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	<title>Nelle tue mani</title>
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	<description>Proposte per il PD e per l&#039;Emilia Romagna</description>
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		<title>Sui doppi incarichi nella PA &#8211; di Salvatore Vassallo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:14:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da tempo all&#8217;esame delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera un disegno di legge contenente misure contro la corruzione nella PA. Uno degli argomenti trattati riguarda gli incarichi extra-giudiziali dei magistrati amministrativi. Un fenomeno che presenta parecchi profili problematici. Crea conflitti di interesse (per questo può attenuare l&#8217;azione di contrasto alla corruzione) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da tempo all&#8217;esame delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera un disegno di legge contenente misure contro la corruzione nella PA. Uno degli argomenti trattati riguarda gli incarichi extra-giudiziali dei magistrati amministrativi. Un fenomeno che presenta parecchi profili problematici. Crea conflitti di interesse (per questo può attenuare l&#8217;azione di contrasto alla corruzione) e da luogo a privilegi ingiustificabili. Si pensi che un magistrato amministrativo o un consigliere di Stato nominato presso una autorità di garanzia ottiene l&#8217;indennità per questo secondo ruolo (come tutti gli altri componenti dello stesso organo) e in più mantiene per intero il trattamento economico per il ruolo giurisdizionale che non svolge, essendo stato collocato &#8220;fuori ruolo&#8221;. Altri continuano fittiziamente a rimanere in servizio e ad essere dunque responsabili di procedimenti giurisdizionali, mentre svolgono incarichi impegnativi, come ad esempio quello di Capo di gabinetto di un ministro, che li assorbono a tempo pieno. Ho lavorato a lungo sull&#8217;argomento, discutendone anche con i vertici, da poco rinnovati, della Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi, impegnati a contrastare questo malcostume (recentemente ho anche partecipato ad un loro.<a href="http://www.salvatorevassallo.it/interventi/stampa/658-incarichi-extragiudiziali" target="_blank">seminario svolto a Brescia</a>).</p>
<p>Martedì 8 maggio saranno posti in votazione in Commissione gli emendamenti che ho elaborato attraverso un laborioso approfondimento giuridico (tecnicamente, si tratta di <a href="http://www.salvatorevassallo.it/images/files/EmendamIncarichiExtra.pdf" target="_blank">sub-emendamenti ad un emendamento del relatore, anch&#8217;esso riportato nel file che si può scaricare cliccando qui</a>). Il loro contenuto è in parte sovrapposto a quello di un altro mio<a href="http://www.salvatorevassallo.it/images/files/PdLVassalloIncarichi(1).pdf" target="_blank">progetto di legge</a>.</p>
<p>Parallelamente, è infatti all&#8217;esame congiunto delle Commissioni Affari Costituzionali e Lavoro la modifica dell&#8217;articolo 23-ter del c.d. decreto &#8220;Salva-Italia&#8221;. Con quell&#8217;articolo è stato stabilito un tetto massimo ai trattamenti economici di chiunque lavori per una amministrazione pubblica (pari a quanto viene riconosciuto al Primo presidente della Corte di Cassazione) e un tetto agli incrementi stipendiali consentiti ai dipendenti pubblici che vengano chiamati a ricoprire incarichi come Capo di Gabinetto di un ministero, componente di una Authority o altro. In quel contesto, si dovrebbero dunque fissare norme generali sugli incarichi svolti in &#8220;fuori ruolo&#8221; da qualsiasi dipendente pubblico. In un mio intervento in Commissione del 18 aprile (<a href="http://www.camera.it/824?tipo=C&amp;anno=2012&amp;mese=04&amp;giorno=18&amp;view=&amp;commissione=0111&amp;pagina=data.20120418.com0111.bollettino.sede00010.tit00010#data.20120418.com0111.bollettino.sede00010.tit00010" target="_blank">qui il resoconto</a>) ho cercato di chiarire perché il secondo problema non è stato adeguatamente affrontato con il decreto &#8220;Salva Italia&#8221; e non è risolto nemmeno del progetto di legge di revisione del <em>23-ter</em> che è ora all&#8217;esame della Camera. Io credo che si debbano stabilire alcuni criteri semplici e netti da far valere, con poche specificazioni, anche per i magistrati, che seguano un principale generale: anche nella PA si deve essere remunerati in ragione della funzione che si svolge (sulla base di requisiti professionali adeguati) e non dello status che si è in qualche modo acquisito. Da qui la decisione di depositare un apposito progetto di legge (<a href="http://www.salvatorevassallo.it/images/files/PdLVassalloIncarichi(1).pdf" target="_blank">qui il testo con le motivazioni</a>).</p>
<p>Per leggere il posto <a href="http://www.salvatorevassallo.it/interventi/interventiparlamentari/673-sui-trattamenti-economici-nelle-pa" target="_blank">clicca qui</a></p>
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		<title>Finanziamenti alla politica &#8211; di Salvatore Vassallo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[finanziamento partiti]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane sono intervenuto ripetutamente sui finanziamenti ai partiti,.in Commissione Affari Costituzionali, durante l&#8217;assemblea del Gruppo PD della Camera, con dichiarazioni alle agenzie e articoli su quotidiani (vedi i link di seguito). Su tre aspetti mi sono espresso in dissenso da quanto esposto a nome del Gruppo: 1) mi pareva inadeguato un intervento legislativo &#8220;di urgenza&#8221;, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane sono intervenuto ripetutamente sui finanziamenti ai partiti,.in Commissione Affari Costituzionali, durante l&#8217;assemblea del Gruppo PD della Camera, con dichiarazioni alle agenzie e articoli su quotidiani (vedi i link di seguito). Su tre aspetti mi sono espresso in dissenso da quanto esposto a nome del Gruppo: 1) mi pareva inadeguato un intervento legislativo &#8220;di urgenza&#8221;, come quello inizialmente proposto da  Alfano, Bersani e Casini, che si limitava a stabilire criteri per la trasparenza dei bilanci senza ridurre subito la dimensione dei trasferimenti pubblici ai partiti; 2) mi pareva che l&#8217;organismo di controllo alquanto <em>sui generis</em>proposto nel progetto ABC avesse numerosi e gravi difetti, giustificati dall&#8217;intezione di sfuggire al &#8220;controllore naturale&#8221;, che nel nostro ordinamento è la Corte dei Conti; 3) mi pareva irragionevole e continuo a considerare sbagliato scorporare una eventuale nuova legge sul finanziamento pubblico da una compiuta normativa in attuazione dell&#8217;articolo 49. In molti degli interventi citati avevo anche suggerito di commisurare almeno una parte, crescente nel tempo, dei finanziamenti pubblici alla capacità dei partiti di raccogliere fondi tra i popri sostenitori.</p>
<p>Ho poi partecipato agli incontri di lavoro interni in cui è stata discussa la<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1E3MU7" target="_blank">proposta presentata da Bersani nella conferenza stampa del 24 aprile</a>. Salvo verifica sui dettagli dell&#8217;articolato, in fase di elaborazione, mi riconosco perfettamente in quella linea, che <a href="http://www.salvatorevassallo.it/dossier/partiti-e-primarie">da compiutezza alla buona proposta già avanzata dal PD in attuazione dell&#8217;articolo 49 della Costituzione</a> (&#8220;<em>Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale</em>&#8220;).</p>
<p>Rimane un problema solo apparentemente procedurale. <a href="http://www.deputatipd.it/Select.asp?Section=Discussion&amp;Table=Documents&amp;ID=35933&amp;Mode=Edit&amp;KeyName=ID&amp;KeyValue=35933" target="_blank">Per iniziativa del nostro capogruppo</a>, l&#8217;ufficio di presidenza della Camera ha deciso di scorporare la normativa sul finanziamento dei partiti dall&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 49. Credo si tratti di un secondo passo falso. La legge in attuazione dell&#8217;articolo 49 dovrebbe proprio fissare lo status giuridico dei partiti e dettare i criteri di democraticità interna, rappresentatività e trasparenza da porre a premessa di un più sobrio, corretto e giustificabile finanziamento pubblico. D&#8217;altro canto queste sono esattamente le premesse poste a condizione per il finanziamento pubblico nella legge tedesca (<a href="http://www.salvatorevassallo.it/images/files/GERMANIA%20-%20Legge%20sui%20partiti%20politici%20_agg_%202011_.pdf" target="_blank">qui c&#8217;è la traduzione italiana</a>) che molti dicono di voler prendere a modello. Ripartire dalla coda, &#8220;insabbiando&#8221; la testa, magari con la scusa dell&#8217;urgenza, vuol dire ripercorrere scorciatoie simili a quelle che portarono alla spudorata legge sui cosiddetti &#8220;rimborsi&#8221;. Peraltro l&#8217;urgenza dovrebbe consigliare esattamente il contrario. Sull&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 49 si è già svolta una lunga istruttoria ed è da tempo calendarizzata per fine maggio la relativa votazione in Aula. La riforma del finanziamento pubblico, entrata da poco in agenda, dovrebbe invece essere imbastita, discussa e votata in due settimane, entro il 15 maggio. Questa stesse posizioni (controllo della Corte dei Conti, finanziamento condizionato all&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 49) sono state poi espresse da <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1EJAND" target="_blank">Giuliano Amato</a>, che nel frattempo Monti ha nominato come suo consulente sulla materia.</p>
<p>Altro discorso è il puro e semplice dimezzamento delle somme trasferite ai partiti (a legislazione sui &#8220;rimborsi&#8221; vigente), che va operato già dalla rata di luglio 2012. Un obiettivo per raggiungere il quale basta approvare una norma chirurgica che riduca il relativo stanziamento, agganciandola ad un qualsiasi provvedimento a cui serva una copertura finanziaria.</p>
<div>Per approfodimenti, rinvio al <a href="http://www.salvatorevassallo.it/dossier/partiti-e-primarie">dossier sull&#8217;argomento</a>.</div>
<div>Qui sotto i link ai miei interventi più recenti.</div>
<div></div>
<div>13 04 12: <a href="http://www.salvatorevassallo.it/interventi/interventiparlamentari/666-non-bastano-foglie-di-fico">Non bastano le foglie di fico</a> (dichiarazioni alle agenzie)</div>
<div>15 04 12: <a href="http://www.salvatorevassallo.it/interventi/articoli-e-interviste/667-superare-i-falsi-qrimborsiq-ai-partiti">Stop ai falsi rimborsi ai partiti</a> (su <em>L&#8217;Unità</em>).</div>
<div>18 04 12: <a href="http://www.camera.it/824?tipo=C&amp;anno=2012&amp;mese=04&amp;giorno=18&amp;view=&amp;commissione=01&amp;pagina=data.20120418.com01.bollettino.sede00040.tit00010#data.20120418.com01.bollettino.sede00040.tit00010" target="_blank">Intervento in Commissione</a></div>
<div>19 04 12: <a href="http://www.camera.it/824?tipo=C&amp;anno=2012&amp;mese=04&amp;giorno=19&amp;view=&amp;commissione=01&amp;pagina=data.20120419.com01.bollettino.sede00020.tit00030#data.20120419.com01.bollettino.sede00020.tit00030" target="_blank">Intervento in Commissione</a>; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=INefcKG43VQ">qui per ascoltare l&#8217;audio</a></div>
<div>19 04 12: <a href="http://www.salvatorevassallo.it/images/files/12_04_23_Rassegna%20finanziamento_tmp.pdf">Rassegna stampa</a></div>
<div>23 04 12: <a href="http://www.salvatorevassallo.it/interventi/articoli-e-interviste/675-la-proposta-capaldo">La proposta Capaldo</a> (sul <em>Corriere della Sera</em>)</div>
<div>26 04 12: <a href="http://www.camera.it/824?tipo=C&amp;anno=2012&amp;mese=04&amp;giorno=26&amp;view=&amp;commissione=01&amp;pagina=data.20120426.com01.bollettino.sede00010.tit00020.int00100#data.20120426.com01.bollettino.sede00010.tit00020.int00100" target="_blank">Intervento in Commissione</a>; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6PstWZmVCw4">qui per ascoltare l&#8217;audio</a></div>
<div>06 05 12: <a href="http://www.salvatorevassallo.it/interventi/articoli-e-interviste/675-la-proposta-capaldo">La riforma dei rimborsi elettorali</a> (sul <em>Corriere della Sera</em>)</div>
<div>09 05 12: <a href="http://www.salvatorevassallo.it/interventi/stampa/679-finanziamento-ai-partiti" target="_blank">Dichiarazione sul testo approvato in Commissione</a> (ANSA)</div>
<div>10 05 12: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1EQ0IH" target="_blank">C&#8217;è l&#8217;accordo. Rimborsi dimezzati</a> (Carlo Bertini su <em>La Stampa</em>)</div>
<div>11 05 12: <a href="http://www.salvatorevassallo.it/interventi/stampa/679-finanziamento-ai-partiti" target="_blank">T</a><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1ERQDZ" target="_blank">roppi buchi nella legge sui partiti</a> (Sergio Rizzo su <em>Corsera</em>)</div>
<div></div>
<div>Per leggere il post <a href="http://www.salvatorevassallo.it/interventi/articoli-e-interviste/670-come-cambiare-il-finanziamento-dei-partiti" target="_blank">clicca qui</a></div>
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		<title>Amministrative 2012: l’Italia alla rovescia &#8211; Termometro Politico</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/05/11/amministrative-2012-litalia-alla-rovescia-termometro-politico/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 16:48:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Amministrative 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Raramente ci e’ capitato di commentare risultati cosi’ netti ma al contempo anche sorprendenti. Per questa analisi si sono considerati solo i 26 comuni di capoluogo che sono andati al voto in questa tornata amministrativa. Continua a leggere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raramente ci e’ capitato di commentare risultati cosi’ netti ma al contempo anche sorprendenti.</p>
<p>Per questa analisi si sono considerati solo i 26 comuni di capoluogo che sono andati al voto in questa tornata amministrativa.</p>
<p><a href="http://www.termometropolitico.it/15229_amministrative-2012-litalia-alla-rovescia.html" target="_blank">Continua a leggere</a></p>
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		<title>Razistan, giornalismo indipendente da Kabul</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 06:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La guerra condotta dagli Stati Uniti in Afghanistan si sta avvicinando al termine, ma la tragedia di questo paese è ancora lontana dalla fine. Dopo più di un decennio di combattimenti appare evidente che il ritiro delle truppe lascerà il paese in una condizione di pericolosa instabilità. Le persone che rimangono qui si troveranno intrappolate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La guerra condotta dagli Stati Uniti in Afghanistan si sta avvicinando al termine, ma la tragedia di questo paese è ancora lontana dalla fine. Dopo più di un decennio di combattimenti appare evidente che il ritiro delle truppe lascerà il paese in una condizione di pericolosa instabilità. Le persone che rimangono qui si troveranno intrappolate fra una brutale e ancora forte insorgenza e un governo profondamente corrotto, fazioni etniche armate, reti criminali, terroristi e una mescolanza clandestina di servizi segreti stranieri.</p>
<p>La già instabile economia del paese continuerà a declinare dopo che l’assistenza straniera cesserà e saranno sempre meno le NGO ad aiutare i poveri, i profughi, i feriti e gli orfani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’interesse dei mezzi di informazione occidentali diminuirà di pari passo con il ritiro delle forse della coalizione. Questo calo di interesse è già in atto. L’anno scorso, la guerra in Afghansitan ammontava a circa il due percento delle notizie pubblicate negli Stati Uniti. In quello stesso anno le vittime sono state 3021 civili afghani (un primato per questa guerra) e 566 membri della coalizione (il numero più alto di vittime dal 2001).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli Stati Uniti sono stati già coinvolti in Afghanistan negli anni ’80, in supporto alla guerriglia Mujaheddin contro i russi. Il paese è poi stato abbandonato ed è scomparso per decenni dal radar dei media e della politica internazionale. Questo calo di interesse è stato un pericoloso errore da parte degli Stati Uniti, ed uno degli elementi che ha permesso la salita al potere dell’orribile regime dei Talebani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Razistan.org intende dare alla guerra in Afghanistan l’attenzione che merita. Il nostro progetto centrale è un sito web che contiene reportage fotografici unici a brevi documentari che diano rilievo non soltanto alla guerra e ai suoi partecipanti ma anche al paese e ai suoi abitanti. Fra i collaboratori ci sono noti foto-giornalisti di diverse nazionalità che sono basati a Kabul e fotografi e documentaristi afghani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Troppo spesso, in una zona di guerra, ai fotografie e ai corrispondenti esteri è richiesto di seguire soltanto le notizie che si susseguono di giorno in giorno. Di rado, essi hanno l’opportunità di esplorare e trattare gli aspetti del conflitto che sono meno drammatici ma egualmente di grande importanza.</p>
<p>Razistan permetterà a foto-giornalisti e documentaristi di avere il tempo e le libertà espressiva di dedicarsi a storie che non sono trattate dalla stampa e di affrontarle in modo più incisivo, creativo e alle volte esplicito di quanto la maggioranza della mezzi di informazione in genere permettano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I membri di Razistan, esteri e locali, sono tutti basati in Afghanistan. La maggior parte di coloro che vengono dall’estero sono arrivati soli, senza il supporto e la protezione di un ufficio o di una agenzia. Alcuni di essi sono qui da molti anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni dei primi reportage che saranno sviluppati dai collaboratori di Razistan sono: I guerrieri Talebani che costruiscono bombe rudimentali nel deserto del Jawzjan, l’esercito afghano nella provincia di Helmand, le vittime civili dei combattimenti nell’ospedale di Mirwais vicino a Kandahar, i combattimenti di cani a Kabul, la subcultura del body-building in Afghanistan, le milizie locali nella provincia di Wardak, e le anziane donne della montagnosa provincia di Khost che hanno assunto l’identità di uomini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni dei migliori lavori di molti giornalisti di fama internazionale che vivono in Afghanistan non hanno mai potuto raggiungere il pubblico occidentale. E inoltre, un numero sempre maggiore di fotografi e giornalisti afghani, coraggiosi e di talento, lavorano in tutto il paese in relativa oscurità. Nel passato, questi afghani, al fianco di giornalisti occidentali come collaboratori freelance o traduttori, desideravano l’anonimato per questioni legate alla loro sicurezza personale. Questo paradigma sta lentamente cambiando. Ora, molti di questi professionisti afghani che lavorano sul campo, chiedono la legittimità che meritano. Vogliono essere riconosciuti come giornalisti di diritto, che raccontano il loro paese con i proprio occhi, invece di servire semplicemente da aiutanti invisibili dei corrispondenti stranieri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Razistan lavorerà per dare a questi giornalisti una maggiore esposizione. Oltre ad organizzare mostre che riguardano l’Afghanistan, condurremo seminari e workshops che possano aiutare la nascente comunità di professionisti locali che ogni giorno vanno incontro a rischi significativi, a raffinare le proprie capacità e ad attrarre più interesse e consapevolezza riguardo al loro lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le donazioni che Razistan raccoglierà, andranno a finanziare reportage fotografici e documentari unici e approfonditi che si concentrino sugli aspetti più importanti del conflitto e del paese e che sono stati finora trascurati o ignorati.</p>
<p>Questi fondi verranno anche impiegati per aiutare gli afgani a raccontare gli effetti di questo conflitto che senza ombra di dubbio, peseranno su di loro e sulle loro famiglie per molto tempo ancora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I collaboratori di Razistan sono Lorenzo Tugnoli, John Wendle, Javier Manzano, Mikhail Galustov, Sandra Calligaro, Terese Cristiansson, Joel Van Houdt, Pieter Ten Hoopen, Jake Simkin, John Saruk, e Fardin Waezi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La guerra non è finita. Aiutaci a raccontare questa storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lorenzo Tugnoli<br />
<a href="www.lorenzotugnoli.com" target="_blank">www.lorenzotugnoli.com</a></p>
<p>Per sostenere il <span style="font-size: small;">progetto di giornalismo indipendente: </span><a title="http://www.kickstarter.com/projects/1626615603/razistan-or-land-of-secrets-a-new-outlet-on-afghan" href="http://www.kickstarter.com/projects/1626615603/razistan-or-land-of-secrets-a-new-outlet-on-afghan" target="_blank"><span style="color: blue; font-size: small;" title="http://www.kickstarter.com/projects/1626615603/razistan-or-land-of-secrets-a-new-outlet-on-afghan"><span style="text-decoration: underline;" title="http://www.kickstarter.com/projects/1626615603/razistan-or-land-of-secrets-a-new-outlet-on-afghan">http://www.kickstarter.com/projects/1626615603/razistan-or-land-of-secrets-a-new-outlet-on-afghan</span></span></a><span style="font-size: small;"></p>
<p>Alcune anteprime delle storie che verranno trattate da Razistan si possono vedere qui: </span><a title="http://razistan.tumblr.com/" href="http://razistan.tumblr.com/" target="_blank"><span style="color: blue; font-size: small;" title="http://razistan.tumblr.com/"><span style="text-decoration: underline;" title="http://razistan.tumblr.com/">http://razistan.tumblr.com/</span></span></a><span style="font-size: small;"></p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/05/08/razistan-giornalismo-indipendente-da-kabul/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Maggio-Giugno 2012: Scuola per politici sui temi ambientali e urbanistici &#8211; Milano/Mezzago (MB)</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/05/03/maggio-giugno-2012-scuola-per-politici-sui-temi-ambientali-e-urbanistici-milanomezzago-mb/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 20:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano, insieme con l’Associazione dei Comuni Virtuosi, organizza una scuola di formazione per politici, deputati, consiglieri, assessori, sindaci, candidati, sui temi del suolo, dell’ambiente e della cultura civile. Il corso costituirà l’occasione per apprendere conoscenze nel campo dell’urbanistica e dell’ambiente con un taglio utile a chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano, insieme con l’Associazione dei Comuni Virtuosi, organizza una scuola di formazione per politici, deputati, consiglieri, assessori, sindaci, candidati, sui temi del suolo, dell’ambiente e della cultura civile.</p>
<p>Il corso costituirà l’occasione per apprendere conoscenze nel campo dell’urbanistica e dell’ambiente con un taglio utile a chi fa politica e toccherà alcuni tra i più urgenti temi del governo del territorio: suolo, agricoltura, natura e paesaggio. Si offriranno spunti culturali e pragmatici e si promuoverà il confronto di esperienze tra i partecipanti.</p>
<p>Il corso è organizzato su tre giornate. Nella prima giornata, venerdì 25 maggio, il corso avrà luogo a Milano, presso il Politecnico, mentre nelle due giornate successive, venerdì 15 e sabato 16 giugno, il corso si terrà a Mezzago (MB).</p>
<p><strong>Deadline per l’iscrizione</strong></p>
<ul>
<li>per la prima giornata di corso (25/05/2012) l&#8217;iscrizione deve essere comunicata entro<strong> venerdì 18 maggio</strong></li>
<li>per le due giornate successive (15-16/06/2012) il termine per l&#8217;iscrizione è <strong>venerdì 8 giugno</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/05/scuolapolitici.pdf">Scarica la locandina con il programma</a></p>
<p><a href="http://www.nelletuemani.org/wp-content/uploads/2012/05/istruzioni-per-iscriversi-Scuola-politici.pdf">Scarica le istruzioni per iscriversi</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni rivolgersi a:  <a href="mailto: scuola per politici sui temi ambientali e urbanistici...">ecopolitica@polimi.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>3-6.05.12 &#8211; Giornate dei beni comuni &#8211; Reggio Emilia</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 08:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura della legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro/Lavori]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Gabella]]></category>

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		<description><![CDATA[GIORNATE DEI BENI COMUNI 3/6 MAGGIO 2012 &#8211; PARCO CERVI (EX TOCCI) &#8211; PIAZZALE FIUME &#8211; REGGIO EMILIA in caso di maltempo gli eventi si terranno al centro sociale Catomes Tot. Dibattiti &#8211; incontri &#8211; spettacoli &#8211; appuntamenti &#8211; ristorazione (ogni giorno aperitivo e cena dalle ore 19) - Siamo cittadini ancor prima di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GIORNATE DEI BENI COMUNI<br />
3/6 MAGGIO 2012 &#8211; PARCO CERVI (EX TOCCI) &#8211; PIAZZALE FIUME &#8211; REGGIO EMILIA<br />
in caso di maltempo gli eventi si terranno al centro sociale Catomes Tot.</strong></p>
<p>Dibattiti &#8211; incontri &#8211; spettacoli &#8211; appuntamenti &#8211; ristorazione (ogni giorno aperitivo e cena dalle ore 19) -</p>
<p>Siamo cittadini ancor prima di essere associazioni, siamo associazioni ancor prima di essere comunità, siamo comunità ancor prima di essere umanità. Quindi, per essere umani, è ancor prima necessario essere cittadini: prendersi cura e condividere i beni comuni.<br />
Un anno dopo il referendum che ha unito persone, soggetti, associazioni, enti e gruppi informali a difesa dei beni comuni, e che ha visto il popolo italiano scegliere quattro si per acqua, giustizia e ambiente, vogliamo tornare a convocare le persone che vogliono confrontarsi. Togliendoci di dosso identità, casacche, preconcetti e pregiudizi. Con l’obiettivo di riflettere insieme, partecipare e affermare insieme i beni comuni del tempo in cui viviamo.</p>
<p><em><strong><span style="text-decoration: underline;">GIOVEDI’ 3 MAGGIO</span></strong><br />
LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA ore 20.30</em><br />
INCONTRO CON <strong>GHERARDO COLOMBO</strong> (EX MAGISTRATO)</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">VENERDI’ 4 MAGGIO </span></strong><br />
<em>UN ALTRO LAVORO E&#8217; POSSIBILE? ore 21.00</em><br />
proiezione del documentario &#8220;<strong>LICENZIATA</strong>&#8221;<br />
INCONTRO CON<br />
• Lisa Tormena &#8211; regista<br />
• Samuela Meci &#8211; sindacalista ex dipendente Omsa<br />
• Matteo Lolletti – autore</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">SABATO 5 MAGGIO</span></strong><br />
<em>LA PARTECIPAZIONE FUORI E DENTRO LA RETE ore 15.30</em><br />
Incontro con<br />
RICCARDO <strong>STAGLIANO</strong>’ (giornalista di Repubblica)<br />
AUGUSTO <strong>VALERIANI </strong>(docente università di Bologna)</p>
<p><em>AMBIENTE, CONSUMO DEL TERRITORIO E CRIMINALITA&#8217; ORGANIZZATA ore 17.30</em><br />
incontro con<br />
LAURA <strong>BIFFI </strong>(Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente)<br />
LORENZO <strong>FRATTINI</strong>(Legambiente Emilia Romagna)<br />
ENRICO <strong>BINI </strong>(Camera di Commercio RE)</p>
<p><em>UNA NUOVA DEFINIZIONE ore 21.00</em><br />
<strong>H2ORO – L’ACQUA, UN DIRITTO DELL’UMANITA’</strong><br />
compagnia teatrale Itineraria</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DOMENICA 6 MAGGIO</span></strong><br />
<em>IL TEMPO LIBERATO ore 16.00</em><br />
Giochi, musiche, suoni e attività nel parco &#8211; Partecipazione Speciale <strong>Bandaò</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Super-manager, i loro stipendi valgono quanto un anno di rimborsi elettorali</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/04/26/super-manager-i-loro-stipendi-valgono-quanto-un-anno-di-rimborsi-elettorali/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 21:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[costi politica]]></category>
		<category><![CDATA[Il fatto quotidiano]]></category>

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		<description><![CDATA[I cinquanta &#8216;super-dirigenti&#8217; in un anno guadagnano oltre 134 milioni di euro, ovvero quanto costano i partiti politici allo Stato. Il più pagato, con 22 milioni di euro, è Tronchetti, ma Marchionne ne ha ricevuti 50 in titoli di Redazione Il Fatto Quotidiano &#124; 18 aprile 2012 “Scordatevi il posto fisso”, moraleggiava pochi giorni fa il presidente di Mediobanca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I cinquanta &#8216;super-dirigenti&#8217; in un anno guadagnano oltre 134 milioni di euro, ovvero quanto costano i partiti politici allo Stato. Il più pagato, con 22 milioni di euro, è Tronchetti, ma Marchionne ne ha ricevuti 50 in titoli</em></p>
<div id="post-header-meta">
<div id="meta-bar">di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/RQuotidiano/">Redazione Il Fatto Quotidiano</a> | <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/">18</a> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/">aprile 2012</a></div>
<div></div>
<div>“Scordatevi il posto fisso”, moraleggiava pochi giorni fa il presidente di Mediobanca, Renato<strong>Pagliaro</strong>. Nell’occasione si è dimenticato di spiegare all’attonita platea di liceali milanesi come mai nel 2011 la sobria banca fondata da <strong>Enrico Cuccia</strong> ha premiato l’amministratore delegato<strong>Alberto Nagel </strong>con 384 mila euro una tantum per i vent’anni di anzianità aziendale. Pagliaro e Nagel certo non sarebbero i testimonial più adatti per convincere i lavoratori italiani a non restare avvinti come l’edera al posto fisso, mentre sono ottimi per dimostrare che quanto a coerenza tra il dire e il fare i grandi manager italiani non sono migliori dei politici.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/18/super-manager-loro-stipendi-valgono-quanto-anno-rimborsi-elettorali/205384/#.T5XSSYH_HrM.email" target="_blank">Leggi l&#8217;articolo</a></div>
</div>
<div></div>
<div>
<p><strong>di Vittorio Malagutti e Giorgio Meletti</strong></p>
<p><em>da Il Fatto Quotidiano del 13 aprile 2012</em></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dagli stupri di massa alla rinascita collettiva. Un cammino al femminile</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/04/23/dagli-stupri-di-massa-alla-rinascita-collettiva-un-cammino-al-femminile/</link>
		<comments>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/04/23/dagli-stupri-di-massa-alla-rinascita-collettiva-un-cammino-al-femminile/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 20:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contro ogni forma di discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti civili e politici]]></category>
		<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Varani]]></category>
		<category><![CDATA[Noi Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Rwanda]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il genocidio del 1994 le donne hanno fatto della solidarietà un elemento cardine della loro pratica politica. Oggi sono più della metà in Parlamento e guidano i più importanti ministeri Nicoletta Varani Sintesi di un genocidio: un milione di vittime, due milioni di persone in fuga (che hanno vissuto per anni nei campi profughi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo il genocidio del 1994 le donne hanno fatto della solidarietà un elemento cardine della loro pratica politica. Oggi sono più della metà in Parlamento e guidano i più importanti ministeri</em></p>
<p><em>Nicoletta Varan</em>i</p>
<p>Sintesi di un genocidio: un milione di vittime, due milioni di persone in fuga (che hanno vissuto per anni nei campi profughi tra grandi sofferenze), trecentomila orfani, almeno mezzo milione di donne violentate e traumatizzate. Nel 1994 in soli cento giorni il Paese delle mille colline, poco più grande di una regione italiana, è stato raso al suolo, le infrastrutture e migliaia di case sono state distrutte. Il massacro del Ruanda, definito dalle Nazioni Unite come “genocidio dei Tutsi e degli Hutu moderati”, è il risultato dell’esasperazione e di un’ ideologia razzista che affonda le radici nel colonialismo, quando una popolazione che da secoli parlava la stessa lingua e condivideva la stessa cultura è stata spinta dai nuovi arrivati a esasperare le proprie differenze etniche. La comunità internazionale, pur avendo a disposizione molti indicatori che lasciavano presagire la strage, non è intervenuta e come noto anche l’ONU si è dimostrata impotente e inefficace.</p>
<p>Nel memorial di Gisozi, alla periferia della capitale, un pannello ricorda che nel 1994 “le Ruanda était mort”.</p>
<p>Fu il genocidio delle comunità, la distruzione totale di un Paese dove le donne furono le principali vittime. Considerate “bottino di guerra”, a esse venne praticato lo stupro di massa. Molte furono uccise, altre costrette a partorire un figlio “non Tutsi”. Nei vari rapporti delle Nazioni Unite emerge che durante il genocidio almeno 250mila ruandesi furono sistematicamente stuprate. Le violenze, per lo più compiute da molti uomini in successione, furono spesso accompagnate da forme di tortura fisica ed eseguite pubblicamente per moltiplicare il terrore e la degradazione. Spesso gli stupri erano preludio di morte, ma a volte le vittime non venivano uccise perché l’umiliazione avrebbe colpito non solo la vittima ma anche le persone a lei più vicine. Ciò incrementò esponenzialmente la diffusione dell’AIDS nel Paese. Durante il periodo del genocidio, il governo reclutò negli ospedali, tra i malati di AIDS, veri e propri battaglioni di stupratori con l’ intento di diffondere sistematicamente la malattia.</p>
<p>Al termine di questo massacro le organizzazioni internazionali fecero un censimento di massima e l’ONU dichiarò ufficialmente che il 70% della popolazione era di sesso femminile, donne per la maggioranza vedove. Gli uomini erano morti in guerra, imprigionati, fuggiti. Tuttavia, a seguito del genocidio, nel Paese sono nate molte associazioni e reti di sostegno alle donne, che offrono un contributo determinante allo svolgimento dei tribunali Gacaca. Le donne, che costituiscono ancora oggi la maggioranza della popolazione, esercitano un ruolo vitale nella ricostruzione fisica e morale del Paese, nonché nel processo di riconciliazione nazionale. Vittime della disuguaglianza di genere a causa della struttura patriarcale su cui poggia l’assetto sociale e comunitario, che continua a favorire gli uomini in termini di accesso e controllo delle risorse, le donne ruandesi hanno una speranza di vita inferiore agli uomini, sono meno istruite, hanno maggiori probabilità di contrarre l’AIDS e sono la forza lavoro meno retribuita, malgrado il 30% delle famiglie ruandesi abbia a capo una donna. Migliaia di donne rimaste vedove, malate, indigenti si sono organizzate in piccoli gruppi e associazioni. Hanno avviato progetti per far fronte a problemi e necessità del dopoguerra e si sono riunite per offrire sostegno immediato ai molti bambini orfani e malati, divenendo per loro delle nuove mamme. Dopo il genocidio si contavano circa 40mila orfani, oggi gli orfanotrofi sono chiusi. Le donne hanno fatto della solidarietà un elemento cardine della loro pratica politica.</p>
<p>Le ruandesi cominciarono la ricostruzione della vita materiale del Paese e contemporaneamente quella costituzionale contribuendo a far cancellare e approvare nuove leggi. In tale prospettiva hanno ottenuto la modifica del codice di famiglia con il riconoscimento del diritto all’eredità, che permette loro di diventare proprietarie dei beni familiari, tra i quali la terra, nel caso di morte del marito. Inoltre, hanno ottenuto che la Costituzione contenga il dettato che in tutte le istituzioni pubbliche e private sia presente almeno il 30% di donne. Attualmente il parlamento ruandese conta ben il 56% di presenza femminile e la condizione socio sanitaria del Paese sta lentamente migliorando. In pochi anni i sieropositivi sono passati dal 13% al 3% della popolazione, la malaria dal 9% al 3% delle cause di morte, la scolarizzazione è salita dal 74% all’ 86% dei bambini. Merito delle donne? “Se non si fosse puntato su di noi, dopo il genocidio il Paese si sarebbe semplicemente fermato” afferma Oda Gasinzigwa, da un paio di mesi Chief Gender Monitor, ovvero il “segugio” governativo incaricato di rilevare ogni traccia di discriminazione di genere. La pensa così anche Aisa Kirabo Kacyira, che era veterinaria, è stata parlamentare e ora è sindaco di Kigali, capitale africana tanto ordinata da deludere ogni velleità d’avventura: “La famiglia è una società e le madri sono leader per definizione. Il merito della nostra dirigenza politica è stato di darci l’opportunità di dimostrarlo”. Abbattere gli steccati tra Tutsi e Hutu, sciogliere le disparità tra uomo e donna: la seconda vita del Ruanda scampato alla morte riparte da qui. Alla domanda: è stato più difficile abbattere pregiudizi di etnia o diffidenze di genere? risponde Rose Mukantabana, presidente del Parlamento ruandese: “Le donne erano sottomesse da sempre, l’odio etnico è stata un’invenzione di colonialisti e criminali. A Hutu o Tutsi la nostra cultura non ha mai dedicato proverbi cattivi” (Oriani, 2009).</p>
<p>Dalla fine del massacro, che Yolande Mukagasana definisce un genocidio “pianificato, studiato e praticamente totale” perpetrato contro i Tutsi, fino ad oggi sono sorte varie organizzazioni gestite da donne che hanno offerto aiuto concreto e assistenza psicologica alla popolazione. Tra le più attive figurano Sevota, associazione fondata da Godelieve Mukasarasi , attivista dei diritti umani il cui lavoro ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti ed elogi in vari Stati, inclusa l’Italia, e Pro-femmes, voluta da Suzanne Ruboneka, che si occupa della promozione della giustizia sociale, dell’educazione, dei diritti delle donne e dei bambini.</p>
<p>La Mukasarasi, toccata in prima persona subito dopo il genocidio, quando miliziani, in un agguato, hanno assassinato suo marito e sua figlia, mentre si stava recando a testimoniare in un processo post-genocidio, ha reagito organizzandosi con altre donne, vittime di ingiustizie, sopravvissute agli eccidi, e ha creato Sevota (Solidarietà per la crescita e lo sviluppo delle vedove e degli orfani).</p>
<p>I progetti portati avanti in questi anni hanno permesso di proteggere da attacchi o intimidazioni mogli, madri e figlie nel corso dei processi avviati per ottenere giustizia e per gettare le basi di una riconciliazione nazionale, come pure hanno aiutato centinaia di donne, vittime di stupri etnici, ad accedere a cure mediche importanti, inclusi specifici trattamenti contro l’AIDS. L’associazione si occupa anche degli orfani, ossia di bambini che hanno perso tutto il loro nucleo familiare.</p>
<p>L’UNICEF ha stimato a oltre un milione gli orfani in Ruanda a seguito del genocidio e degli effetti che esso ha provocato, come la diffusione dell’AIDS. Per affrontare casi così delicati, l’associazione Sevota ha sostenuto terapie psicologiche appropriate e luoghi di accoglienza per ospitare i bambini.</p>
<p>Pro-Femmes Twese Hamwe (Per le donne tutti insieme) è un collettivo di circa 40 associazioni femminili ruandesi che lavorano per la promozione della donna, dello sviluppo e della pace. Suzanne Ruboneka, presidente dell’organizzazione, sostiene che hanno subito stupri e violenze le donne i cui mariti e parenti hanno ucciso e stuprato.</p>
<p>La mission dell’organizzazione è di ricreare unità fra Hutu e Tutsi, di ricostruire un clima di pacifica convivenza ma per attuarlo è necessario contrastare la povertà che affligge vedove, rifugiate, mogli di ex combattenti, oltre che offrire supporto psicologico per affrontare gravi traumi e favorire il dialogo e la partecipazione attiva delle donne.</p>
<p>Pro-Femmes porta avanti piani d’azione mirati per realizzare condizioni economiche, politiche, morali e giuridiche favorevoli alla creazione di una pace reale e duratura (Turrin, 2009).</p>
<p>Anche se in Ruanda un antico proverbio dice che la sventura si abbatte sulla casa dell’uomo che lascia l’ultima parola alla donna, proprio in Ruanda esiste l’unico parlamento al mondo a maggioranza femminile ed è presieduto da una donna, Rose Mukantabana, e alle ultime elezioni politiche le donne ruandesi hanno conquistato 45 seggi su 80.</p>
<p>Sono donne le ministre dell’Economia, degli Esteri, delle Infrastrutture, è una donna la presidente della Corte suprema, il sindaco di Kigali , la responsabile dell’Agenzia delle Entrate, il Capo della polizia. Oggi in Ruanda esiste una commissione di riconciliazione per la popolazione composta da 80 senatori e 52 di loro sono donne.</p>
<p>Hutu, Tutsi e Twa non esistono più, la carta d’identità etnica, introdotta dai belgi, è bandita e sui documenti c’è scritto: cittadino del Ruanda.</p>
<p>Il Ruanda oggi è un Paese vivo che sta sconfiggendo l’AIDS, la malaria, l’analfabetismo, e punta gli occhi al 2020 quando il presidente Paul Kagame &#8211; che governa il Paese imponendo il suo partito, la coesione sociale e la parità uomo/donna &#8211; ha promesso che la povertà sarà solo un ricordo.</p>
<p>Tutto ciò dimostra come le donne hanno saputo tramutare una terribile vicenda in una opportunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* Facoltà di Scienze della Formazione</p>
<p>Università degli Studi di Genova</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia e sitografia di riferimento</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Varani N., “Rwanda:il futuro è donna” in Primi A., Varani N., La condizione della donna in Africa sub-sahariana. Riflessioni geografiche, Limena (PD), Libreriauniversitaria.it edizioni, 2011, pp. 252-256.</p>
<p>Mukagasana, Y., Kazinierakis, A. Le ferite del silenzio. Testimonianze sul genocidio del Rwanda, Molfetta (Ba), La Meridiana, 2008.</p>
<p>Oriani, R. “Ruanda dove comandano le donne” in Io Donna, 5 marzo 2009.</p>
<p>Scaglione, D. Rwanda. Istruzioni per un genocidio, Roma, Edizioni Infinito, 2010.</p>
<p>Stefanini, F. “Le giurisdizioni gacaca” in Politica domani, n. 66, 2007.</p>
<p>Turrin, S. “Il riscatto delle donne ruandesi” in Afriche, n. 3, 2009.</p>
<p>www.ogv.rw</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(16 Aprile 2012)</p>
<p><a title="http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=03996" href="http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=03996">http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=03996</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Giornata di Azione Globale contro le spese militari</title>
		<link>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/04/23/giornata-di-azione-globale-contro-le-spese-militari/</link>
		<comments>http://www.nelletuemani.org/blog/2012/04/23/giornata-di-azione-globale-contro-le-spese-militari/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 19:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Forum di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nelletuemani.org/?p=4301</guid>
		<description><![CDATA[17 APRILE 2012 DICHIARAZIONE di Prali &#160; I rappresentanti delle sezioni europee dell’ International Fellowship of Reconciliation (IFOR) hanno tenuto la loro riunione annuale dal 13 al 15 Aprile, 2012 presso il Centro Ecumenico Agape a Prali (Italia), alla vigilia della Giornata Globale di Azione contro le spese militari. Nelle nostre discussioni sulla futilità della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>17 APRILE 2012</p>
<p>DICHIARAZIONE di Prali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I rappresentanti delle sezioni europee dell’ International Fellowship of Reconciliation (IFOR) hanno tenuto la loro riunione annuale dal 13 al 15 Aprile, 2012 presso il Centro Ecumenico Agape a Prali (Italia), alla vigilia della Giornata Globale di Azione contro le spese militari.</p>
<p>Nelle nostre discussioni sulla futilità della guerra abbiamo notato che sta diventando sempre più evidente, non solo tra i pacifisti, ma tra i ricercatori ed ex personale militare, come i Veterani per la pace che la guerra non raggiunge i propri obiettivi dichiarati. I recenti interventi militari in Afghanistan, Iraq e Libia si rivelano i completamente fallimentari rispetto a fli scopi per cui si dice vengano attuaati: miglioramento della stabilità, riduzione delle minacce terroristiche e garantire sicurezza e migliori condizioni di vita per le popolazioni civili</p>
<p>Le rivoluzioni non violente in Tunisia e in Egitto sono riuscite a rovesciare i governi esistenti e, anche se le aspettative iniziali non sono state pienamente realizzate, forniscono una fonte di ispirazione per un processo continuo di cambiamento. Convinti che l’amore ha la forza di trasformare i conflitti, riteniamo che sia indispensabile investire risorse formare persone per approfondire i cambiamenti portati dall’uso di metodi non violenti durante la primavera araba.</p>
<p>Noi riteniamo che sia solo a causa della quantità oscena di risorse destinate allo sviluppo di mezzi di distruzione di persone nel totale disprezzo per gli effetti sull&#8217;ambiente, che i mezzi che realmente potrebbero risolvere i conflitti e costruire la pace sono completamente a corto di risorse e sconosciuti ai molti.</p>
<p>Noi contrastiamo la diffusione dell&#8217;idea che la violenza può essere contrastata solo da azioni militari per rovesciare governi repressivi. Abbiamo visto più e più volte che i benefici sono limitati, temporanei e invariabilmente causano la morte e la distruzione di infrastrutture con grande costo umano e ambientale.</p>
<p>In particolare, ci dispiace che i tentativi della Lega Araba per organizzare una missione di osservatori in Siria, o i risultati dei difficili negoziati da parte del rappresentante speciale delle Nazioni Unite Kofi Annan siano apertamente screditate lasciando l’opinione pubblica con l&#8217;impressione che non ci sia alternativa alla forza militare.</p>
<p>I nostri governi dovrebbero quanto meno ridurre le spese militari e investire seriamente in strumenti non militari per realizzare la dottrina della “responsabilità di proteggere” in modo non violento. Un esempio importante sarebbe quello di fornire un pieno sostegno e garantire asilo agli obiettori di coscienza e ad altri militari in servizio in fuga da paesi come Egitto, Siria, ecc in cui sono costretti a combattere contro i loro concittadini. Inoltre, essi dovrebbero smettere di fornire appoggio militare sia ai combattenti della resistenza che all’esercito regolare. Sia sotto forma di armi o attraverso formatori e consiglieri i recenti sviluppi in Mali mostrano quanto velocemente queste armi trovino la loro strada nei paesi vicini senza alcun controllo effettivo.</p>
<p>Secondo i dati diffusi dalla Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), che sono i dati più realistici e completi sulla spesa militare nel mondo, 1,5 trilioni di dollari è approssimativamente quanto è stato speso a livello mondiale nel settore militare nel 2009. Ciò rappresenta un aumento del 49 per cento dal 2000. La crisi finanziaria globale e la recessione economica nel 2009 ha avuto poco effetto sulla spesa militare mondiale. Due terzi dei paesi per i quali i dati erano disponibili hanno aumentato la spesa militare.</p>
<p>Mentre la spesa militare aumenta ogni anno, gli investimenti nella risoluzione dei conflitti, costruzione della pace, e lo sviluppo sono parecchio più indietro.</p>
<p>I modelli alternativi richiedono investimenti nonché l&#8217;impegno: l&#8217;articolo 26 della Carta delle Nazioni Unite va oltre la mera regolamentazione del commercio delle armi; riguarda la disciplina degli armamenti stessi. Esso prevede un riorientamento delle spese militari, il che implica che il sistema di regolamento deve garantire sicurezza con altri mezzi, (ad esempio UNSCR 1325).</p>
<p>In base ai dati SIPRI, l&#8217;attuale livello di spesa militare è equivalente a 700 anni di bilancio ordinario delle Nazioni Unite.</p>
<p>Nel 1995, la Piattaforma d&#8217;azione di Pechino raccomanda la riduzione delle spese militari eccessive, in modo da consentire l&#8217;eventuale aalocazione di ulteriori fondi per lo sviluppo sociale ed economico, in particolare per il progresso delle donne.</p>
<p>In occasione di questa Giornata Globale di Azione per le spese militari vogliamo ricordare al mondo questa raccomandazione.</p>
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<p>Le sezioni europee dell’ IFOR</p>
<p><a href="http://www.ifor-mir.org/2012/02/europe-members" target="_blank">http://www.ifor-mir.org/2012/02/europe-members</a></p>
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<p align="left">Nel sito IFOR potete trovare la versione originale in inglese</p>
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<div align="left"><a title="http://www.ifor-mir.org/2012/04/declaration-of-prali-global-day-of-action-on-military-spending-17-april-2012/" href="http://www.ifor-mir.org/2012/04/declaration-of-prali-global-day-of-action-on-military-spending-17-april-2012/" target="_blank"><span style="font-family: Arial;" title="http://www.ifor-mir.org/2012/04/declaration-of-prali-global-day-of-action-on-military-spending-17-april-2012/"><strong title="http://www.ifor-mir.org/2012/04/declaration-of-prali-global-day-of-action-on-military-spending-17-april-2012/">http://www.ifor-mir.org/2012/04/declaration-of-prali-global-day-of-action-on-military-spending-17-april-2012/</strong></span></a></div>
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		<title>Vittimismo, complottismo, familismo, immobilismo. Il caso della Lega</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 13:53:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dossier di Storia &#38; Storici sul fenomeno della corruzione in Italia aggiornato alle vicendi in corso nella Lega Nord. Se ci fosse stato bisogno di un novo evento per concludere le riflessioni di questo dossier su “il sistema della corruzione Italia” quale indicatore privilegiato della deriva del Belpaese, eccolo servito. Lo scandalo che ha travolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dossier di <a href="http://www.storiaestorici.it" target="_blank">Storia &amp; Storici</a> sul fenomeno della corruzione in Italia aggiornato alle vicendi in corso nella Lega Nord.</p>
<p>Se ci fosse stato bisogno di un novo evento per concludere le riflessioni di questo dossier su “il sistema della corruzione Italia” quale indicatore privilegiato della deriva del Belpaese, eccolo servito. Lo scandalo che ha travolto la Lega Nord, alfiere di una crociata della periferia padana contro il sistema corrotto di “Roma ladrona”, ha suscitato, più che sconcerto, ilarità. Nei fatti nulla di nuovo e di inatteso: la cronaca quotidiana replica sé stessa e il racconto è sempre lo stesso: procedura e contenuti. Nessuno si stupisce più del malaffare e del sistema che regge e tiene in vita la classe politica e la classe dirigente del Belpaese. In questo spettacolo quotidiano la sequenza è sempre la stessa: vittimismo, complottiamo, familismo e … immobilismo.</p>
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