urlava “vergogna” a Falcone.</p>
<p>“Sto vivendo con grande dispiacere questo Primo Maggio, perché vedo che i sindacati sono contro di noi. Io non approvo le contestazioni di questo tipo, ma la mia posizione in questo momento è molto negativa: quando ci sono le assemblee  dei lavoratori non manco mai di intervenire con le mie critiche. Purtroppo credo che i sindacati in questo momento non siano all’altezza di affrontare questo governo, sono supini e sottomessi. Napolitano ha fatto un discorso per esortare l’unità tra i sindacati, ma questa unità non la vedo. Oggi sinceramente in piazza mi aspettavo molto più persone, considerata la crisi e la disoccupazioni, in particolare dei più giovani. Invece vedo che questa giornata è quasi interamente rappresentata dagli anziani.”, dice l’assessore comunale delle politiche giovanili.</p>
<p>“Io sono tra coloro che hanno organizzato le contestazioni contro Cisl e Uil, che non vogliono far altro che spodestare la Cgil. Loro stanno agendo sulla pelle dei nostri diritti, attaccando direttamente i diritti di malattia, smantellando lo statuto dei lavoratori, come il diritto allo sciopero. Questo è un diritto che i nostri genitori e i nostri nonni hanno conquistato duramente, e dopo anni vediamo togliercelo con due semplici firme: noi non ci stiamo.”, dice lo studente disoccupato di Lettere in Movimento.</p>
<p>“Sto vivendo molto male questo Primo Maggio. Non per l’idea della festa, ma per tutto quello che sta succedendo, per la situazione che ci circonda e sembra non cambiare. E’ un momento molto critico.”</p>
<p><em>“Però nonostante questo, continua a scendere in piazza”</em></p>
<p>“Assolutamente. La Piazza è la Parola, è il luogo dove possiamo portare tutti i nostri sentimenti, dove possiamo far sentire la rabbia. Bisogna che le persone tornino a scendere in piazza, bisogna che si informi come si deve: le persone hanno perso la coscienza. Noi dobbiamo continuare a far sentire la nostra rabbia, perché le condizioni in fabbrica sono sempre più dure, non ci sono garanzie di sicurezza, e non possiamo cedere ad altri ricatti, come a Pomigliano e a Mirafiori.”</p>
<p>Il fallito discorso di Falcone, ormai terminato, è seguito nuovamente dall’Inno di Mameli e da pochi applausi. Viene presentato Frankie HI-NRG MC, uno dei maggiori esponenti del movimento hip hop italiano che conclude il magro evento della mattinata. Le persone cominciano a disperdersi, e nel giro di un’ora la piazza è semivuota, mentre il palco e le bandiere sono stati sistemati frettolosamente. Io sento un po’ di vuoto dentro.</p>
<p>Mi aspettavo davvero entusiasmo e partecipazione, mi aspettavo che la giornata del Primo Maggio venisse vissuta veramente dalla città, sia con la testa che col cuore. Mi aspettavo di vedere fiumi di persone pronte a festeggiare e a ricordare, con la volontà di migliorare il presente, e invece ciò che ho visto è stata circostanza, mera presenza fisica, spaccature interne, rabbia -una valanga di rabbia- e quella speranza che pensavo, ormai appassita o comunque avvelenata dalle accuse e dalla sfiducia.</p>
<p>E dal momento che gli enti che dovrebbero rappresentare i lavoratori pare abbiano dimenticato la loro ragion d’essere, come possono i cittadini ritrovare il vero significato di questo Primo Maggio?</p>
<p>Valentina Camac</p>
</div>
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		<title>Europa-Italia. Un progetto alternativo per la crescita</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 21:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da www.pder.it Lunedì 22 marzo, una delegazione del Partito Democratico, guidata dal segretario Pier Luigi Bersani, ha incontrato le delegazioni degli imprenditori (Confindustria, Rete imprese e cioè Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani), dei banchieri (Abi), dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl). Sono di fatto gli stati generali dell&#8217;economia convocati dal Partito Democratico (dato che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://www.pder.it">www.pder.it</a></p>
<p>Lunedì 22 marzo, una delegazione del Partito Democratico, guidata dal segretario Pier Luigi Bersani, ha incontrato le delegazioni degli imprenditori (Confindustria, Rete imprese e cioè Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani), dei banchieri (Abi), dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl). Sono di fatto gli stati generali dell&#8217;economia convocati dal Partito Democratico (dato che il governo non lo fa).</p>
<p>A imprenditori e sindacati il PD ha presentato il Piano nazionale delle riforme messo a punto con le proposte approvate nelle tre assemblee nazionali del PD, con le riflessioni di un gruppo di giovani economisti e con l&#8217;apporto di diversi centri di studio e ricerca. Nelle 90 pagine del documento (alla faccia di chi continua a dire: dove sono le proposte del PD?) vi sono le proposte per una politica economica europea concordata anche con gli altri partiti progressisti dell&#8217;Unione Europea e le proposte per una politica economica e industriale nazionale capace di mettere l&#8217;Italia sulla strada della riscossa. E&#8217; un progetto alternativo a quello della destra sia sul piano europeo, sia sul piano nazionale.</p>
<p><a href="http://www.pder.it/index.html?idpg=7&amp;id=2005" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo e scarica l&#8217;allegato</a></p>
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		<title>Non c&#8217;è più il futuro di una volta &#8211; GD Reggio Emilia</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 21:11:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A CURA DEI GIOVANI DEMOCRATICI REGGIO EMILIA INTRODUZIONE Cari Giovani, quello che abbiamo cercato di fare con questa pubblicazione estremamente minimale è di consegnare a noi tutti un manuale, una guida di sopravvivenza, o semplicemente una bussola, per quelli che stanno per entrare nel mondo del lavoro e non lo conoscono o per quelli che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A CURA DEI GIOVANI DEMOCRATICI REGGIO EMILIA</p>
<p>INTRODUZIONE</p>
<p>Cari Giovani,<br />
quello che abbiamo cercato di fare con questa pubblicazione estremamente minimale è di consegnare a noi tutti un manuale, una guida di sopravvivenza, o semplicemente una bussola, per quelli che stanno per entrare nel mondo del lavoro e non lo conoscono o per quelli che ci sono già entrati ma non sono al corrente dei loro diritti/doveri.</p>
<p>“Non c’è più il futuro di una volta” è dunque una raccolta delle norme di legge e delle tipologie contrattuali a cui, nella stragrande maggioranza dei casi, dobbiamo fare riferimento noi “under 30”, ovverosia l’Apprendistato professionalizzante, l’Inserimento e lo Stage (o Tirocinio formativo). Essi hanno tempi, procedure, diritti e doveri notevolmente diversi gli uni dagli altri, ma soprattutto: quali sono le cose che l’impresa ci può chiedere e quali sono le cose che non ci può chiedere?</p>
<p>Visto che nessuno ce lo spiega, noi Giovani Democratici di Reggio Emilia abbiamo pensato di poter costruire una guida molto semplice, uno strumento concreto, ma molto dettagliato, sugli aspetti principali del mondo del lavoro, da divulgare e distribuire il più possibile fra noi tutti (e non solo), perché a noi, del nostro futuro, interessa eccome, anche se, per certi versi, non sarà mai più come “quello di una volta”.</p>
<p>Introduzione P. 2<br />
Indice P. 3<br />
Che cosa è “lavoro”? P. 4<br />
Il diritto del lavoro P. 5<br />
- All’origine del lavoro P. 6<br />
Le fonti del diritto del lavoro P.10<br />
- Fonti comunitarie P.11<br />
- Costituzione italiana P.11<br />
- CCNL P.13<br />
- CIA P.13<br />
- Contratto individuale P.14<br />
L’appalto e le agenzie interinali o di somministrazione P.15<br />
I contratti dei giovani P.20<br />
- Apprendistato professionalizzante P.20<br />
- Inserimento P.22<br />
- Stage P.25<br />
L’organizzazione sindacale P.28<br />
Le proposte P.36<br />
- C.U.I.F. P.36<br />
- Riforma RSU P.39<br />
- Responsabilità sociale d’impresa P.40<br />
Conclusioni P.44</p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/02/GD-RE.pdf" target="_blank">Scarica il documento</a></p>
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		<title>La rappresentanza strabica</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 15:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiat]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Casetti]]></category>
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		<description><![CDATA[di Flavio Casetti, pubblicato su &#8220;Il senso della Repubblica&#8221; &#8211; Anno V &#8211; n. 2 &#8211; Febbraio 2011 Contratti di lavoro: &#8220;La consuetudine &#8216;applicativa&#8217; o la giurisprudenza, sia pure in funzione normatica, non possono sostituire la legge&#8221;. Le recenti vicende FIAT hanno riacceso il dibattito sulla questione della rappresentanza sociale. Il tema di fondo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Flavio Casetti, pubblicato su &#8220;Il senso della Repubblica&#8221; &#8211; Anno V &#8211; n. 2 &#8211; Febbraio 2011</p>
<p><em>Contratti di lavoro: &#8220;La consuetudine &#8216;applicativa&#8217; o la giurisprudenza, sia pure in funzione normatica, non possono sostituire la legge&#8221;.</em></p>
<p>Le recenti vicende FIAT hanno riacceso il dibattito sulla questione della rappresentanza sociale. Il tema di fondo è quello della definizione dei profili di legittimazione a sottoscrivere accordi e contratti collettivi in materia di lavoro che abbiano valenza cogente per la comunità di interessi rappresentata.</p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/02/SR_Febbraio_11-1-3.pdf">Leggi tutto l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Oltre la Fiat. Reggerà l&#8217;industria italiana?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 18:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il caso Mirafiori deve farci ripensare a come mantenere la nostra vocazione di Filippo Taddei Derogare ai contratti nazionali è stata una scelta nella sostanza radicale e di forte valore simbolico ma non basterà da sola a scongiurare lo spostamento delle nostre industrie all’estero. La ragione è strutturale: prima dobbiamo capire che ruolo questo paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il caso Mirafiori deve farci ripensare a come mantenere la nostra vocazione<br />
</em>di Filippo Taddei</p>
<p>Derogare ai contratti nazionali è stata una scelta nella sostanza radicale e di forte valore simbolico ma non basterà da sola a scongiurare lo spostamento delle nostre industrie all’estero. La ragione è strutturale: prima dobbiamo capire che ruolo questo paese vuole avere nell’economia mondiale. Solo la risposta a questa domanda permette di affrontare le questioni veramente cruciali: quanto è importante mantenere la produzione auto in Italia e come possiamo migliorare il futuro della grande impresa per aumentare occupazione e stipendi.</p>
<p>Se vogliamo sapere quale modello produttivo di paese vogliamo, ci sono, da un punto di vista sistemico, almeno due aspetti fondamentali che dobbiamo considerare. Il primo aspetto è che l’economia italiana è caratterizzata da imprese piccole – grandi in media meno della metà delle imprese tedesche; il secondo aspetto è che il nostro è il secondo paese in Europa – dopo Germania ma prima della Francia &#8211; per importanza del settore manifatturiero.</p>
<p>La piccola dimensione delle nostre imprese è spesso invocata come quella caratteristica del nostro sistema produttivo che gli conferisce una flessibilità ancor più necessaria ai tempi della crisi. Si tende però a sottovalutare che questa stessa flessibilità ha un prezzo. Per quanto le imprese più piccole si adattino più facilmente, innovano solo “al margine”: perfezionano processi e prodotti ma raramente ne inventano di nuovi in grado di cambiare radicalmente le abitudini produttive o di consumo. Inoltre, nelle imprese più piccole le condizioni di lavoro sono, in media, peggiori. Molti operai delle piccole imprese, anche nel meccanico, guardano al peggioramento di alcune condizioni di lavoro alla Fiat come aspetti normali del loro quotidiano.</p>
<p>Inoltre, la marcata vocazione manifatturiera di questo paese, specie se confrontata alle altre economie avanzate, ha un perno centrale in quella parte dell’industria meccanica che ha a che fare con l’auto. Sembra quindi cruciale mantenere questa vocazione o determinarne per lo meno una transizione sufficientemente lenta, quando la globalizzazione spinge verso una localizzazione della produzione delle industrie mature &#8211; come quella auto &#8211; all’esterno di questo paese. Per semplificare: quanta produzione industriale e quante automobili si produrranno in Italia nei prossimi anni è la questione che veramente importa al paese. Oggi Fiat produce un numero poco superiore ai 2 milioni tra autoveicoli e veicoli commerciali leggeri. Circa 600,000 di questi sono prodotti in Italia, in pratica tra 1 su 3 e 1 su 4 del totale. In termini di occupazione il peso italiano è ancora maggiore: 4 su 10 dei quasi 200,000 dipendenti di Fiat lavorano in Italia. La produzione Fiat è già ampiamente globalizzata.</p>
<p>Se questi sono i due aspetti caratterizzanti il nostro sistema produttivo, dobbiamo capire in quale relazione siano col nostro principale problema: questo paese non cresce più perché non produce qualcosa di fondamentale, non rivoluziona i consumi da molto tempo. Siamo lentamente diventati dei perfezionatori, degli intermediari produttivi oramai incapaci di scoprire il nuovo. Nel mondo globalizzato, lo spazio per questo ruolo produttivo è diventato molto più stretto che in passato.</p>
<p>Due sono nell’immediato gli scenari possibili. Nel primo gli investimenti nella industria automobilista italiana falliscono e la nostra produzione diventa marginale nel giro di pochi anni. Nel secondo scenario Fiat rimane in Italia per garantire una produzione almeno comparabile all’attuale. Anche nello scenario che tutti auspichiamo, il paese non sarà salvato. Avrà un po’ di ossigeno in più per ripensarsi. Però non avrà risolto quel qualcosa di fondamentale che ha poco a che vedere con la deroga ai contratti nazionali. Si tratta di aprire questo paese al suo futuro, mentre sosteniamo il suo passato.</p>
<p>Abbiamo bisogno di nuove regole sulla rappresentanza sindacale perché quelle esistenti sono inefficienti e ingiuste ma, soprattutto, abbiamo bisogno di concentrarci sulla riallocazione produttiva di un numero molto elevato di lavoratori e competenze che sia in grado di sprigionare energie imprenditoriali e attrarre grandi investimenti in settori non maturi. Una simile transizione è difficile in qualunque paese. Dobbiamo lavorare perché nel nostro non divenga impossibile.</p>
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		<title>Disoccupazione, precariato, salari da fame a tinte fosche il quadro del lavoro nel mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 14:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RAPPORTO ILO L&#8217;Ilo fa il punto sulle tendenze globali: 40 milioni di occupati poveri in più rispetto al 2007, i giovani senza impiego sono due volte e mezzo gli adulti, la metà dei posti perduti riguarda i Paesi ricchi. E non si prevede un miglioramento a breve Giovani, precari, poveri o disoccupati. E&#8217; la descrizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RAPPORTO ILO</p>
<p>L&#8217;Ilo fa il punto sulle tendenze globali: 40 milioni di occupati poveri in più rispetto al 2007, i giovani senza impiego sono due volte e mezzo gli adulti, la metà dei posti perduti riguarda i Paesi ricchi. E non si prevede un miglioramento a breve</p>
<p>Giovani, precari, poveri o disoccupati. E&#8217; la descrizione poco rassicurante che fa il rapporto annuale sulle tendenze globali dell&#8217;occupazione, appena diffuso dall&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo).</p>
<p>Anche se gli indicatori economici principali, come il Pil mondiale, gli investimenti, il commercio internazionale e i mercati finanziari hanno mostrato segnali di ripresa negli ultimi mesi, i mercati del lavoro sono ancora fragili. Persiste un livello di disoccupazione alto, in modo particolare nelle economie avanzate e riguardo ai giovani, mentre nei Paesi in via di sviluppo nuovi posti non significano necessariamente lavori migliori, dignitosi e produttivi.</p>
<p>Il numero dei disoccupati nel mondo si attesta oggi a circa 205 milioni. Non è aumentato molto tra 2009 e 2010 ma è ancora forte lo scarto rispetto al 2007, prima della crisi, di 27,6 milioni. Secondo i ricercatori dell&#8217;agenzia Onu nel 2011 il numero complessivo dovrebbe scendere a 203,3 milioni.</p>
<p>In ogni caso, il dato più eloquente è la differenza tra Paesi avanzati e Paesi in via di sviluppo. Oltre la metà dei posti persi riguarda le economie sviluppate e l&#8217;Unione Europea, nonostante la regione rappresenti solo il 15 per cento della forza lavoro mondiale. Il lavoro nell&#8217;industria europea, ad esempio, è crollato di 9,5 milioni fra il 2007 e il 2009. Al contrario, in Paesi come Brasile, Kazakistan, Sri Lanka, Thailandia e Uruguay l&#8217;industria si sta riprendendo e il tasso di disoccupazione è tornato al di sotto dei livelli pre-crisi. </p>
<p>La minore disoccupazione non si traduce automaticamente in migliore occupazione, però. I lavori precari, quelli dell&#8217;economia informale, non sono cresciuti rispetto al 2008 ma è significativo che questo tasso di &#8220;occupazione vulnerabile&#8221; abbia interrotto il lungo calo registrato fino al 2007. Infatti oggi ci sono 40 milioni di lavoratori poveri in più, con un aumento dell&#8217;1,6 per cento rispetto ad allora. Per &#8220;poveri&#8221; si intende quei lavoratori che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno.</p>
<p>L&#8217;altro dato preoccupante è relativo al numero dei disoccupati giovani: sono due volte e mezzo il numero dei disoccupati adulti e sono sempre più scoraggiati. Nei 56 Paesi per cui si hanno i dati sono scomparsi dal mercato del lavoro 1,7 milioni di giovani. Si tratta di quelli non calcolati come disoccupati perché non risultano più essere alla ricerca attiva di un posto.</p>
<p>&#8220;Questa situazione dimostra l&#8217;incapacità dell&#8217;economia mondiale di garantire un futuro ai giovani&#8221;, ha dichiarato il direttore generale dell&#8217;Ilo, Juan Somavia. &#8220;E questo mina la famiglia, la coesione sociale e la credibilità delle politiche realizzate&#8221;.</p>
<p>Ma il lavoro non è necessario solo per la coesione sociale, quanto per la ripresa stessa e per uno sviluppo che si possa dire davvero sostenibile, dato il legame stretto tra salari reali, consumi e investimenti. E&#8217; troppo forte ancora la differenza fra crescita del prodotto e crescita dell&#8217;occupazione, così come non corrispondono gli aumenti di produttività e quelli dei salari reali. <strong><br />
</strong><br />
A pochi giorni dal Forum economico mondiale di Davos, il messaggio dell&#8217;Ilo è chiaro: &#8220;Non ci si può concentrare solo sulla riduzione dei deficit pubblici senza affrontare la questione della creazione di posti di lavoro&#8221;. Soprattutto, vanno estese le protezioni sociali e incoraggiati gli investimenti nell&#8217;economia reale, per avere mercati del lavoro inclusivi e una crescita vera, basata sui redditi.</p>
<p>Il testo integrale è disponibile e scaricabile online su:<br />
<a title="http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/@dgreports/@dcomm/@publ/documents/publication/wcms_150440.pdf" href="http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/@dgreports/@dcomm/@publ/documents/publication/wcms_150440.pdf" target="_blank">http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/@dgreports/@dcomm/@publ/documents/publication/wcms_150440.pdf</a></p>
<p><strong>PARTITO DEMOCRATICO<br />
</strong><strong>Avv. Lucio Cafarelli<br />
</strong><strong>Responsabile Lavoro Pubblico e Coordinatore Forum Lavoro</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>24.01.11 &#8211; Il Lavoro. I Precari &#8211; Casalecchio di Reno (BO)</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 20:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PARTITO DEMOCRATICO DI CASALECCHIO DI RENO &#8220;Il Lavoro. I Precari.&#8221; SITUAZIONE DEL LAVORO NEL TERRITORIO CASALECCHIESE E NELLA PROVINCIA DI BOLOGNA LUNEDì 24 Gennaio Ore 18:00 “Sala del consiglio comunale” Via dei Mille 9 Casalecchio di Reno (Bo) Intervengono: Piero Gasperini &#8211; Assessore allo sport con delega al lavoro Luigi Mariucci &#8211; Giuslavorista e Responsabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/01/LogoELETTORALEpd.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3271" title="LogoELETTORALEpd" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/01/LogoELETTORALEpd.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>PARTITO DEMOCRATICO DI CASALECCHIO DI RENO</p>
<p><strong>&#8220;Il Lavoro. I Precari.&#8221;<br />
SITUAZIONE DEL LAVORO NEL TERRITORIO CASALECCHIESE E NELLA PROVINCIA DI BOLOGNA</strong></p>
<p><strong>LUNEDì 24 Gennaio Ore 18:00</strong></p>
<p>“Sala del consiglio comunale” Via dei Mille 9 Casalecchio di Reno (Bo)</p>
<p>Intervengono:</p>
<p><em>Piero Gasperini</em> &#8211; Assessore allo sport con delega al lavoro<br />
<em>Luigi Mariucci</em> &#8211; Giuslavorista e Responsabile Lavoro Pd Regionale<br />
<em>Filippo Taddei</em> &#8211; Assistant Professor al Collegio Carlo Alberto di Torino</p>
<p>Saranno presenti gli esponenti locali di: Cgil, Cisl e Cna<br />
Interverranno alcuni lavoratori precari</p>
<p>Coordina:<br />
<em>Riccardo Paccosi</em> &#8211; Segretario circolo precari del Pd di Bologna</p>
<p>A fine iniziativa il Pd di Casalecchio offre un aperitivo, così per conoscersi e confrontarci ancora……………….…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>15.01.11 &#8211; Dopo la crisi nuovi scenari &#8211; Rimini</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 16:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura e vitalità]]></category>
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		<description><![CDATA[conferenza permanente donne democratiche rimini DOPO LA CRISI NUOVI SCENARI Per un&#8217;economia che cambia: creatività, talenti, innovazione… con passione, dedizione, spirito di servizio. RIMINI, sabato 15 gennaio 2011 Sala del Buonarrivo, sede Provincia di Rimini, Corso D&#8217;Augusto 231, ore 9.45 Tavola rotonda Cosa aspettarci? Gli indicatori di sviluppo, ora. Cos’è “la womenomics”. Vera Negri Zamagni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/01/NuovaEconomia-2011-web.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3255" title="NuovaEconomia-2011-web" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2011/01/NuovaEconomia-2011-web-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a></p>
<p>conferenza permanente donne democratiche rimini</p>
<p><strong>DOPO LA CRISI NUOVI SCENARI<br />
Per un&#8217;economia che cambia: creatività, talenti, innovazione… con passione, dedizione, spirito di servizio.</strong></p>
<p><strong>RIMINI, sabato 15 gennaio 2011<br />
</strong>Sala del Buonarrivo, sede Provincia di Rimini, Corso D&#8217;Augusto 231, ore 9.45</p>
<p>Tavola rotonda</p>
<ul>
<li>Cosa aspettarci? Gli indicatori di sviluppo, ora. Cos’è “la womenomics”.<br />
<em>Vera Negri Zamagni</em>, docente di Storia dell’Economia Università di Bologna</li>
<li>Il lavoro delle donne, un ritorno al futuro?<br />
<em>Anna Salfi</em>, CGIL regione Emilia Romagna</li>
<li>Il tempo è denaro? Differenza di genere e conciliazione.<br />
<em>Rosa Amorevole</em>, consigliera regionale di parità</li>
<li>Opportunità di lavoro e di carriera, gli stereotipi di genere, ruolo dei media.<br />
<em>Cristina Molinari</em>, presidente comitato nazionale “Pari o dispare”</li>
</ul>
<p>Presiede e coordina<br />
<em>Antonio Mumolo</em>, consigliere della Regione Emilia-Romagna. Coordinatore dipartimento diritti di cittadinanza, consumo, etica pubblica.</p>
<p>Testimonianze di buone prassi nel servizio pubblico e nelle aziende private</p>
<p><em>Maria Luisa Stoppioni </em>(direttore Museo la Regina Cattolica, le giovani risorse umane e il territorio), <em>Sabrina Vescovi </em>(imprenditrice, sui progetti finanziati per la parità), <em>Antonella Santullo</em> (dirigente Ausl Rimini sul nido aziendale), <em>Maria Maltoni</em> (assessore comunale di Forlì sul bilancio di genere in tempo di crisi), <em>Roberta Frisoni</em> (tutela del lavoro femminile in azienda non italiana).</p>
]]></content:encoded>
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