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	<title>Nelle tue mani &#187; Multiutility</title>
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	<description>Proposte per il PD e per l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>01.06.10 &#8211; I servizi pubblici che vogliamo &#8211; Forlì</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 13:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Al centro i circoli]]></category>
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		<description><![CDATA[I servizi pubblici che vogliamo.  Domande, costi, standard e dure battaglie: Hera, le partecipate, ecc. martedì 1 giugno 2010 ore 20,45 Arena del Liscio, Via Castel Latino 51 &#8211; Vecchiazzano - Forlì Roberto Balzani Sindaco di Forlì Presiede: Marco Di Maio Segretario Unione Territoriale PD Forlì Introduce: Dario Gaspari Segretario dei Giovani Democratici Saranno presenti: Emanuela Briccolani Assessora al bilancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><strong><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/05/PDLabForli_1giugnoOK.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1916" title="PDLabForli_1giugnoOK" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/05/PDLabForli_1giugnoOK-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a>I servizi pubblici che vogliamo. <br />
</span><span style="font-size: small;">Domande, costi, standard e dure battaglie: Hera, le partecipate, ecc.</span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;"><strong>martedì 1 giugno 2010 ore 20,45<br />
</strong>Arena del Liscio, Via Castel Latino 51 &#8211; Vecchiazzano -</span> Forlì</span></p>
<p><strong><em>Roberto Balzani</em></strong><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: x-small;"> <span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Sindaco di Forlì</span></span></span></p>
<p>Presiede: <em>Marco Di Maio</em> Segretario Unione Territoriale PD Forlì<br />
Introduce: <em>Dario Gaspari</em> Segretario dei Giovani Democratici</p>
<p>Saranno presenti:<br />
<em>Emanuela Briccolani</em> Assessora al bilancio<br />
<em>Davide Drei </em>Assessore al Welfare</p>
<p>Con la collaborazione dei Circoli: <em>Ca&#8217; Ossi, Carpena, Resistenza, S.Martino in Strada, Vecchiazzano</em></p>
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		<title>Multiutilities</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2009/11/24/multiutilities/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Multiutility]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la stagione importante delle aziende municipalizzate e consortili la riforma, anche se parziale dei SPL e di segmenti sensibili come il Servizio Idrico Integrato (SII), i rifiuti, il Trasporto Pubblico locale (TPL) e l’intervento legislativo accompagnato da una forte pressione politica da parte della regione hanno dato vita ad alcune grandi Multiutilities pubblico-private, quotate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la stagione importante delle aziende municipalizzate e consortili la riforma, anche se parziale dei SPL e di segmenti sensibili come il Servizio Idrico Integrato (SII), i rifiuti, il Trasporto Pubblico locale (TPL) e l’intervento legislativo accompagnato da una forte pressione politica da parte della regione hanno dato vita ad alcune grandi Multiutilities pubblico-private, quotate in Borsa, che gestiscono servizi di impatto quotidiano per la vita dei cittadini. <strong>Hera ed Enia</strong> sono soggetti economici, imprenditoriali, industriali rilevanti in questa Regione.</p>
<p>Per l’utente la misura dell’efficienza sono le strade pulite, i rifiuti raccolti regolarmente, l’acqua potabile che esce in quantità e qualità senza problemi, l’allacciamento tempestivo, la fatturazione accurata, la tariffazione bassa e socialmente sostenibile, la cortesia e affidabilità degli operatori.</p>
<p>Ogni disservizio ricade immediatamente sulle Amministrazioni come giudizio negativo.</p>
<p>Per l’ente Comune a questi obiettivi di servizio si aggiunge la necessità che la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti e delle acque sporche avvenga nel rispetto degli standard ambientali prescritti a livello europeo, con orizzonti a medio e lungo termine di progressivo miglioramento; che l’espansione urbana sia accompagnata da quella delle reti, che la manutenzione sia effettuata nei modi e nei tempi necessari a mantenere in buono stato il patrimonio pubblico, che l’andamento di bilancio della Società consenta di acquisire una redditività da restituire ai cittadini sottoforma di nuovi servizi o di mantenimento degli esistenti falcidiati dai tagli governativi; per l’ente Provincia si aggiunge la sfida di garantire in tutto il territorio standard di dotazioni elevati anche nelle zone in cui la rarefazione della popolazione rende non conveniente l’espansione delle reti, nuovi impianti, o l’estensione del servizio.</p>
<p>Il mercato come strumento di regolazione che realizza la migliore efficienza dimostra nel caso dei SPL tutta la sua inadeguatezza. <strong>Risalta invece il ruolo del pubblico come soggetto di programmazione, verifica e controllo. </strong>Questa dimensione non è stata adeguatamente curata e ne misuriamo oggi tutto il ritardo. La complessità nel raccordo tra obiettivi a breve e lungo termine, la miriade di Comuni soci, ciascuno privo delle professionalità e delle competenze necessarie, la debolezza organizzativa e politica dei nuovi soggetti collettivi messi in campo (ATO) e la solitudine in cui sono stati lasciati ad affrontare problemi emergenti, richiede che la Regione riprenda saldamente la direzione di un processo che ha ampi margini di miglioramento.</p>
<p>Resta inoltre irrisolto, nell’attuale modello, un nodo politico rilevante: i comuni sono azionisti (detengono la proprietà) e, allo stesso tempo, attraverso l&#8217;assegnazione del servizio &#8216;in house&#8217; (che l&#8217;Europa giustamente ci contesta), affidano il servizio pubblico alla società di cui sono proprietari (quindi a se stessi), senza gara d&#8217;appalto. Inoltre, come se ciò non bastasse, tramite ATO controllano (o dovrebbero farlo) l&#8217;operato delle multiutilities (di cui sono proprietari).</p>
<p>Chi, come noi, si propone di affrontare il problema dei conflitti di interesse deve coerentemente porsi problema di mettere mano a questo intricato meccanismo che assegna a i comuni ruoli fra loro inconciliabili. </p>
<p>Occorre dunque aprire una discussione, in seno al PD. Alcune linee di indirizzo potrebbe essere le seguenti: </p>
<ul>
<li>più potere all’Autorità indipendente di tutela dei consumatori, istituita, ma debole e fiacca, senza raccordo con i territori e le realtà associative;</li>
<li>più intervento regolatore regionale in materia tariffaria con maggiori capacità di verifica;</li>
<li>più obiettivi vincolanti legati agli aspetti ambientali anche con meccanismi di premialità;</li>
<li>più investimenti pubblici (la tariffa non ce la fa a sostenere tutto);</li>
<li>più azione di supporto e coordinamento per gli ATO da parte della Regione</li>
<li>tutte le reti e gli impianti devono essere e restare di proprietà pubblica e nel caso di Romagna acque, società delle Fonti, anche la proprietà di tutte gli approvvigionamenti.</li>
</ul>
<p>Per la Romagna va verificata attentamente la possibilità dell’ATO unico.</p>
<p>Le strategie industriali delle imprese vanno confrontate con orizzonti temporali a medio e lungo termine non con le trimestrali di Borsa, oggetto di manovre speculative e sempre orientate al brevissimo periodo.</p>
<p>Le scelte organizzative e gestionali e i rapporti con i singoli territori attengono alla piena autonomia dell’Assemblea dei Soci, del CdA e del management così come l’articolazione per SOT, la cui efficienza e necessità va continuamente confermata.<strong> Strutture che vanno rese più leggere, senza inutili e costose bardature politiche e con poteri e responsabilità limpide e verificabili pubblicamente.</strong></p>
<p><strong>E comunque non possiamo eludere il tema dei comuni proprietari, controllori e controllati, anche perché l’Europa e la legge nazionale prima o poi ci imporranno di mettere a gara i servizi pubblici.</strong></p>
<p>Questa ulteriore fase del processo di liberalizzazione richiederà da parte di Comuni e Province maggiore capacità di direzione strategica, chiarezza di obiettivi, professionalità e strutture specifiche per la programmazione e il controllo. Gestire processi di questa complessità sarà la sfida dei prossimi anni per gli enti locali ma potrebbe anche essere l’occasione per fare chiarezza finalmente sul ruolo ad essi assegnato.</p>
<p>E non è neppure detto che in uno scenario nuovo in cui i comuni restano proprietari delle reti e acquisiscono il <em>Know How</em> per gestire, controllare e garantire, da appaltatori, la qualità dei servizi pubblici locali, debbano continuare ad essere anche azionisti di controllo delle <em>multiutilities</em> (ormai non più legate ad un territorio ma imprese in grado di concorrere a gestire i servizi in tutta Europa).</p>
<p>Il PD, in questa Regione, è chiamato da subito ad un confronto serio su questi temi tuttora irrisolti.</p>
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