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	<title>Nelle tue mani &#187; Trasparenza e buon funzionamento degli organismi</title>
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	<description>Proposte per il PD e per l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>A proposito di province&#8230; le posizioni del PD</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 14:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A proposito di province&#8230;. Le proposte del Partito Democratico Primi spunti programmatici in tema di Pubblica Amministrazione in vista dell’Assemblea nazionale (Napoli, 28 &#8211; 29 gennaio 2011) La proposta di legge  depositata in Parlamento da Bersani, Franceschini e altri deputati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di province&#8230;.</p>
<p><a href="http://beta.partitodemocratico.it/doc/111989/documento-sullinnovazione-delle-pubbliche-amministrazioni.htm" target="_blank">Le proposte del Partito Democratico</a><br />
Primi spunti programmatici in tema di Pubblica Amministrazione in vista dell’Assemblea nazionale (Napoli, 28 &#8211; 29 gennaio 2011)</p>
<p><a href="http://beta.partitodemocratico.it/doc/212728/modifica-allarticolo-133-della-costituzione-in-materia-di-mutamento-delle-circoscrizioni-provinciali-e-di-soppressione-delle-pro.htm" target="_blank">La proposta di legge</a> <br />
depositata in Parlamento da Bersani, Franceschini e altri deputati</p>
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		<title>Un movimento civico per l’uninominale &#8211; di Salvatore Vassallo</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 13:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
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		<description><![CDATA[Per un bipolarismo sano, con parlamentari scelti dagli elettori La scelta di avviare una campagna referendaria implica sempre un certa disponibilità al rischio. Soprattutto quando si vogliono cambiare regole che incidono direttamente sulla competizione politica. All’inizio degli anni Novanta la scommessa è stata vinta. Un piccolo gruppo di visionari offrì, al momento giusto, agli elettori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per un bipolarismo sano, con parlamentari scelti dagli elettori</em></p>
<p>La scelta di avviare una campagna referendaria implica sempre un certa disponibilità al rischio. Soprattutto quando si vogliono cambiare regole che incidono direttamente sulla competizione politica.</p>
<p>All’inizio degli anni Novanta la scommessa è stata vinta. Un piccolo gruppo di visionari offrì, al momento giusto, agli elettori italiani la strada che stavano aspettando per il cambiamento. Le uniche riforme istituzionali degne di questo nome sperimentate dal 1993 ad oggi vengono da lì: il collegio uninominale, il maggioritario, l’elezione diretta dei sindaci, la costruzione del bipolarismo. Neanche le primarie sarebbero arrivate senza queste premesse.</p>
<p>Quel poco o tanto di riforme introdotte per via referendaria non solo non è stato completato dal Parlamento con una revisione oculata della Costituzione e di altre leggi ordinarie. Non solo. Nel 2005 la Lega di Bossi, An, l’Udc di Casini e i berlusconiani, hanno rifatto il sistema elettorale sulle base delle convenienze loro e, va detto, della convenienza dei “gruppi dirigenti” di tutti i partiti.</p>
<p>I referendum sono sempre un azzardo perché la strada per la loro ammissibilità presso la Corte costituzionale è stretta (possono solo tagliare leggi o parti di leggi, ma devono lasciare in vigore una normativa che possa essere immediatamente applicata). Ma la creatività dei riformatori fino ad oggi ha trovato diverse mosse astute per attraversarla. La sfida, come dicono Arturo Parisi e Pierluigi Castagnetti, sta oggi nel redigere un quesito che ripristini la legge Mattarella, ci restituisca i collegi uninominali e riabiliti la politica. L&#8217;intervento di Salvatore Curreri chiarisce che è difficile ma non impossibile.</p>
<p>L’iniziativa è resa ancora più necessaria dalla vera e propria truffa che, sempre per via referendaria, qualcun altro sta tentando di perpetuare ai danni per ora di autorevoli concittadini e domani dell’intero elettorato. Come dimostra Stefano Ceccanti, “aggiungere” per via referendaria il voto di preferenza alle liste del Porcellum è impossibile. Senza nulla togliere all’acume di Ceccanti, va detto che chiunque legga ciò che residua dal referendum Passigli capisce che il suo quesito anti-liste-bloccate non sta in piedi in nessun modo. E che quindi è un puro specchietto per le allodole. Serve a trainare la raccolta delle firme su un altro quesito che ha serie possibilità d’essere ammesso dalla Corte e che a Passigli, o a chi per lui, evidentemente interessa di più: quello che trasforma il porcellum in un sistema elettorale perfettamente proporzionale con soglia di sbarramento al 4%. Praticamente uguale al sistema tedesco… Con la differenza che da noi rimarrebbero le lunghe liste bloccate!</p>
<p>I referendum sono un azzardo anche perché la partecipazione potrebbe poi rivelarsi insufficiente, perché il fiume dell’opinione pubblica potrebbe prendere al momento della verità un corso diverso da quello che ci si attende. Ma non c’è dubbio che oggi quel rischio vada affrontato senza tentennamenti. Creando un largo e plurale movimento civico per il ritorno al collegio uninominale.</p>
<p><a href="http://www.scuoladipolitica.it/web/magazine.aspx?did=538" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo su www.scuoladipolitica.it</a></p>
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		<title>Sulle primarie</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 21:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli Stati Uniti il processo di selezione delle candidature dei partiti è quasi integralmente regolato da leggi statali. In USA la &#8220;nomination&#8221; (qualificazione della persona a concorrere ad una carica pubblica) e &#8220;selection&#8221; (procedimento del partito politico per scegliere il proprio candidato) coincidono. Due studiosi di scienza politica statunitense (Polsby e Wildavsky) suggeriscono sette “standards” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli Stati Uniti il <a title="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-valbruzzi_marco/sku-12269208/primarie_partecipazione_e_leadership_.htm" href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-valbruzzi_marco/sku-12269208/primarie_partecipazione_e_leadership_.htm">processo di selezione delle candidature</a> dei partiti è quasi integralmente regolato da leggi statali. In USA la <em>&#8220;nomination&#8221;</em> (qualificazione della persona a concorrere ad una carica pubblica) e <em>&#8220;selection&#8221; </em>(procedimento del partito politico per scegliere il proprio candidato) coincidono. Due studiosi di scienza politica statunitense <em>(</em><em>Polsby e Wildavsky</em>) suggeriscono sette “standards” per valutare l’efficacia e l’efficienza di un metodo di &#8220;candidate selection&#8221;:</p>
<ol>
<li>Contribuire alla preservazione del sistema bipartitico</li>
<li>Contribuire a rendere certa e forte la competizione tra i partiti</li>
<li>Mantenere un certo grado di coesione e di accordo nei partiti</li>
<li>Generare candidati capaci di ottenere un vasto sostegno tra gli elettori</li>
<li>Condurre alla scelta di candidati ragionevolmente qualificati</li>
<li>Cercare di far accettare i candidati selezionati come legittimati</li>
<li>Creare governanti e rappresentanti capaci di generare un solido consenso e sostegno intorno a quelle politiche pubbliche che essi intendono perseguire</li>
</ol>
<p>Queste regole sono adatte al sistema americano noi invece dovremmo proporre degli “standards” adatti al nostro sistema italiano. Proviamo a costruire anche noi le nostre sette regole (possono anche essere di più o di meno). Fare una riflessione che non parte dallo strumento ma da ciò che vogliamo, da ciò che si può costruire tenendo presente il nostro sistema politico con i suoi pregi e i suoi difetti. Infine valutiamo se le primarie come sono oggi per vedere se soddisfano tutti i requisiti stabiliti.</p>
<p>Marino, nell’ultima direzione nazionale del PD, ha detto che sarà organizzato un seminario con esperti internazionali al fine di elaborare una proposta per migliorare il metodo di gestione e organizzazione delle primarie. Noi potremmo contribuire, abbiamo l&#8217;esperienza sul campo!</p>
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		<title>PD ER: Taglio stipendi Regione, il commento di Marco Monari</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 22:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«I Consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna sono gli ultimi per emolumenti ricevuti e i primi in Italia ad averli decurtati». Così il Presidente del Gruppo PD in Regione Emilia-Romagna Marco Monari, che ha affermato: «Il progetto di legge in discussione oggi in aula è stato presentato dalla maggioranza e poi, in Commissione, è stato accolto da Pdl, Udc [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/12/logoPDER.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3192" title="logoPDER" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/12/logoPDER.jpg" alt="" width="165" height="158" /></a>«I Consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna sono gli ultimi per emolumenti ricevuti e i primi in Italia ad averli decurtati». Così il Presidente del Gruppo PD in Regione Emilia-Romagna <strong>Marco Monari</strong>, che ha affermato: «Il progetto di legge in discussione oggi in aula è stato presentato dalla maggioranza e poi, in Commissione, è stato accolto da Pdl, Udc e Lega Nord, passando da provvedimento di parte a provvedimento dell’aula». </p>
<p>«<strong>Rigore e serietà sono la parola d’ordine, in questa Regione, da sempre</strong>, sin da quando ci ha preceduto si è seduto con onore in questa Assemblea Legislativa – ha proseguito Monari &#8211; L’Emilia-Romagna è impegnata da tempo nell’opera della riduzione dei costi, prova ne è il provvedimento che abbiamo approvato nella passata legislatura che ha ridotto il numero dei Consiglieri da 67 a 50. Un’opera che è proseguita in questi mesi e che proseguirà in futuro, per ridurre i costi di funzionamento della macchina, per migliorare sempre più. Lavoriamo per risparmi concreti ma, attenzione, non a scapito di quell’efficienza che è il fiore all’occhiello di questa Regione e che ci viene richiesta, in primis, dai nostri cittadini. E’ compito della classe dirigente combattere il degrado, avere più decoro, più moralità, più doveri. E, a proposito della riduzione dei costi che noi qui stiamo decidendo e che per qualcuno non sarebbe abbastanza, domandiamoci: dobbiamo decurtare le indennità per farle corrispondere al degrado e alla crescente irrilevanza della funzione, o dobbiamo invece combattere il degrado e l’irrilevanza della nostra funzione? Può una democrazia sopravvivere a lungo all’esaurimento della funzione della rappresentanza? Io credo di no, e penso che la deriva proposta da chi si muove in una direzione presidenzial-populistica faccia molto male alla qualità della nostra democrazia».</p>
<p><strong>Nel dettaglio il progetto di legge prevede una riduzione del 10% delle indennità mensili di carica e di funzione dei consiglieri. Per quanto riguarda la terza voce che va a comporre l&#8217;indennità, la diaria, «questa ha subito una riduzione ancora maggiore al 10%» ha spiegato ancora Monari. Cambia anche il rimborso delle spese di trasporto, fino ad oggi forfettario, che diventa a piè di lista, rapportandosi alle reali presenze dei consiglieri</strong>.<br />
«Si tratta di una svolta di portata storica – ha infine concluso Monari – Con il provvedimento di oggi manteniamo fede agli impegni presi con i con i nostri cittadini in campagna elettorale, proseguendo sulla via della sobrietà e del risparmio».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>12.12.10 &#8211; Anagrafe pubblica degli eletti &#8211; Modena</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 20:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura della legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[antonio mumolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Riccardo Macchioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Anagrafe pubblica degli eletti Che cosè e a che punto siamo in Emilia-Romagna Ne discutiamo con: Antonio Mumolo Consigliere regionale PD On. Marco Beltrandi Deputato Radicale eletto nelle liste del PD Introducono: Federica Di Padova Segretaria GD Modena Città Riccardo Macchioni Segretario Associazione Radicali Moden ci vediamo Domenica 12 dicembre alle ore 18,30 in Via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/12/volantino-anagrafe-bdegli-eletti-corretto..jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3126" title="volantino anagrafe bdegli eletti corretto." src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/12/volantino-anagrafe-bdegli-eletti-corretto.-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a><strong>Anagrafe pubblica degli eletti<br />
Che cosè e a che punto siamo in Emilia-Romagna</strong></p>
<p>Ne discutiamo con:<br />
<em>Antonio Mumolo</em> Consigliere regionale PD<br />
<em>On. Marco Beltrandi</em> Deputato Radicale eletto nelle liste del PD</p>
<p>Introducono:<br />
<em>Federica Di Padova</em> Segretaria GD Modena Città<br />
<em>Riccardo Macchioni</em> Segretario Associazione Radicali Moden</p>
<p>ci vediamo</p>
<p><strong>Domenica 12 dicembre alle ore 18,30</strong><br />
in Via Balugola 24 (traversa Corso Canalchiaro) nella sede del PD Centro Storico</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rassegna stampa sulle primarie</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 16:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rassegna stampa sulle dichiarazioni di Bonaccini relativamente alle primarie per le elezioni politiche L&#8217;Unità 26/9/2010 - Bonaccini: «In caso di elezioni li sceglieremo con le primarie» L&#8217;Informazione di Reggio Emilia 26/9/2010 - Il PD si interroga sulla necessità delle primarie L&#8217;Unità 27/9/2010 - «In Emilia Romagna le faremo: c’è sintonia con iscritti ed elettori» Sito PD E-R: http://www.pder.it/index.html?idpg=7&#38;id=1651 Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La rassegna stampa sulle dichiarazioni di Bonaccini relativamente alle primarie per le elezioni politiche</div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/09/Unita-20100926-Bonaccini.pdf" target="_blank">L&#8217;Unità 26/9/2010</a> - Bonaccini: «In caso di elezioni li sceglieremo con le primarie»</li>
<li><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/09/Informazione_RE2609.pdf" target="_blank">L&#8217;Informazione di Reggio Emilia 26/9/2010</a> - Il PD si interroga sulla necessità delle primarie</li>
<li><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/09/Unita-20100927.pdf" target="_blank">L&#8217;Unità 27/9/2010</a> - «In Emilia Romagna le faremo: c’è sintonia con iscritti ed elettori»</li>
<li>Sito PD E-R: <a href="http://www.pder.it/index.html?idpg=7&amp;id=1651" target="_blank">http://www.pder.it/index.html?idpg=7&amp;id=1651</a></li>
</ul>
<div>Il documento preparato a partire dalla rete &#8220;Cambia l&#8217;Italia&#8221; di Reggio Emilia e sottoscritto da altri democratici di varia &#8220;provenienza&#8221; <a href="http://deciditureggioemilia.blogspot.com/" target="_blank">http://deciditureggioemilia.blogspot.com/</a></div>
</div>
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		<title>AudiElettori: il vostro parere sulle politiche del PD ER</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Buone prassi]]></category>
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		<category><![CDATA[Trasparenza e buon funzionamento degli organismi]]></category>
		<category><![CDATA[AudiElettori]]></category>

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		<description><![CDATA[Da www.pder.it E&#8217; attiva sul portale del PD dell&#8217;Emilia-Romagna una sezione che permette di iscriversi per ricevere periodicamente un questionario per raccogliere indicazioni, orientamenti, giudizi, sull&#8217;attività politica del PD, sulle sue proposte, su tematiche di interesse locale e nazionale http://www.pder.it/index.html?idpg=34]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/09/logoPDER.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2400" title="logoPDER" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/09/logoPDER.jpg" alt="" width="165" height="158" /></a>Da <a href="http://www.pder.it">www.pder.it</a></p>
<p>E&#8217; attiva sul portale del PD dell&#8217;Emilia-Romagna una sezione che permette di iscriversi per ricevere periodicamente un questionario per raccogliere indicazioni, orientamenti, giudizi, sull&#8217;attività politica del PD, sulle sue proposte, su tematiche di interesse locale e nazionale</p>
<p><a href="http://www.pder.it/index.html?idpg=34">http://www.pder.it/index.html?idpg=34</a></p>
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		<title>20.05.10 &#8211; Il laboratorio di Forlì una città in movimento</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2010/05/19/20-05-10-il-laboratorio-di-forli-una-citta-in-movimento/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 08:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Katia Zattoni]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratorio di Forlì]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Rava]]></category>
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		<description><![CDATA[Partecipare a che cosa? Amministrazione e cittadinanza attiva nella Forlì degli anni Dieci 20 maggio 2010 ore 20,45 Sede Circoscrizione 2 Via Sillaro 42 Cava Roberto Balzani Sindaco di Forlì Presiede: Marco Di Maio Segretario Unione Territoriale PD Forlì Introduce: Thomas Casadei Consigliere regionale Saranno presenti: Paolo Rava Assessore all’urbanistica Katia Zattoni Assessora al decentramento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/05/PD_LabForli_CAVALow.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1808" title="PD_LabForli_CAVALow" src="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/05/PD_LabForli_CAVALow-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a></p>
<p><strong>Partecipare a che cosa?<br />
Amministrazione e cittadinanza attiva nella Forlì degli anni Dieci</strong></p>
<p><strong>20 maggio 2010 ore 20,45</strong><br />
Sede Circoscrizione 2 Via Sillaro 42 Cava</p>
<p><em>Roberto Balzani</em> Sindaco di Forlì</p>
<p>Presiede: <em>Marco Di Maio</em> Segretario Unione Territoriale PD Forlì<br />
Introduce: <em>Thomas Casadei</em> Consigliere regionale</p>
<p>Saranno presenti:<br />
<em>Paolo Rava</em> Assessore all’urbanistica<br />
<em>Katia Zattoni</em> Assessora al decentramento e partecipazione</p>
<p>Con la collaborazione dei Circoli: <em>Cava- Villanova, Romiti, Villagrappa</em></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/05/PDLaboratorioForliSmall.jpg" target="_blank">Leggi il programma  completo &#8220;Il laboratorio di Forlì una città in movimento&#8221;</a></span></p>
<hr />
<strong>Le ragioni di una proposta</strong></p>
<p>Non è semplice, nell’Italia del 2010, amministrare un comune. Gli effetti della crisi sulle entrate, la frenata imposta dal rispetto del patto di stabilità agli investimenti ed il contemporaneo accrescersi dei bisogni più elementari presso molte famiglie danno il senso di uno schema in qualche modo già prefigurato, con margini di manovra minimi per gli eletti. Gli spazi sono indubbiamente ridotti, tant’è che l’impegno di sindaci, presidenti di province e assessori, in questo momento, è soprattutto quello di operare ogni economia possibile per recuperare un minimo di elasticità sul versante della spesa: operazione complicata dal rischio di snaturare l’impianto sociale del municipio democratico, riducendolo a pura ramificazione periferica della stato, in grado di erogare servizi, per così dire, standard e poco altro.</p>
<p>E’ chiaro che, nel contesto del grande processo di ricentralizzazione del potere in Italia, che oggi silenziosamente si consuma, per ironia della sorte, in misura direttamente proporzionale all’evocazione del suo esatto contrario, il federalismo, pare davvero arduo comunicare qualcosa che non sappia di resa al fatto compiuto o di supina accettazione della retorica governativa. E però è importante provarci. E’ importante che un’amministrazione democratica dica, racconti i suoi problemi, le sue battaglie, i suoi successi, calandoli dentro un discorso pubblico di respiro più vasto, per testimoniare le concrete modalità attraverso le quali i progetti e le aspirazioni della campagna elettorale si stanno traducendo in azioni pratiche.</p>
<p>Il Partito democratico intende farsi carico di questa traduzione, ovvero del passaggio d’informazioni e di temi dal ristretto ambito degli addetti ai lavori alla platea dei militanti e degli elettori, che talora si chiedono legittimamente che cosa accada, quali siano le dinamiche della “macchina pubblica” locale in questo avvio di legislatura. Ma, compiendo questo passaggio, che non sarà di notarile rendicontazione, il Partito democratico intende pure ricostruire, ridefinire il senso della partecipazione politica in un’epoca nella quale i partiti non sono più né i “nuovi principi”, né i “grandi burattinai”, ma più semplicemente il punto di aggregazione di domande plurime e talora contraddittorie, selezionate sulla base di alcune grandi narrazioni di riferimento.</p>
<p>Questi incontri infrangeranno molti tabù, molti luoghi comuni, molte rappresentazioni antiquate della politica, che non esistono più magari da tempo, ma che permangono nella mentalità di diversi semplici cittadini; e, nello stesso tempo, racconteranno la durezza e la passione del fare politica negli anni Dieci del XXI secolo, i punti di forza e anche le questioni aperte circa l’amministrazione della democrazia nell’età della “delegittimazione permanente”, a rischio paralisi perché sempre in bilico fra credito e discredito.</p>
<p>Ti invitiamo a questi cinque atti di sincerità con noi stessi e con la nostra gente, al termine dei quali contiamo di uscire, se non migliori, almeno più consapevoli della responsabilità che comporta amministrare e partecipare alla vita pubblica nel “laboratorio di Forlì”. Ti aspettiamo.</p>
<p>Roberto Balzani &#8211; Sindaco di Forlì</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>IL SENSO DI UNA MISSIONE &#8211; Contributo per il Congresso provinciale 2010 di Ravenna</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 19:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura e vitalità]]></category>
		<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza e buon funzionamento degli organismi]]></category>
		<category><![CDATA[Congressi provinciali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il risultato delle Regionali ci ha detto che per corrispondere alle aspettative che la nascita del Pd aveva suscitato, per far crescere una cultura, curiosa, ospitale, aperta alle domande della società, per dare risposte ispirate a valori di libertà, giustizia e solidarietà la strada da fare è ancora molta. Un voto che va guardato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il risultato delle Regionali ci ha detto che per corrispondere alle aspettative che la nascita del Pd aveva suscitato, per far crescere una cultura, curiosa, ospitale, aperta alle domande della società, per dare risposte ispirate a valori di libertà, giustizia e solidarietà la strada da fare è ancora molta.</p>
<p>Un voto che va guardato in faccia con realismo e che indica la urgente necessità di dotare il PD di un programma e di un&#8217;organizzazione con profonde radici nella società.</p>
<p>Scelte da compiere con coraggio e determinazione, aprendo una stagione di profondo rinnovamento e facendo avanzare una nuova leva di dirigenti che dia garanzie di qualità.</p>
<p>Ci siamo ritrovati per preparare un documento da proporre ad Alberto Pagani, candidato alla Segreteria del PD della nostra provincia.</p>
<p>Confermiamo la nostra stima nei suoi confronti e gli chiediamo di imboccare con determinazione la strada dell’apertura verso tutte le espressioni progressiste della società e del rinnovamento.</p>
<p>Abbiamo quindi deciso di dare massima visibilità al documento e chiediamo a tutti gli iscritti del Pd di leggerlo e, se lo ritengono condivisibile, sottoscriverlo.</p>
<p>Nello spirito del PD, al servizio del Paese, senza altre appartenenze e interessi se non il buon funzionamento e l’affermazione del nostro partito.</p>
<p><strong>Il senso di una missione.</strong></p>
<p>Non si può parlare dei partiti senza affrontare il tema della democrazia e non si può parlare della salute della democrazia se non la mettiamo in rapporto con le domande e le espressioni della società civile.</p>
<p>C’è un rapporto tra la crisi della democrazia parlamentare che stiamo attraversando e la crisi dei partiti.</p>
<p>La contrapposizione tra società civile e partiti è, in democrazia, innaturale.</p>
<p>Ci può essere politica senza democrazia, ma non ci può essere democrazia senza politica.</p>
<p>Il Pd è nato con l’obbiettivo di alzare la qualità della democrazia in Italia, per migliorare le condizioni di vita dei cittadini e affrontare le sfide del nuovo secolo nel mondo multipolare e interdipendente.</p>
<p>Il suo primo compito, attingendo al meglio delle tradizioni riformiste, è innovare la cultura politica così da corrispondere alle domande e ai bisogni della nuova Italia.</p>
<p>Per poterlo fare deve stabilire un rapporto di osmosi con la società civile così che i partiti siano restituiti alla loro funzione costituzionale e le istituzioni possano funzionare ed essere rappresentative.</p>
<p>La società è la sorgente della democrazia, il luogo delle energie sociali che esprimono attese, formulano progetti, chiedono di essere riconosciute e di trasformarsi in politica.</p>
<p>Se la società ripiega su se stessa, non coltiva idee generali e una visione del futuro, non preme per partecipare, esserci, contare scompare la politica e, con esse, la democrazia.</p>
<p>L’essenza di un nuovo modo di fare politica è dunque l’attivazione di nuovi canali di comunicazione, di coinvolgimento, di corresponsabilizzazione.</p>
<p>La partecipazione rappresenta un fondamentale carattere identitario del Pd, il suo peculiare modo di essere e di relazionarsi.</p>
<p>Non può restare solo un mito fondativo.</p>
<p>Dobbiamo riuscire a farla vivere nei processi decisionali ad ogni livello.</p>
<p>Un Pd in grado di attivare originali forme di partecipazione rende un servizio a se stesso e alla democrazia in Italia.</p>
<p>La politica è organizzazione di persone e di idee: rendiamola attraente e rappresentativa e la qualità delle nostre proposte migliorerà.</p>
<p>Questa idea di partito aperto e permeabile, ad alta intensità di vita democratica, presente nella ragione fondativa del Pd, estranea alle altre formazioni politiche, fatica tuttavia ad affermarsi, come trattenuta da fili invisibili, in difficoltà a trovare un equilibrio tra diffusione della responsabilità e sintesi decisionale.</p>
<p>La differenza delle posizioni sulle forme organizzative, che ha assorbito tanta parte delle energie congressuali, non rende conto, da sola, di una difficoltà così forte e protratta.</p>
<p>Al di là della volontà di chi coltiva, tuttora, del partito una concezione chiusa, autoreferenziale e verticista, siamo evidentemente in presenza della difficoltà culturale di un intero gruppo dirigente ad elaborare le forme di una moderna responsabilizzante partecipazione e di un rinnovamento intelligente divenuto, nel frattempo, indispensabile al raggiungimento dell’obbiettivo.</p>
<p>Bisogna prendere coscienza del limite, andare oltre la soglia dell’esortazione e spezzare l’inerzia promuovendo un percorso di ricerca delle energie migliori che si allarghi progressivamente verso la società civile come cerchi nell’acqua.</p>
<p>Si rende tanto più urgente la verifica sperimentale sul territorio di modelli di vita interna partecipati e trasparenti capaci di stimolare e accogliere il contributo di passione e di competenza di chi, e sono tanti, cerca nel Pd il punto di riferimento per la rinascita civile dell’Italia.</p>
<p><strong>1) Garantire il buon funzionamento di tutti gli organi</strong></p>
<p>Il rapporto fra direttivo ed esecutivo va impostato secondo un criterio di integrazione funzionale.</p>
<p>Il direttivo va composto secondo criteri di qualità e rappresentatività.</p>
<p>I componenti degli organismi provinciali devono rispondere all&#8217;esigenza di un ricambio generazionale non limitato ai soli canoni anagrafici, ma di culture, esperienze attraverso una selezione orientata alla rappresentatività di pluralità di genere, generazioni, gruppi sociali e professionali e di una rappresentatività territoriale..</p>
<p>Decide sui temi politici locali più rilevanti e viene coinvolto sulle grandi scelte nazionali.</p>
<p>E’ necessario rendere pienamente funzionanti gli organi di governo del partito. Per facilitare questo compito è necessario istituire organi di dimensioni tali da favorire la discussione ed istituire meccanismi di funzionamento trasparente.</p>
<p>In particolare si propone di:</p>
<p>- istituire una segreteria con compito di direzione politica composta da un massimo di 10 persone;</p>
<p>- istituire un esecutivo di massimo 20 persone;</p>
<p>- istituire una direzione provinciale di massimo 80 persone;</p>
<p>- redigere verbale durante ogni riunione da trasmettere a tutti i componenti entro la settimana successiva, comprendente le conclusioni del segretario;</p>
<p>- prevedere la registrazione delle presenze tramite firma, separate fra eletti ed invitati, consultabile su richiesta dagli iscritti al partito;</p>
<p>- istituire fra i componenti la direzione, integrabili anche con personalità esterne, dipartimenti di lavoro a tema e permanenti, dotati di risorse, con compito di monitorare con tempistiche non a schema fisso e di relazione, con parere “abbastanza” vincolante alla direzione.</p>
<p>L’esecutivo programma, seleziona e istruisce le questioni da proporre al direttivo e da corso alle decisioni adottando le formule organizzative e relazionali più appropriate.</p>
<p>Gli amministratori sono membri invitati, senza diritto di voto sulle questioni che riguardano l’esercizio delle loro funzioni.</p>
<p>Il segretario e l’esecutivo propongono al direttivo i temi e i modi del coinvolgimento di simpatizzanti ed elettori non iscritti al Pd.</p>
<p><strong>2) Orientamento alla società</strong></p>
<p>Il partito deve favorire il confronto culturale con un’azione di approfondimento, animazione e informazione su tutte le grandi questioni civili ed etiche che percorrono le società moderne, formano il senso civico, influenzano i costumi di vita, confluiscono nella politica come luogo di condivisione e formazione dei progetti per il futuro.</p>
<p>Il Pd deve essere società, ritrovare e valorizzare la forza di una militanza generosa ed intelligente e ricercare l’apporto di chi ha con i partiti un rapporto di adesione meno intensa ma non meno preziosa, seguendo il profilo di un’organizzazione a geometria variabile.</p>
<p>Occorre stabilire un circuito permanente di ascolto, confronto e progettazione. Tutto deve essere pienamente aperto alla condivisione e teso a realizzare il massimo coinvolgimento e la massima corresponsabilizzazione.</p>
<p>In questo quadro va rilanciato il rapporto con associazioni, comitati, movimenti di cittadini, nella comune ricerca e tutela del benessere collettivo.</p>
<p>Tutta l’organizzazione deve avere questa ispirazione.</p>
<p>Radicamento e apertura sono concetti coessenziali, non alternativi.</p>
<p>I circoli costituiscono la prima espressione di questo modo di essere e di fare politica.</p>
<p>Occorre integrare modalità di coordinamento che assicuri la più efficace trasmissione delle pratiche di successo, favorendo relazioni di rete tra i circoli e le persone che li animano.</p>
<p>Occorre assumere modalità e pratiche che rispettino i tempi di vita e di lavoro delle persone che non fanno della politica una professione, per favorire la partecipazione e l’apporto professionale e culturale dei cittadini.</p>
<p><strong>3) Formazione e selezione dei gruppi dirigenti.</strong></p>
<p>L’allargamento della partecipazione è la premessa di ogni serio processo di selezione dei migliori con lo scopo di formare una classe dirigente all’altezza dei compiti che si assumerà.</p>
<p>Un partito che ha l’ambizione di rappresentare il punto di riferimento per il governo dell’Italia non deve mai trovarsi nella condizione di promuovere ad incarichi di responsabilità una persona perché non ci sono altre soluzioni.</p>
<p>Sarebbe la denuncia del suo fallimento. Il rinnovamento deve essere non solo generazionale, ma anche di approcci, culture ed esperienze; questo garantisce la vita di una formazione politica non solo perché ne assicura la continuità ma perché immette nel confronto punti di vista diversi necessari ad una fertile dialettica delle idee.</p>
<p>Confronto e responsabilizzazione sono la base di ogni percorso formativo che deve prevedere una verifica sperimentata della attitudini a ricoprire incarichi importanti.</p>
<p>Il Pd ha il dovere, nei confronti dei propri aderenti e delle comunità amministrate, di portare al governo dei processi politici e istituzionali le proprie risorse migliori.</p>
<p>Nessun criterio deve essere anteposto a questo, che può, al più, essere collegato all’esigenza di avere una rappresentanza di genere e anagrafica rafforzata rispetto a quella attuale.</p>
<p>La politica, come ogni attività umana, richiede a certi livelli professionalità che si acquisisce attraverso l’esperienza nella direzione dei processi decisionali.</p>
<p>Non deve però necessariamente coincidere con un professionismo che si protrae per tutta la vita, determina automatismi incongrui e finisce per ostruire i percorsi e limitare l’apporto prezioso di competenze maturate al di fuori dei tracciati tradizionali.</p>
<p>La fase storica che ha visto la prevalenza assoluta di questi caratteri si sta consumando spontaneamente ed è questo il momento giusto per progettare un nuovo equilibrio che contrasti i furori distruttivi dell’antipolitica e assuma l’esigenza di rendere più flessibili e accoglienti i canali di accesso alle responsabilità di chi è portatore di esperienze diverse e altrettanto importanti.</p>
<p>Per le nomine degli amministratori di enti e di società controllate/partecipate occorre applicare rigorosi parametri di competenza, di cui venga dato conto con la massima trasparenza.</p>
<p>I rappresentanti del partito ad ogni livello devono garantire assoluta correttezza e trasparenza nella vita pubblica e in quella privata.</p>
<p><strong>4) La sostenibilità come chiave dello sviluppo.</strong></p>
<p>Economia, welfare e lavoro devono essere al centro dell’attenzione politica.</p>
<p>Il PD deve essere protagonista politico di un nuovo grande e forte patto tra eletti ed elettori, tra istituzioni e società civile, tra la politica e i cittadini, un patto fondato su questi tre pilastri.</p>
<p>Solo in questo modo potremo essere portatori di un’idea forte della politica, una politica che sia mediazione alta dei diversi bisogni, che tuteli i diritti dei più deboli, fondata sui diritti di cittadinanza e su un modello di società che abbia al centro le persone e l’innalzamento della qualità di vita per tutti.</p>
<p>Senza sviluppo non c’è benessere materiale delle persone e delle comunità, né la possibilità di ripartire le risorse in modo equo, riducendo la distanza che si è fatta così ampia da compromettere la coesione del corpo sociale.</p>
<p>Lo sviluppo alimenta il circuito virtuoso delle libertà e dei diritti che, a loro volta, in una società della conoscenza, sorreggono nuove opportunità economiche.</p>
<p>La sostenibilità ambientale è diventata, nel frattempo, la condizione stessa di riproducibilità del sistema che ci ha dato il benessere.</p>
<p>Se non viene affrontata e risolta ostruisce il cammino dello sviluppo.</p>
<p>La Green Economy è la risposta alla crisi nella prospettiva di una ricongiunzione tra economia ed ecologia.</p>
<p>Economia verde che non è solo un importante versante dell’economia su cui orientare l’innovazione delle imprese ma una concezione di vita, Green Life, che riconsidera, in un mondo sempre più congestionato i modi di produzione e di consumo.</p>
<p><strong>5) Rapporto tra il Partito e le Amministrazioni</strong></p>
<p>Negli enti locali e nelle società a partecipazione pubblica, nelle istituzioni della Provincia di Ravenna, dove il PD è investito di responsabilità a tutti i livelli di governo locale, occorre stabilire un corretto ed efficace rapporto tra il Partito e le Amministrazioni che, nel rispetto delle rispettive funzioni, sia in grado di impegnare gli organi di direzione politica nella discussione e sulle scelte che il partito di maggioranza propone per la città.</p>
<p>Dove sono in gioco interessi collettivi e scelte strategiche (servizi pubblici locali, scelte urbanistiche e inerenti lo sviluppo economico, politiche sociali ) il PD, nei suoi organi dirigenti di livello corrispondente (direzioni comunali e provinciali) deve essere in grado di discuterne in tempo utile per far conoscere agli amministratori il proprio orientamento.</p>
<p>In questo senso vanno ridisegnati anche i ruoli dei circoli, che vanno adeguatamente sostenuti per raccogliere istanze e costituire reali luoghi di partecipazione attiva alla vita della comunità locale.</p>
<p>Particolare attenzione va posta nella costruzione di strumenti di democrazia partecipativa, come stimolo, proposta e verifica del lavoro degli amministratori. La costruzione del programma di mandato, bilanci partecipati, bilanci di mandato, valutazione dei risultati delle politiche pubbliche devono essere frutto della partecipazione attiva dei circoli.</p>
<p><strong>Un’idea di sviluppo e di benessere</strong></p>
<p><strong>Temi politici territorio ravennate</strong></p>
<p>Il nuovo Segretario Provinciale, la Segreteria e la Direzione che saranno chiamati a dettare le linee guida per i prossimi anni del nostro territorio riteniamo che dovranno occuparsi di questi temi.</p>
<ul>
<li>• arrestare il consumo del territorio incentivando il recupero del patrimonio edilizio esistente;</li>
<li>• progettare lo sviluppo su area vasta, rafforzando i legami di sistema e ricercando relazioni di rete anche oltre l’ambito provinciale;</li>
<li>• il lavoro e le imprese: perseguire uno sviluppo economico intersettoriale equilibrato che favorisca l’innovazione nel settore industriale e artigiano e sostenga l’agricoltura del territorio; sicurezza sul lavoro;</li>
<li>• ridurre, per quanto di competenza delle istituzioni locali, gli adempimenti delle imprese all’essenziale per garantire il rispetto delle leggi e la tutela dei cittadini;</li>
<li>• incalzare il Governo sulle questioni infrastrutturale irrisolte nell’ottica di una revisione dei trasporti che deve avere una natura di sistema padano e nazionale, per renderli più efficienti ed economici e per proteggere la salute dei cittadini minacciata dall’inquinamento; rafforzare l’azione sul fronte della mobilità cittadina che, nelle città di medie dimensioni, vede ridursi progressivamente l’apporto dei mezzi pubblici sempre più circoscritti ad una tipologia d’utenza meno avvantaggiata;</li>
<li>• in generale va previsto un piano di trasporto che nel medio periodo sposti la mobilità regionale dalla gomma verso il ferro – green mobility- (potenziamento degli spostamenti dei pendolari da e verso i grandi centri della regione). Conseguentemente potenziare anche parcheggi scambiatori esterni;</li>
<li>• blocco della costruzione di nuovi ipermercati, valorizzazione dei centri storici, rilancio attività commerciali ed artigianali;</li>
<li>• contrazione con i nuovi POC delle aree edificabili e inserimento nei POC di criteri di risparmio energetico, energie rinnovabili e bioedilizia; incentivare la costruzione di edifici privi di barriere architettoniche in previsione del progressivo invecchiamento della popolazione;</li>
<li>• green economy: dire no al nucleare e coordinare gli indirizzi sulle nuove tecnologie sulle fonti rinnovabili a livello provinciale;</li>
<li>• verso rifiuti zero: riuso – riciclo – selezione &#8211; trasformazione &#8211; distruzione; generalizzazione della raccolta “porta a porta”; promozione di una filiera corta dei rifiuti; modifica della aliquote di pagamento per lo smaltimento, legandole alla quantità dei rifiuti prodotti con il superamento delle tariffe legate alla metratura abitativa;</li>
<li>• consolidare la vocazione turistica arricchendo e qualificando l’offerta con una più marcata caratterizzazione ambientale ( rilanciare il parco del delta del Po, progettare lo sviluppo dell’energia solare sulla costa (Riviera solare) valorizzare la ricchezza paesaggistica dell’area collinare);</li>
<li>• politiche socio-sanitarie: potenziamento e sostegno a interventi di sviluppo di comunità e reti partecipate, politica sociale attenta alle famiglie, innovazione dell’attuale sistema di servizi sociali a livello dei tre distretti anche attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità e le loro espressioni associative, sostegno alla crescente domanda di assistenza sanitaria e sociale domiciliare e garanzia in un sistema socio-sanitario regionale che prevede l’accreditamento delle strutture, di un giusto equilibrio tra gestione pubblica e privata nell’ottica della centralità dei diritti delle persone, strumenti strutturati di controllo degli EELL sull’efficienza ed efficacia degli interventi sociali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche;</li>
<li>• l’istruzione e la ricerca:denunciare con forza il progressivo svuotamento di risorse e di ruolo della scuola pubblica da parte del Governo centrale; necessità di un’azione comune di denuncia e di informazione ai cittadini; le amministrazioni si impegneranno comunque responsabilmente a sopperire, per quanto nelle possibilità delle proprie risorse e competenze ai tagli del governo sostenendo le politiche scolastiche;</li>
<li>• una politica per la casa incrementando i finanziamenti per l’edilizia residenziale pubblica e i sostegni ai mutui e agli affitti dei giovani;</li>
<li>• Le pari opportunità: più dignità e peso alle donne e ai giovani a partire dalla composizione della prossima Direzione e Segreteria Provinciale del PD e dalle elette e dagli eletti nelle prossime elezioni amministrative;</li>
<li>• Il mondo policentrico e la società multietnica sono la realtà e il futuro certo dell’umanità.</li>
</ul>
<p>La storia umana non si ferma con una legge: governarne il corso è il solo modo di garantire lo sviluppo e la sicurezza nella libertà. Pensare all’integrazione in grande, tra i popoli e all’interno di ogni Paese vuol dire costruire il futuro. E’ un processo inevitabile, necessario e prezioso. Dobbiamo garantire flussi legali e integrare chi viene legalmente .Per chi viene ci sono regole e valori universali da rispettare, per chi accoglie ci sono diritti uguali da riconoscere. Diritti e doveri sono sanciti nella nostra Carta Costituzionale, che è garante di una convivenza e di opportunità egualitarie e rispettose della dignità di tutti gli individui;</p>
<ul>
<li>• Promuovere iniziative di consultazione e ascolto degli iscritti e dei cittadini per i temi sociali ed ambientali, per accogliere proposte e contributi per orientamenti politici che coinvolgono ampiamente la società.</li>
</ul>
<p><strong>La coerenza delle prassi politiche ed amministrative con le posizioni annunciate su temi cruciali come quelli sopraelencati deve essere sempre massima, per consentire al partito di riguadagnare la credibilità che molti cittadini sembrano non accordargli più.</strong></p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/05/IL_SENSO_DI_UNA_MISSIONE_61211.pdf" target="_blank">Scarica il documento</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Voltiamo pagina &#8211; documento congressuale di democratici di Reggio Emilia</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2010/04/23/voltiamo-pagina-documento-congressuale-di-democratici-di-reggio-emilia/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 13:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MTVaccari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Al centro i circoli]]></category>
		<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza e buon funzionamento degli organismi]]></category>
		<category><![CDATA[Congressi provinciali]]></category>

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		<description><![CDATA[In allegato un Documento che vari iscritti al PD, appartenenti a diversi Circoli di tutto il territorio provinciale, intendono porre all&#8217;attenzione del proprio Partito e degli elettori in vista del Congresso del prossimo 7 giugno. L&#8217;intento è quello di stimolare un vero dibattito politico &#8211; sin&#8217;ora inesistente &#8211; basato sulla discussione di programmi, proposte, contenuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In allegato un Documento che vari iscritti al PD, appartenenti a diversi Circoli di tutto il territorio provinciale, intendono porre all&#8217;attenzione del proprio Partito e degli elettori in vista del Congresso del prossimo 7 giugno. L&#8217;intento è quello di stimolare un vero dibattito politico &#8211; sin&#8217;ora inesistente &#8211; basato sulla discussione di programmi, proposte, contenuti e metodi. I firmatari del presente Documento credono infatti sia più utile e costruttivo, nonchè necessario per il bene del PD, confrontarsi nel merito con questa modalità, trovando davvero poco appassionante la discussione esclusivamente basata su ipotesi di nomi cui si è assistito sin&#8217;ora.</p>
<p>Prima i programmi e le proposte politiche, poi i nomi.</p>
<p>Il presente Documento è aperto a chiunque dentro al PD si riconosca nei suoi contenuti e lo condivida. Per tale ragione invitiamo gli interessati ad inviare la propria sottoscrizione (indicando nome, cognome ed eventuale Circolo PD di appartenenza o riferimento) all&#8217;indirizzo mail <a href="mailto:voltiamopagina.re@libero.it">voltiamopagina.re@libero.it</a>.</p>
<p><strong>Congresso del Partito Democratico di Reggio Emilia</strong></p>
<p>DOCUMENTO CONGRESSUALE</p>
<p><strong>VOLTIAMO PAGINA</strong></p>
<p>L’erosione del consenso elettorale del Partito Democratico, erosione che pare inarrestabile, non può  essere nascosta dietro il compiacimento per un debolissimo aumento su base percentuale. Questo tipo di approccio è pericoloso e miope: è sbagliato e mistificante non ammettere che il centro-sinistra esce ulteriormente ridimensionato e sconfitto da questa tornata elettorale; del resto il tema dell’avanzata della Lega, il risultato inatteso dei Grillini e il forte astensionismo sono lì davanti agli occhi di tutti.</p>
<p>Una grande opportunità ci è data dal congresso provinciale, pur nella consapevolezza che, come troppo spesso è accaduto in passato, possa essere ridotto ad una stanca ritualità soffocata dai poteri forti del partito. Per il momento prendiamo atto con soddisfazione della scelta di rispettare i termini naturali congressuali dopo che si era ipotizzato uno sciagurato rinvio a dopo l&#8217;estate. </p>
<p>Nostro obiettivo, nostro, e di chi  vuole essere in nostra compagnia, è di non lasciare nulla d&#8217;intentato affinché non si perda questa occasione per stabilire una rotta politica ferma e decisa, latente da troppo tempo.</p>
<p>Fondamentale è la costruzione di una identità politica del nostro partito, spesso vissuto come una sommatoria di nomenclature, di gruppi dirigenti, di ex appartenenze piuttosto che un luogo di condivisione di idee, di progetti e di azioni. Ne è dimostrazione il perseverare, anche a Reggio Emilia, nel disperdere energie in eterne diatribe sulle alleanze tra dirigenti e nella competizione fine a stessa tra gruppi di potere. L’obiettivo non può essere che quello di fare il punto sui temi che il nostro territorio ci pone davanti, assumendo la territorialità quale paradigma su cui fondare le buone politiche e le buone proposte. La percezione, anche del nostro elettorato, è quella di un partito concentrato su se stesso, diviso al suo interno e in cui, al di là delle dichiarazioni di facciata, prevalgono regolamenti di conti e conflitti piuttosto che cooperazione leale e condivisione di un processo politico identitario forte, che non può prescindere da un forte senso di laicità, non come generica vocazione idealista, ma come prassi di condivisione di idee e di progetti politici forti: il ruolo degli iscritti e dei circoli non può più essere marginale. Non possiamo più ricadere in atteggiamenti, ci limitiamo a dire poco coraggiosi, come quello  tenuto in Consiglio Comunale sui temi del fine-vita. Né possiamo ricadere nella falsa soluzione della libertà di coscienza: il nostro elettorato ci chiede ben altro, che le nostre coscienze siano a loro servizio, non viceversa.</p>
<p>Laicità e competenza. Stanchi di assistere inermi ad un partito che &#8216;si fa i fatti suoi&#8217; e che troppo spesso mortifica tutte le sue energie positive e le sue intelligenze, vogliamo ricostruire un partito che sappia appassionare i suoi elettori e i suoi militanti con parole chiare e risposte concrete e per fare questo c&#8217;è bisogno di competenze, di saperi, di ricerca, di creatività.</p>
<p>Vorremmo interrompere il mal costume del politico fai da te: chi si occupa del governo di beni comuni deve avere le competenze, il sapere, gli strumenti ideativi per poter affrontare e risolvere i problemi che la quotidianità ci pone davanti.</p>
<p>Serve  un progetto vero, nuovo, appassionato ed appassionante.</p>
<p>Non ci si può più nascondere. Serve scrivere una pagina nuova.</p>
<p>Siamo convinti che questa strada sia l&#8217;unica e imprescindibile; una strada che passa inevitabilmente anche attraverso un rinnovamento della classe dirigente, per salvare il nostro partito da un ineluttabile e irreversibile declino.</p>
<p>Di seguito si articolano proposte di <strong><span style="text-decoration: underline;">metodo</span></strong> e di <strong><span style="text-decoration: underline;">contenuto</span></strong>, strutturate in punti chiave, che a nostro avviso devono porsi alla base dell&#8217;auspicato rinnovamento del PD.</p>
<p>Il presente documento congressuale è aperto ad un sostegno trasversale nel partito e sulla base di esso si propone di sostenere un Candidato alla segreteria che si dimostri in grado di proporre e garantire l’apertura di una nuova fase politica. Prima i contenuti e i programmi, dunque, e poi i nomi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Metodo</span></strong></p>
<p>Il Partito:</p>
<p>1)      I <strong>circoli</strong> <strong>sono alla base di tutto</strong> e vanno sostenuti con proposte sistematiche e continuative, strumenti e risorse, non basta più chiamarli alla mobilitazione o utilizzarli in un’ottica di “lottizzazione” del consenso. Occorre creare all&#8217;interno del partito un organo specifico di supporto e coordinamento dei circoli, attivando una relazione con il PD Regionale che sta per dotarsi di una struttura dedicata.</p>
<p>2)      Riattivare tutte le forme possibili di <strong>trasparenza</strong> e di <strong>democrazia interna</strong> in modo tale da far percepire agli iscritti di avere realmente voce in capitolo nelle scelte strategiche del partito, attivando blog e modalità di consultazione on-line degli iscritti (partendo dal dotare tutti i circoli di computer in rete) che possano fornire al Partito indicazioni in tempo reale sulle questioni politiche più complesse. Creare un permanente e apposito “Osservatorio sulla democrazia interna al partito”.</p>
<p>3)      Attuare una reale <strong>democrazia paritaria</strong>, superando il recinto delle “quote rosa” attraverso politiche concrete di facilitazione e sostegno alle donne per sostenere la loro effettiva rappresentanza politica e non solo la loro presenza nelle liste.</p>
<p>4)      Realizzare una <strong>Scuola di partito</strong> che formi ed informi le nuove generazioni di politici e li renda protagonisti dall&#8217;interno dei processi decisionali e di definizione programmatica del partito: si intende proporre un’azione tesa alla maturazione di una classe dirigente autonoma, capace di esercitare un pensiero critico e di valutare i problemi in un’ottica di forte partecipazione, anche attraverso il decisivo ingaggio di saperi provenienti dalla associazioni economiche, di promozione sociale e di volontariato, focalizzando l’attività sulla ricerca del bene comune e su una vision della politica come dimensione di servizio/impegno civico.</p>
<p>5)      Ripensare radicalmente i criteri di <strong>selezione della classe dirigente</strong>, con una costante attenzione al ricambio (no alla politica come mestiere) e soprattutto alla preparazione, professionalità, competenza e merito delle persone, non limitando il dibattito a una mera questione anagrafica. Le primarie, anche per questo motivo, devono costituire l’idea regolativa fondamentale dell’azione politica e della scelta di coloro che ci devono rappresentare.</p>
<p>6)      <strong>Ridefinire il rapporto tra politica e azione amministrativa</strong>, che, rispettando le reciproche autonomie, metta al centro il tema della laicità della politica e delle istituzioni. Gli amministratori talvolta chiedono al partito di risolvere problemi politici, salvo essere poi fortemente autoreferenziali nelle scelte. Occorre rendere più fluida ed efficace la collaborazione tra partito e amministratori eletti, garantendo al contempo maggior autorevolezza del Partito e più consapevolezza del ruolo da parte degli amministratori, che spesso si occupano principalmente di cooptazione nella gestione del potere. Occorre inoltre fissare delle norme inderogabili e chiare sulla durata dei mandati e sul numero degli incarichi.</p>
<p>7)      <strong>Incentivare il dialogo e la collaborazione con le associazioni</strong> che operano in campo sociale, economico e culturale, sperimentando nuove forme di coprogettazione. Aprire le sedi dei circoli PD all&#8217;attività di queste realtà.</p>
<p>8)      <strong>Avvicinare i giovani alla politica ed al partito</strong>, realizzando insieme a loro iniziative nei luoghi di aggregazione e incontro che solitamente frequentano,  instaurando un dialogo costante, utilizzando i codici e linguaggi da loro più conosciuti e compresi, cavalcando sempre più i canali del web, dei social network e dedicando tempo al mettersi in ascolto delle loro esigenze.</p>
<p>9)      Incentivare attività e iniziative nei circoli in modo da contribuire in modo fattivo alla <strong>definizione di un identità politica più chiara e leggibile del partito</strong> (che non si costruisce con la mera politica delle alleanze) e facendo corrispondere a questa identità anche azioni credibili di governo sui territori che abbiano un effetto immediato e concreto sulla vita dei cittadini. L’identità non è una formula astratta, ma il risultato di un azione costante di elaborazione e condivisione che nasce dal coinvolgimento degli iscritti e degli elettori.</p>
<p>10)  Utilizzare il <strong>metodo delle primarie</strong> ogni qualvolta si presenti l&#8217;opportunità di affermare il principio democratico della partecipazione alle scelte del partito: nei processi interni, nelle scelte programmatiche strategiche e nell&#8217;individuazione degli amministratori di riferimento. Creare un sistema di valutazione che permetta di analizzare i risultati ottenuti.</p>
<p>11)  Costante richiamo alla <strong>legalità</strong>, alla <strong>trasparenza </strong>e alla <strong>sobrietà di comportamento</strong>, tanto nel partito che nell&#8217;azione amministrativa degli eletti.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Contenuto</span></strong></p>
<p>Contenuti politici irrinunciabili:</p>
<p>-        <strong>laicità </strong>come metodo del fare politica, in funziona del bene comune, della libertà di scelta e delle pari opportunità per tutti</p>
<p>-        <strong>sobrietà e serietà</strong> nell&#8217;azione politica: si al rinnovamento, alla competenza e al merito; no alla trottola delle cariche, no al nepotismo e al clientelismo</p>
<p>-        difesa dei <strong>diritti</strong>, delle libertà individuali e delle <strong>pari opportunità</strong> per tutti: no al fascismo e all&#8217;autoritarismo, si alla libertà di manifestazione e di espressione; sì all&#8217;acqua pubblica; no alla privatizzazione dei beni comuni</p>
<p>-        <strong>integrazione</strong> e accoglienza attraverso una politica fatta “con” e non “per” gli immigrati</p>
<p>-        promuovere<strong> innovazione</strong> nel campo dell&#8217;economia, della scuola, della ricerca e della cultura, orientando prioritariamente le risorse verso esperienze in tal senso</p>
<p>-        investire nella <strong>cultura</strong> come elemento centrale per la formazione, la crescita e lo sviluppo della comunità: investire in una politica culturale vera, fondata sulla centralità delle istituzioni e non ridotta a mero calendario di eventi</p>
<p>-        difesa dell&#8217;identità e della <strong>qualità del territorio</strong>, contro la cementificazione e la speculazione edilizia, a favore di una pianificazione integrata e di area vasta</p>
<p>-        scelta delle <strong>energie rinnovabili e alternative</strong>: no al nucleare in Italia e nella Regione Emilia-Romagna</p>
<p>-        <strong>difesa dell&#8217;ambiente</strong>: si alla raccolta differenziata porta a porta e al TMB</p>
<p>-        <strong>rilancio dell&#8217;economia</strong> attraverso una forte sinergia tra mondo del lavoro e della ricerca (green economy), puntando sulla creazione di esperienze come i tecnopoli</p>
<p>-        <strong>deprecarizzazione del lavoro</strong>, soprattutto per le giovani generazioni, attraverso una valorizzazione delle risorse umane e del sapere</p>
<p>-        <strong>rilanciare democrazia locale e partecipazione</strong>, reagendo alle politiche governative che vogliono riallontanare la politica dai cittadini ridimensionando o azzerando le circoscrizioni, front line e palestra di partecipazione possibile</p>
<p>Benassi Marco, Circolo PD Reggio 4<br />
Bertolini Vincenzo, Circolo PD Reggio 1<br />
Bertani Glauco, Circolo PD Reggio 1<br />
Bigi Alberto, Circolo PD Reggio 7<br />
Bizzarri Germano, Circolo PD Reggio 3<br />
Bonacini Andrea, Circolo PD Cavriago<br />
Branchetti Nadia, Circolo PD Albinea<br />
Catellani Marco, Circolo PD Bagnolo in Piano<br />
Comastri Paolo, Circolo PD Scandiano<br />
De Franco Lanfranco, Circolo PD Reggio 5<br />
Ferrari Giovanni Andrea, Circolo PD Reggio 1<br />
Filippi Roberta, Circolo PD Reggio 5<br />
Franceschini Federica, Circolo PD Reggio 7<br />
Giberti Nico, Circolo PD Albinea<br />
Lusuardi Massimo, Circolo PD Bagnolo in Piano<br />
Manfredi Alice, Circolo PD Castelnovo ne&#8217; Monti<br />
Mazzocchi Maria Antonietta, Circolo PD Reggio 3<br />
Nardi Stefano, Circolo PD Reggio 5<br />
Pellicelli Marcello, Circolo PD Montecchio nell&#8217;Emilia<br />
Piacentini Anna, Circolo PD Reggio 4<br />
Poli Sara, Circolo PD Cavriago<br />
Ponzi Mauro, Circolo PD Reggio 4<br />
Sirica Vincenzo, Circolo PD Reggio 7<br />
Stanghellini Zeno, Circolo PD Reggio 4<br />
Valentini Massimiliano, Circolo PD Quattro Castella<br />
Vecchi Gianni, Circolo PD Reggio 5<br />
Zanichelli Ireneo, Circolo PD Reggio 4</p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2010/04/documento-congressuale_reggio.pdf" target="_blank">Scarica il documento</a></p>
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